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Per
il tradizionale brindisi di capodanno o per accompagnare
il panettone del veglione della vigilia o del pranzo di Natale,
è ormai tradizione bere i "vini con le bollicine". Ma non tutte
le bollicine sono uguali: impariamo a capire cosa beviamo da ciò
che leggiamo in etichetta. Una prima sostanziale differenza va fatta
tra i vini spumanti secchi e i vini dolci.
VINI SPUMANTI SECCHI
Tutti gli spumanti secchi vengono ottenuti per rifermentazione
di vini già portati a secco, che hanno cioè già completato la fermentazione
alcolica e quindi consumato tutti gli zuccheri. Il più conosciuto
e prestigioso tra i tanti è indubbiamente lo champagne che
si ottiene con il metodo champenoise, esistono però anche altri
vini spumanti di altrettanto pregio ottenibili con la stessa o con
metodologie diverse.
Al
contrario di quanto è tradizione ricordare, la storia del vino spumantizzato
non parte da Dom Pérignon e dalle campagne francesi della
Champagne, ma da Londra. Qui, infatti intorno al 1650, i
mercanti inglesi utilizzavano già tappi di sughero per imbottigliare
il vino di importazione mentre i francesi utilizzavano ancora stracci
permeabili imbevuti d'olio. Nel caso di inavvertite rifermentazioni
in bottiglia, l'anidride carbonica, che non poteva fuoriuscire,
rimaneva sciolta nel vino sottoforma di acido carbonico e una volta
che la bottiglia veniva stappata, si formava la schiuma. Dom Pérignon,
pur non essendo l'"inventore" dello spumante ha comunque avuto un
ruolo molto importante nella sua storia: quello di capire l'importanza
del fenomeno spontaneo che avveniva nelle bottiglie tappate dagli
inglesi. La rifermentazione in bottiglia mirata, venne impiegata
per la prima volta intorno al 1700 nella Champagne ma con
scarso successo iniziale poiché la maggior parte delle bottiglie
scoppiava. Quando gli inglesi inventarono bottiglie di vetro più
resistenti, fu allora possibile introdurre questa metodologia nel
processo di lavorazione.
CHAMPAGNE E METODO CHAMPENOISE
I
vini spumanti che possono fregiarsi del nome Champagne in etichetta,
sono vini prodotti in territori situati a circa 150 km da Parigi
riuniti in cinque dipartimenti, la cui rifermentazione si ottiene
esclusivamente con il metodo classico o champenoise. I vitigni
utilizzati per produrre champagne sono tradizionalmente di tre varietà
diverse: Chardonnay, vitigno bianco che conferisce la finezza
tipica del prodotto finito; Pinot Nero e Pinot Meunier,
vitigni a bacca rossa responsabili rispettivamente della pienezza
e dell'aroma fruttato. I due Pinot vengono fermentati in bianco
(in assenza di vinacce) in modo da non far passare il colore delle
bucce nel vino. Fermentati separatamente, i vini delle tre varietà
vengono assemblati in campioni di proporzioni diverse e dopo un'opportuna
degustazione viene decisa la miscela che dovrà costituire la cuvée
cioè il vino di base definitivo che sarà poi trasformato e che deve
avere un modesto grado alcolico non superiore a 11% vol. A questo
punto il vino viene imbottigliato con l'aggiunta del liqueur
de tirage, una miscela di vino, zucchero e lieviti selezionati
in grado di far partire la rifermentazione in bottiglia la quale
dura da uno a due mesi. Il vino rifermentato presenterà un tasso
alcolico superiore a quello di partenza di circa 1,2% vol. e la
presenza di anidride carbonica sotto forma di acido carbonico e
quindi le famose bollicine.
Il
tappo che chiude le bottiglie fino a questo punto della lavorazione
è un tappo a corona e le bottiglie vengono collocate in apposite
rastrelliere che le mantengono in posizione orizzontale e poi con
un'inclinazione sempre maggiore in modo da avere il collo della
bottiglia verso il basso. Una volta imbottigliate in tal modo, le
bottiglie sono sottoposte a remuage per circa 30 giorni.
L'operazione consiste nel far ruotare manualmente le bottiglie tutti
i giorni in modo tale da favorire la sedimentazione dei lieviti
nel collo della bottiglia. Il vino, restando a contatto con i lieviti
per tutto questo tempo, acquisisce il caratteristico aroma di
crosta di pane. Dopo un periodo che può andare da diversi mesi
a qualche anno, i lieviti vanno eliminati con l'operazione della
sboccatura o dégorgement : si infila il collo della
bottiglia in una soluzione acquosa alla temperatura di -25°C per
circa 40 secondi. Il vino vicino al tappo e contenente la feccia
si congela, quando il tappo a corona viene tolto il ghiaccio con
il deposito incluso viene spinto fuori dalla pressione interna.
Il vino è ora limpido e va prontamente tappato per evitare che venga
persa troppa anidride carbonica, prima però è necessario effettuare
un rabbocco che consiste nell'aggiungere una miscela chiamata
liqueur d'expédition la cui ricetta è diversa per ogni cantina
produttrice e solitamente è segreta. La legislazione in merito non
prevede la presenza obbligatoria di determinate sostanze ma fissa
il divieto di utilizzo di un elenco di sostanze dannose. Il rabbocco
serve per integrare la parte di vino andata perduta in fase di sboccatura
e per addolcire e conferire un bouquet particolare allo spumante.
Spesso quindi nel liqueur d'expédition è presente zucchero,
qualora sia assente, in etichetta si troverà la dicitura Brut Nature,
Dosage Zèro oppure Pas Dosé.
L'80% degli champagne in commercio viene venduto senza l'indicazione
dell'annata in etichetta, questo perché spesso l'assemblaggio prevede
la presenza di vini di due o più annate diverse al fine di ottenere
un vino più armonico e omogeneo. Solo il 20% della produzione viene
venduto come champagne millesimato, cioè prodotto con uve
provenienti da un'unica vendemmia.
Abbandonando
l'argomento champagne bisogna ricordare che tutti gli spumanti secchi
rifermentati in bottiglia, e quindi con specificato in etichetta
"metodo classico o champenoise", vengono ottenuti con le stesse
modalità di lavorazione dello champagne. Tra questi abbiamo, sempre
in Francia, i crémant il cui nome è accompagnato dalla
zona di origine e vengono prodotti con uve di vitigni locali; in
Italia troviamo diversi vitigni i cui vini vengono spumantizzati
di cui le stesse disciplinari D.O.C. prevedono la tipologia spumante;
in California e Australia vengono denominati Sparkling
Wines e sono prodotti con vari vitigni; in Austria e
Germania si parla di Sekte; lo spumante spagnolo
più famoso è il Cava del Penedés.
Esistono altre possibilità di lavorazione per ottenere spumanti
secchi: il metodo charmant e il metodo transvasion.
METODO
CHARMANT
Qui la rifermentazione avviene in autoclave e
il sedimento di lieviti viene eliminato per filtrazione prima dell'imbottigliamento.
È un metodo industriale per vini di qualità inferiore, inventato
nel Bordeaux, che richiede costi di manodopera nettamente inferiori.
METODO TRANSVASION
Il vino rifermenta in bottiglia come per il metodo champenoise.
Successivamente la bottiglia viene stappata, il vino è travasato
in un recipiente a pressione, liberato dei sedimenti e imbottigliato.
È un procedimento inventato in America e viene utilizzato anche
per i vini di pregio.
VINI
DOLCI
I vini dolci, a differenza degli spumanti, non vengono sottoposti
a una seconda fermentazione anzi, non compiono interamente neanche
la fermentazione principale. Essi infatti vengono ottenuti bloccando
la fermentazione alcolica tramite opportuno raffreddamento,
si effettua poi una filtrazione isobarica e si trasferisce in autoclave.
Successivamente alla stabilizzazione microbiologica, che si ottiene
per microfiltrazione o pastorizzazione, il vino viene imbottigliato.
BIBLIOGRAFIA
J. Priewe, VINO
UNA CULTURA MONDIALE, Bolis edizioni, Azzano San Paolo, 2002
Zambonelli C., MICROBIOLOGIA
E BIOTECNOLOGIA DEI VINI, 1998, Ed agricole, Bologna
A. Sabellico, NOTE PRATICHE DI LEGISLAZIONE VITICOLA, Associazione
Enologi Enotecnici Italiani, Milano, 1999 .
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