Il termine giapponese "bonsai" è costituito da due ideogrammi,
il primo significa vassoio o contenitore (bon), mentre il secondo (sai) significa
educare e, in senso lato, il coltivare. Bonsai è l´arte di creare
miniature di alberi, coltivandoli per anni in un piccolo vaso. Con questa particolare
tecnica si guida infatti la pianta ad assumere forme e dimensioni volute, pur
rispettandone l´equilibrio vegetativo e funzionale. È sbagliato
pensare che i bonsai soffrano nei vasi: è solo un´impressione che
si ha, a causa delle forme spesso contorte o delle parti di legno secco create
appositamente per dare un effetto di vetustà alla pianta spiega
Chiara Padrini Presidente Italiana del Bonsai Club International (BCI).
Così come si accetta l´intervento sugli alberi da frutto per ottenerne
più cibo possibile, si dovrebbe accettare in egual maniera l´intervento
su piante per renderle bonsai, dove si nutre lo spirito del coltivatore e non
il suo corpo. Se un bonsai soffrisse non arriverebbe a fiorire o addirittura
a fruttificare. Il bonsai è una rappresentazione della natura,
il paesaggio influenza il bonsai. Per questo, e non soltanto per questo, il
bonsai è un hobby che va preso con serietà e praticato, per quanto
possibile, con costanza e una certa applicazione. I veri coltivatori di bonsai
curano questi alberelli per ore al giorno.
Ecco perché lappuntamento del Congresso di Saint Vincent è
particolarmente atteso dagli appassionati, ma offrirà spunti interessanti
anche ai visitatori più curiosi. L´amore assoluto dei giapponesi
per la natura corrobora poi un gemellaggio con la Valle dAosta nato dai
Giochi Olimpici Invernali Torino 2006, quando le nazionali olimpiche giapponesi
di sport su ghiaccio furono ospiti della regione più piccola dEuropa.
Non è un caso se, fra le attrattive che maggiormente colpiscono i visitatori
giapponesi, troviamo i percorsi fra gli alberi secolari valdostani. Così,
mentre il Congresso farà scoprire a neofiti o bonsaisti larte della
contemplazione della natura in piccolo, altri potranno sbizzarrirsi
alla ricerca delle 125 piante monumentali della Valle d´Aosta, protette
da una legge regionale che tutela gli alberi rari, di pregio, particolarmente
vecchi. Tutte le piante sono catalogate e presentate in una mappa a disposizione
dei turisti presso i punti informativi di ogni località. Piante spesso
plurisecolari, risparmiate per diversi motivi: il ricordo di un evento, il ruolo
nel paesaggio, la particolarità della specie
Ecco allora il Tiglio
di quasi 500 anni della Collegiata di Sant´Orso ad Aosta (l´albero
più rappresentativo tra i tanti monumenti vegetali della regione), la
Pianta Grossa di Donnas (SS 26, verso Aosta, subito dopo Pont Saint Martin),
probabilmente l´ippocastano più grande d´Italia; o l´Olmo
ciliato in località Prà di Perloz (che si raggiunge percorrendo
da Pont-Saint-Martin la strada regionale di Perloz SR1).
Perché se è vero che un bonsai deve evocare in chi lo guarda
una sensazione di forza e maturità, poche altre cose sanno trasmettere
pace e serenità come una grande pianta secolare. Il congresso di Saint
Vincent sarà occasione di visita anche per gli spazi di mostra e mercato
di Bonsai e Suiseki. Sono inoltre previste, accanto a seminari e commenti dei
più autorevoli esperti del settore, aste e lotterie aperte al pubblico.
Ingresso giornaliero: 50 euro (giovedì-venerdì) 60 euro (domenica)
per i congressisti; 10 euro per il pubblico che vuole visitare la mostra e lo
spazio venditori.
Informazioni e programma dettagliato: www.bci-ibs2008.it/