Dal 19 aprile al 6 settembre una mostra di rara qualità e di straordinaria
intensità inaugurerà la stagione espositiva 2009 dello spazio
Galleria Civica d'Arte, promossa dal Comune di Cava de' Tirreni e dalla Provincia
di Salerno.
L'esposizione Il segno di Goya. Ottanta capolavori incisi, realizzata in collaborazione
con Alef - cultural project management, propone ottanta opere appartenenti al
ciclo denominato "I disastri della Guerra" e testimonia la maestria
della tecnica incisoria dell'artista spagnolo che, ultrasessantenne, si adoperò
per recuperare quante più lastre di rame gli fosse possibile, per dar
voce alla convinzione che la guerra sia unicamente l'epilogo della follia umana.
"Los Desastres de la Guerra" non sono dunque solo la semplice reazione
di un artista che interpretò il suo tempo per restituire una lettura
degli avvenimenti che agli inizi del 1800 scossero l'intero assetto politico
europeo, quanto una narrazione della sua terra, la Spagna, e - in chiave universale
- della natura umana, della pura violenza e sopraffazione che guerra e politica
riversano sulla popolazione civile, calata nel ruolo di vittima della storia
e di una morte feroce e priva di senso.
ll fantastico e il deforme, cifra stilistica personale di Goya destinata a
condizionare molta parte dell'arte successiva, si appoggiano in questo ciclo
a una base storica precisa, un evento che scosse la Spagna, trattato in maniera
non cronachistica, ma impostato su soluzioni figurative potentemente evocative.
L'invasione della Spagna ad opera delle truppe napoleoniche nel 1807 fu l'inizio
di un lungo avvicendarsi di affanni e disastri come la sanguinaria ribellione
della nativa Saragozza nel 1808 o la carestia a Madrid del 1810-11, per culminare
nel regime di monarchia assoluta e oscurantista instaurato da Ferdinando VII,
salito al trono dopo la liberazione dagli invasori.
L'itinerario espositivo costituisce un'occasione unica per ammirare una delle
vette della produzione grafica di Goya, abile nel fondere in uno stile assolutamente
originale libertà espressiva, fantasia e adesione alla realtà.
A ospitare la mostra, la "Galleria Civica d'Arte", ideata dal Comune
di Cava de'Tirreni con l'obiettivo di dotare la "città dei portici"
di uno spazio espositivo di grande prestigio, moderno e attrezzato, in grado
di poter ospitare mostre e rassegne d'arte di livello nazionale e internazionale.
Il 14 dicembre 2008 la Galleria Civica d'Arte ha aperto i battenti, dopo importanti
lavori di ristrutturazione e di realizzazione di adeguata impiantistica. L'installazione
di sofisticati sistemi di climatizzazione, deumidificazione, allarme e videosorveglianza,
fa sì che la struttura cavese sia tra gli spazi espositivi più
all'avanguardia nel Sud-Italia.
E' situata all'interno del Monumentale Complesso di Santa Maria del Rifugio,
una suggestiva struttura cinquecentesca completamente restaurata, che vanta
una fortunata posizione nella splendida cornice di Piazza San Francesco.
<< L'esposizione delle ottanta opere incise di un grande maestro quale
Francisco Goya, che il Comune di Cava de'Tirreni si fregia di ospitare e mettere
in mostra nelle sale della neonata Galleria Civica d'Arte, porta all'attenzione
una delle opere più tormentate e sentite dell'artista>>, afferma
Luigi Gravagnuolo, Sindaco di Cava de'Tirreni. <<I "Disastri della
guerra" rappresentano per l'artista spagnolo un vero e proprio testamento
di disperazione, una presa d'atto delle sanguinose conseguenze degli eventi
storici e la consapevolezza che l'arte può esserne testimone>>.
<<Con uno speciale viaggio alla scoperta delle radici fantastiche e caricaturali
dell'arte moderna, inauguriamo l'attività della Galleria Civica d'Arte
di Cava de'Tirreni>>, afferma Gianpio De Rosa, Assessore alla Qualità
della Cultura e degli Spettacoli. <<E lo facciamo proponendo ottanta capolavori
di Francisco Goya, appartenenti al ciclo denominato "Los Desastres de la
Guerra". Fogli bellissimi, realizzati con raffinate tecniche incisorie
che testimoniano la maestria dell'artista spagnolo, per dar voce alla convinzione
che la guerra sia unicamente l'epilogo della follia umana>>.
Cava de' Tirreni è un'antica e storica città, la porta della
Costiera amalfitana, distante soltanto 42 Km da Napoli, 7 Km da Salerno, 24
Km da Amalfi, 21 Km da Pompei.
I suoi primi abitanti furono i Tirreni, tribù nomade etrusca. In epoca
romana fu luogo rinomato di villeggiatura prescelto dalla nobiltà di
Roma. Fu poi abitata dai Longobardi. Nel 1011 fu fondata l'Abbazia benedettina
della SS. Trinità. Nel XIV e XV secolo si sviluppò il Borgo Scacciaventi,
pregevole esempio di centro commerciale naturale, caratterizzato da una via
fiancheggiata da portici e da storici palazzi porticati.
Meta di turisti e viaggiatori, fu scelta dai pittori napoletani dell'Ottocento
per le amene vedute e per i panorami ricchi di verde.
Dal XVIII secolo e fino ai primi del XX secolo Cava de'Tirreni fu meta obbligata
di un grande flusso di viaggiatori che diedero vita al Grand Tour.
Cava de'Tirreni é luogo di turismo selezionato: offre cultura, storia,
architettura, arte, ambiente, boschi ameni e verdeggianti colline, escursioni
e itinerari tra la montagna e il mare.
A testimonianza della vivacità culturale del territorio, contestualmente
all'iniziativa di Cava verrà inaugurata, dopo un importante recupero,
la storica Villa De Ruggiero a Nocera Superiore, nuovo plesso entrato a far
parte della grande famiglia dei musei della Provincia di Salerno, destinato
ad accogliere una prestigiosa raccolta di arti applicate.
Nota biografica su Francisco Goya
Francisco Goya, uno dei maggiori pittori spagnoli di tutti i tempi, nasce
nel 1746 in un povero borgo nei pressi di Saragozza da un artigiano e da una
piccola proprietaria terriera di nobile famiglia. Dall'età di quattordici
anni a Saragozza, Goya frequenta come apprendista lo studio del pittore José
Luzán y Martínez dove studia la tecnica del disegno. Trasferitosi
a Madrid nel 1763 conduce una vita sregolata, tentando più volte senza
successo il concorso indetto dall'Accademia di Belle Arti di San Fernando per
l'assegnazione di una borsa di studio. Lì viene a contatto con pittori
di pura tradizione spagnola, di tipo barocco, e con ambienti accademici che
perseguono i principi neoclassici. Nel 1770 Goya intraprende un viaggio in Italia
per studiare i maestri dell'antichità classica e rinascimentale. Tornato
a Madrid gli viene affidata una serie di quarantatre cartoni per la manifattura
di arazzi di Santa Barbara (oggi al Museo del Prado), caratterizzati da un fresco
naturalismo e da luminosità e tonalità schiarite, che testimoniano
la sua conoscenza della pittura francese. Tra il 1780 e il 1800 svolge un'intensa
attività come ritrattista di personaggi dell'alta società spagnola,
e nel 1780 diventa membro dell'Accademia di San Ferdinando a Madrid, di cui
sarà direttore nel 1785. In questo periodo viene colpito da una malattia,
che lo rende progressivamente sordo, Nel 1789 viene nominato primo pittore della
camera del Re "pintor de camara del rey". Nonostante la dipendenza
dal monarca, l'enorme prestigio di cui godeva lo ripara dagli intrighi di corte
e gli permette di conquistarsi un'assoluta autonomia di azione e di giudizio,
tanto che maturerà una sempre più netta avversione per l'ottusa
politica del sovrano. A poco a poco l'artista comincia a mostrare il suo interesse
quasi morboso per criminali, scene violente, ingiustizie sociali: inizia così
ad emergere il lato oscuro di Goya. Un aspetto che si manifesterà pienamente
più tardi nella serie di incisioni dei "Disastri della Guerra"
e dei "Capricci" in cui emerge come l'interesse di Goya per il mondo
magico e stregonesco nasca da un forte spirito critico sia verso le superstizioni
popolari sia verso l'ipocrisia dell'aristocrazia e del clero di quell'epoca
tormentata, fatto che emerge chiaramente dalla lettura dei manoscritti dello
stesso Goya. Per sottoporsi a cure termali, l'artista si reca a Bordeaux, dove,
nonostante l'aggravarsi del suo stato di salute e la sua segreta e silenziosa
angoscia, continua a dipingere senza commissione, per sé e per gli amici
spagnoli fuggiti, come lui, alle persecuzioni borboniche. Nel 1828 la malattia
peggiora al punto da paralizzarlo e, infine, essergli fatale.
Il segno di Goya. Ottanta capolavori incisi.
Cava de'Tirreni - Galleria Civica d'Arte
19 aprile - 6 settembre 2009
Inaugurazione 18 aprile 2009, ore 19.00
Biglietti:
Intero: euro 5,00
Ridotto e convenzioni: euro 3,00
Orari:
da martedì a giovedì: 18.00-21.30;
venerdì, sabato e domenica: 18.00-22.30;
lunedì chiuso
apertura e visite guidate gratuite su prenotazione anche di mattina.
Informazioni:
www.cittadicava.it www.cavacultura.it
mostra.goya@comune.cavadetirreni.sa.it
Tel: + 39 089 682303
Fax: + 39 089 682146