Domenica 11 febbraio 2007, alle ore 18. 30, il Centro di Musica Antica Pietà
de´ Turchini presenta nella Chiesa di S. Caterina da Siena un concerto
dedicato alla follia del Carnevale, parte del Programma 2006/07 del Centro di
Musica Antica.
Per il concerto "Il gioco e la follia", la Cappella della Pietà
de´ Turchini diretta dal Maestro Antonio Florio, eseguirà un programma
di musiche che celebrano la follia della Napoli Barocca e il momento di massima
esuberanza collettiva che la città raggiungeva durante il periodo di
Carnevale.
Il Carnevale a Napoli è da sempre una dimensione totalmente fuori da
ogni confronto con altre città italiane. Forse per eredità genetiche
o meramente culturali, è ancora oggi in parte verificabile quello che
notavano i viaggiatori del Seicento che giungevano in città da tutta
Europa. Nella Napoli barocca la pazzia sembra particolarmente legata alla musica
e ai musicisti, molti infatti furono i casi di stimati professionisti che finirono
la loro carriera all´Ospedale dei pazzi, gli Incurabili. Gli spettacoli
della Commedia dell´arte rispecchiavano spesso le atmosfere frenetiche
della pazzia collettiva napoletana, creando il topos dell´ "Ospedale
dei pazzi d´amore", di cui restano alcuni frammenti musicali di autori
seicenteschi. Pietro Antonio Giramo (autore di cui si conoscono soltanto alcune
edizioni musicali stampate intorno al 1630) è l´interprete della
"Pazzia venuta da Napoli".
Dell´autore, l´Orchestra della Cappella della Pietà de´
Turchini esegue La Pazza a voce sola (definita nel manoscritto oggi custodito
a Berkeley: Pazzia venuta da Napoli), componimento che più che riferirsi
alla pazzia come malattia mentale, allude ai giochi e ai travestimenti del Carnevale
napoletano, nello stile tipico della "villanella" o di scatenati balli
di gruppo. Perfetto contraltare lagunare è costituito da L´astratto,
pezzo della compositrice veneziana Barbara Strozzi che interpreta la pazzia
venuta da Venezia. La Strozzi compose prevalentemente per uso proprio, cioè
per solo soprano, prediligendo una formazione strumentale in tre parti, con
due strumenti melodici e il basso continuo. Nello stesso modo il veneziano Antonio
Caldara corrisponde perfettamente alle tematiche espresse dal misterioso Giuseppe
Petrini. Entrambi gli autori scrivono nei primi anni del Settecento, in un clima
ormai dominato dall´opera buffa nelle rispettive città.
Di Petrini l´Orchestra esegue Graziello e Nella intermezzo buffo in lingua
napoletana che Antonio Florio ha individuato nelle collezioni del Conservatorio
di Napoli e che interpreta il tema del travestimento utilizzando come protagonisti
due personaggi simbolo del Carnevale napoletano. Il gioco del Quadriglio di
Caldara è una cantata a 4 voci, composta nel 1734, che descrive in una
progressiva accelerazione simile ad un finale d´atto d´opera comica
lo svolgimento di una simbolica partita a carte.
Un concerto davvero ricco e interessante, che dimostra come la musica può
aiutare a ricostruire parzialmente, l´atmosfera irripetibile della Napoli
barocca, la città della follia e dell´eterno Carnevale.