Tradizioni popolari, cultura e cucina rurale sono i tre elementi che si combinano
per ridare vita in Romagna ad un antico rito: i fuochi magici, Lòm a
Merz (i lumi di marzo).
Ledizione 2012, Le feste del fuoco: appena cala lombra della
sera, è in programma da lunedì 27 febbraio a sabato 3 marzo,
nelle aie e nelle case di campagna di diversi Comuni fra le province di Ravenna,
Forlì, Ferrara e Bologna: Argenta (Fe), Bagnacavallo, Brisighella, Casola
Valsenio, Faenza, Gambellara, San Pietro in Campiano, Santalberto, Savarna,
Riolo Terme, Russi (tutti in provincia di Ravenna), Imola (Bo) e Modigliana
(Fc). Qui verranno accesi dei grandi falò attorno ai quali si svolgeranno
iniziative e incontri sulla tradizione e la cultura contadina romagnola, fra
balli, spettacoli, mostre mentre sarà possibile degustare vini e cibi
tipici dell enogastronomia locale. Ad animare le serate ci saranno scrittori,
cuochi, sommelier, maestri artigiani, cantastorie, antropologi.
Unattenzione particolare quindi per continuare una tessitura fra dialetto,
storia, musica, vita, costume, buon cibo e buon vino, che ha come obiettivo
quello far conoscere e valorizzare le tradizioni, per traghettarle nel futuro.
Hanno già dato la loro conferma di partecipazione: gli scrittori e giornalisti
Alfredo Antonaros, Giuseppe Bellosi, Enrico Gurioli, Alessandro Molinari Pradelli,
Beppe Sangiorgi, Antonio Graziani, Angela Schiavina, Gianfranco Camerani, Franco
Dellamore; gli artigiani e artisti Egidio Miserocchi, Aurelio Brunelli,
Maurizio Camilletti, Fabiano Sportelli, Claudia Apuzzo, Lucia Baldini, Giuseppe
Neri; le associazioni Friedrick Schurr per la valorizzazione del
dialetto romagnolo, Sloow Food condotta di Ravenna, Parco del Delta, Museo delle
Valli di Argenta, Il mare a casa vostra pescatori di Cesenatico,
Accademia Italiana della Cucina. I primo appuntamento, lunedì 27 febbraio,
andrà in scena a Villa Corte di Brisighella con convivio e musica, per
poi proseguire in tutto il territorio della Romagna (calendario dettagliato
ancora in via di definizione).
La Romagna è una terra storicamente votata allagricoltura. E lagricoltura,
come molte altre attività allaperto era, ed è
tuttora, soggetta alle avversità metereologiche. Così la
tradizione contadina del passato voleva che per scongiurare la malasorte venissero
fatti dei riti propiziatori, come i fuochi magici: i Lòm a Merz
(i lumi di marzo). Laccensione di falò propiziatori intendeva celebrare
larrivo della primavera e invocare unannata favorevole per il raccolto
nei campi, ricacciando il freddo e il rigore dellinverno. Il suo significato
era quello di incoraggiare e salutare larrivo della bella stagione, bruciando
i rami secchi e i resti delle potature. Per questa occasione, ci si radunava
nelle aie, si intonavano canti e si danzava intorno ai fuochi (al fugarèn),
mangiando, bevendo e soprattutto divertendosi. La tradizione di fare lòm
a merz si è protratta in Romagna fino agli anni 30, perdendo
poi definitivamente il suo carattere di festa dopo la guerra.
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