Palazzo dei Diamanti dedica la sua mostra di primavera alla presentazione
dellintera straordinaria opera calcografica di Giorgio Morandi. Si tratta
delle 138 acqueforti e dellunica xilografia che lartista ha considerato
rappresentative della sua arte, dopo averne eliminato un numero probabilmente
assai più ampio che con assoluto rigore ha giudicato non meritevole di
essere conservato e divulgato.
Da Dürer a Parmigianino, da Rembrandt a Piranesi, da Goya a Picasso, la
storia dellincisione è un capitolo fondamentale dellintera
storia dellarte. È stato così anche per Morandi che trattò
lincisione come ricerca artistica autonoma affrontandola con impegno pari
a quello dedicato alla pittura, in unepoca, il secolo scorso, in cui spesso
la stampa era considerata un genere minore.
Iniziò a dedicarsi allincisione attorno al 1910-11, quasi contemporaneamente
alla pittura, e continuò a farlo fino a qualche anno prima della sua
morte, avvenuta nel 1964. Fu un autodidatta che saggiò, con pazienti
tentativi e ricerche, i vari procedimenti tecnici fino a quando non si impadronì
appieno del mezzo incisorio e delle sue possibilità di restituzione dei
volumi, delle forme e della luce. Dopo un periodo di intensa sperimentazione,
che caratterizza soprattutto i primi anni Venti, lacquaforte finì
per divenire la sua tecnica prediletta.
Riferendosi a illustri precedenti della storia di questo linguaggio espressivo,
quali Parmigianino, Federico Barocci e Rembrandt, maestri per altro lontanissimi
dai suoi interessi pittorici, Morandi ne indagò a fondo le caratteristiche
giungendo ad anticipare, nella bicromia del bianco e nero dellopera grafica,
effetti di costruzione formale e di vibrazione chiaroscurale che diventarono
elementi fondamentali di specifiche fasi della sua creazione artistica. In certi
momenti fu, anzi, lacquaforte a risultare determinante per la sua ricerca
pittorica.
Dopo decenni di studi che hanno chiarito il contributo originale dellartista
nel contesto internazionale dellarte contemporanea, o ne hanno approfondito
la poetica in una luce più strettamente individuale ed umana o, infine,
ne hanno indagato la peculiarità linguistica nellincisione, risulta
oggi necessario procedere ad una sintesi che presenti Morandi incisore nella
semplicità della sua grandezza.
Lo scopo della mostra a cura di Luigi Ficacci e organizzata da Ferrara
Arte in collaborazione con il MAMbo - Museo dArte Moderna di Bologna
è, pertanto, dimostrare quanto lincisione sia per lui determinante
nel giungere alla trasfigurazione del soggetto in valori di chiaroscuro, eliminando
ogni interesse per una rappresentazione realistica, ma conservandosi aderente
al visibile ed evitando larbitrarietà dellastrazione. Le
nature morte con barattoli e bottiglie, i mazzi di fiori disegnati in punta
di penna con una finezza senza pari, le plastiche conchiglie posate sui tavoli,
i paesaggi di aspetto intimo e familiare divenivano, attraverso variazioni di
frequenze di segno, immagini ad un tempo riconoscibili nel loro riferirsi ad
una realtà dellesistenza e della percezione, ma anche motivi assoluti
dellespressione, le cui ragioni emergono e si concludono esclusivamente
quali ragioni della forma. Lo svolgimento della sua intera produzione calcografica
rivelerà al pubblico che lacquaforte è per Morandi la tecnica
propria della meditazione, quella che meglio gli consente di cogliere il sentimento
dellesistere.
Le opere saranno esposte secondo il loro ordine cronologico di esecuzione.
Ma, poiché Morandi iniziò a rendere note le sue incisioni in tempi
differenti, spesso in ritardo rispetto alle date di effettiva realizzazione,
dopo radicali revisioni e secondo logiche rivelatrici della sua volontà
di intervento nella dinamica dellarte contemporanea, nel catalogo verrà
ricostruita una cronologia delle influenze e delle reazioni del contesto artistico
e critico conseguente alla diffusione pubblica delle sue opere. Oltre a due
saggi di Giovanni Romano e Luigi Ficacci, il catalogo sarà corredato
da schede che per ogni incisione proporranno gli estremi di una filologia essenziale
e lanalisi dellevoluzione dello stile.
Mostra a cura di Luigi Ficacci, organizzata da Ferrara Arte in collaborazione
con il MAMbo Museo dArte Moderna di Bologna
Orario: aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle
10.00 alle 18.00
Aperto anche Pasqua e Lunedì dellAngelo, 23 e 25 aprile, 1 maggio
e 2 giugno
Ingresso: intero € 10.00, ridotto € 8.00, scuole € 4.00
Catalogo edito da Ferrara Arte Editore, a cura di Luigi Ficacci, con testi di
Giovanni Romano e Luigi Ficacci.
Call Center Ferrara Mostre e Musei: tel. 0532.244949, fax 0532.203064,
e-mail: diamanti@comune.fe.it, WS: www.palazzodiamanti.it