Era il 1891 quando un gruppo di artigiani di Casola Valsenio (Ra) decise di
organizzare la Festa di Mezzaquaresima, pure detta della Segavecchia. Anche
se in un periodo leggermente posticipato rispetto alle origini, riproponendo
quellantica tradizione popolare, in questo 2010 riprende vita loriginale
Festa di Primavera con la sfilata dei carri di pensiero. Lappuntamento
è fissato per domenica 25 aprile, per la sfilata diurna, e per la serata
di sabato 1 maggio, per la suggestiva sfilata notturna arricchita di musica
e giochi di luce, lungo le vie e nelle piazze del centro storico del paese.
Quella di Mezzaquaresima era una festa di origine pagana che interrompeva il
grigiore della Quaresima con un giorno di carnevale che comprendeva una fiera
di bestiame, balli, giochi, la sfilata del carro della Vecchia (rappresentata
da un enorme e grottesco mascherone) e il corteo di carri accompagnati dal lancio
di confetti e di aranci.
La Vecchia, nella tradizione romagnola, era vista come la colpevole di tutti
i mali della stagione agricola passata e per questa colpa veniva segata o, come
succedeva a Casola, bruciata in piazza con un rogo di purificazione tra canti
e balli. Pur avendo mutato nome e data, la Festa di Primavera di Casola Valsenio
conserva inalterati alcuni dei caratteri tradizionali degli inizi. Sfila ancora,
preceduto dalla banda del paese, il carro della Vecchia che, la sera del 1 maggio
verrà processata e bruciata nel corso della Notte di Primavera;
sfilano ancora i carri allegorici, o meglio i carri di pensiero
ogni anno ricchi di forme nuove, di allegorie sempre più raffinate, di
costumi e colori più ricercati e con dimensioni sempre più imponenti:
alti fino a sei metri, accolgono anche venti figuranti. Inoltre, come è
sempre stato, i figuranti restano immobili in forme plastiche per tutto il tempo
della sfilata: ogni quadro vivente è una pagina di letteratura popolare
che appare come un curioso discorso fatto alla piazza dai costruttori dei carri.
Si tratta di un linguaggio che, anche nellera del digitale e della tecnologia
sfrenata, conserva tutta la sua forza di comunicazione e dimpatto
emotivo per loriginalità delle idee, per la ricercatezza dei costumi
e dei colori, per limponenza e larditezza delle forme.
Un linguaggio che resta ancorato alla tradizione, pur adeguandosi ai mutamenti
di costume e di cultura soprattutto perché sopravvive lo spirito con
cui vengono costruiti e portati in piazza i carri: le società si ritrovano
a lavorare attorno ai carri spinti da un comune sentire, da un comune impegno
culturale, sociale, civile e, in alcuni casi, anche politico. E come una volta
i costruttori dei carri lavoravano gratuitamente per oltre due mesi, per la
soddisfazione di un premio simbolico, per lapplauso della folla e, soprattutto,
per laffermazione dellidea che esprimono con il carro e che rimane
segreta fino alla presentazione in piazza.
Info: Uit Casola Valsenio tel. 0546 73033