Forlì, 1>9 maggio 2010, dal 7 al 9 maggio gli spettacoli, dal 1°
al 6 maggio la residenza
Simon Vincenzi / mk-Michele Di Stefano/ Cristina Rizzo / Saydance / masque
teatro / Lucia Amara / Florinda Cambria / Piersandra Di Matteo / Nicholas Ridout
/ Laura Cull / John Mullarkey / Agostino Di Scipio
Dall'1 al 9 maggio si svolge a Forlì la diciassettesima edizione di
Crisalide performing arts festival dal titolo WINTER YEARS. Masque teatro, anticipando
il festival Crisalide dall'autunno alla primavera, ha creato una sinergia curatoriale
ed organizzativa con il festival MONDO (a Forlì dal 14 al 16 maggio 2010)
di cui cura organizzazione e direzione artistica fin dal primo atto.
Crisalide XVII in questa nuova edizione apre le traiettorie artistiche e teoriche
alla complessità dei nuovi "anni d'inverno", Winter Years appunto,
anni da guardare con quella sensazione generale di "desperate optimism"
di cui parla Felix Guattari in Les années d'hiver, raccolta di articoli
pubblicati tra la fine del '70 e l'inizio degli anni '80.
In questa direzione, il festival si connota come spazio di osservazione e progettazione
del divenire artistico muovendo il suo interesse verso artisti capaci di designare,
attraverso i loro lavori, uno spazio critico nel quale è rintracciabile
l'espressione di una figura universale della coscienza minoritaria, intesa come
divenire di tutti, nella lingua, nell'immagine, nel suono, nel corpo. Con la
stessa intensità di intenti, si innesta la presenza di critici, pensatori
e filosofi che confermano un orientamento teso ad attivare non tanto una riflessione
sull'arte, piuttosto un'attenzione alla riflessione dell'arte, ovvero a come
le forme artistiche riescano a pensare, con modi e mezzi propri, il loro fare.
La cornice dentro la quale si inscrivono le scelte del direttore artistico,
Lorenzo Bazzocchi, coadiuvato dalla consulenza curatoriale di Piersandra Di
Matteo, disegna universi scenici immaginifici e concettuali, in cui la materia
teatrale cessa d'essere rappresentazione per divenire processualità.
Gli spettacoli si svolgono dal 7 al 9 maggio, mentre dall'1 al 6 maggio il
festival ospita la residenza della compagnia londinese Simon Vincenzi.
La performance di Simon Vincenzi apre il festival venerdì 7 alle ore
21 negli spazi dell'ex-Filanda. Nuova ed esclusiva tappa in progress del progetto
Operation Infinity, avviato nel 2007 e ancora in corso di sviluppo, LUXURIANT
Within The Reign of Anticipation è una coreografia perpetua di caos,
allucinazione e profezia. LUXURIANT attiva un immaginario fuori controllo in
cui gli accadimenti d'improvviso possono tradire lo schema iniziale e diventare
equivoci, mettendo in crisi i differenti livelli di simulazione/dissimulazione,
reale/fittizio del proprium teatrale. Portando alle estreme conseguenze l'idea
di un teatro d'intrattenimento, si genera un paesaggio scenico senza confini
precisi, luogo del pericolo e dell'assedio a distanza, arma di controllo che
incorpora le devianze del potenziale spettacolare. Imperniato su un ouroboros
recording soundscape, il loop gestuale convulso dei performer getta l'accadimento
in uno spazio di inquietudine: un teatro-delirio in cui ogni eccesso percettivo
diviene norma.
Già presenti al festival MONDO 2009 con lo spettacolo Comfort e a Crisalide
XVI con il primo studio di speak spanish, la formazione mk torna a Forlì
con una seconda fase di creazione, (alle 22,30 alla Fabbrica delle Candele)
Speak spanish, idealmente ispirato a Il giro del mondo in ottanta giorni di
Jules Verne e a Il mondo dentro il capitale di Peter Sloterdijk. Questo lavoro
è il catalogo di una serie di danze locali esibite in un ristorante per
turisti di "un luogo qualsiasi del pianeta". In questo sistema coreografico
dinamico e "globalizzato", danzare coincide con l'attitudine di chi
si lancia a parlare una lingua straniera per un tempo considerevole. La coreografia,
fatta di folklore hawayano e pose da concerto rock, è scandita dal dialogo
del sì/no, un colloquio tra due corpi che mira costantemente a bloccare
o ad approvare gli impulsi facendo di questo spettacolo un laboratorio fecondo
sulla nascita del movimento. Dopo lo spettacolo Simon Vincenzi e Michele di
Stefano di mk s'incontrano per la prima volta in un dialogo-performance a cura
di Piersandra Di Matteo.
La seconda giornata, sabato 8, ospita la danzatrice e coreografa Cristina Rizzo.
Già presente in residenza a Crisalide '08 e '09 rispettivamente con jungle-in
e Walkie-Talkie, torna all'ex-Filanda alle 21 con DANCE n°3, l'esito spettacolare
di uno studio durato più di due anni nei maggiori centri di ricerca coreografica
europei. Il percorso testimonia lo spostamento continuo da uno stato all'altro
di una possibile scrittura-lettura del corpo. Dopo aver elaborato, in collaborazione
con Lucia Amara, una partitura coreografica composta da una costellazione di
premesse e immagini, questo universo aperto e problematico è divenuto
oggetto di transito per tre coreografi di diverso orientamento estetico - Eszter
Salamon, Michele Di Stefano, Matteo Levaggi - che lo hanno tradotto nei tre
soli di DANCE n°3, interpretati dalla stessa Cristina Rizzo.
Florinda Cambria, docente di Filosofia ed epistemologia della complessità,
alle 22,30 alla Fabbrica delle Candele conduce una conferenza: "E' possibile
pensare il "minoritario" nel senso di ciò che anela alla pienezza,
- afferma lafilosofa - ciò che esperisce la mancanza (il "di meno")
e su questo esperire costruisce inediti orientamenti d'azione? Forse questo
esperire è il segreto di ogni vivente ricerca, di ogni vera filo-sofia
(la filosofia, si sa, nasce proprio dal sapere di non sapere, dalla consapevolezza
di una mancanza fondamentale). I luoghi della minorità, in ogni forma
declinata, potrebbero allora incubare oggi i filosofi del domani, forti di una
mancanza dimenticata nelle aree satolle del nostro pianeta"
Punto di slittamento tra l'investigazione coreografica e quella sonico-corporea
è La macchina di kafka (ore 23,30 ex-Filanda) di masque teatro, luogo
in cui si esercitano potenze sonore, impatti acustici e acufeni della memoria.
Debitori al concetto di minorazione elaborato da Gilles Deleuze, così
come a quello di divenire, masque dà forma a un'intelaiatura performativa
generata decostruendo masse sonore attraverso il lavoro oscuro di tre macchine
e una performer. Da una parte l'arpa, lo strumento martoriato, il pianoforte
sventrato, dall'altra il disklavier, potente automa e lettore di note. Al centro
il performer, traduttore organico, si fa trans-latore del suono che vive per
se stesso, come forma autonoma al di là delle limitazioni imposte dall'umana
melodia ed armonia. Il suono, generato dalla macchina "disklavier-donna",
diviene massa sonora, puri glissandi di intensità e frequenze che definiscono
la natura stessa della figura che li ha generati.
Chiude la serata di sabato alle 24 la performer e sound artist svizzera, Franziska
Lantz aka Saydance che, con la performance acustica TreeWoodTree, all'ex-Filanda,
crea partiture di dance-music e, attraverso maschere di cartone, suggerisce,
nasconde e configura identità in divenire. In simultanea, mixa le tracce
sonore a film e video esistenti per generare risonanze fisiologiche e intellettuali
nello spettatore. Il lavoro di Franciska prende le mosse dall'elaborazione live
di materiali di riuso, suoni trovati e testi già trasmessi, in linea
con la ricerca che l'artista sviluppa in DriftShift, settimanale programma radiofonico
di Art Radio Station a Londra.
Un punto centrale della diciassettesima edizione di Crisalide, come di quelle
passate, è la connessione tra la dimensione artistica e l'elaborazione
teorica che da essa si produce. In questa direzione, cuore pulsante del festival
è l'ideazione della tavola rotonda, Politics, molecular, Processual Art,
coordinata da Nicholas Ridout, direttore del Department of Drama della Queen
Mary University di London, con gli artisti del festival, filosofi, teorici,
tra i quali Laura Cull, Piersandra Di Matteo, John Mullarkey, Florinda Cambria,
Lucia Amara - il cui nodo problematico di partenza è la distinzione tra
la nozione di maggiorità, come sistema omogeneo e costante non sottoposto
a cambiamenti, e la nozione di minorità, come sottosistemi potenziali
e creativi capaci di incidere, variare e distorcere la lingua maggiore in tutte
le sue dimensioni di potere (domenica 9 maggio dalle ore 16 alle 19.30 Fabbrica
delle Candele).
Alle 21,30 all'ex Filanda, in chiusura c'è spazio per un nuovo ecosistemico
udibile, quello tracciato da Agostino Di Scipio con Polvere di suono (ed altri
resti). A partire da una logica dell'ascolto come risonanza di suono e corpo,
l'autore crea dal vivo composizioni elettroacustiche interattive basate sull'accoppiamento
strutturale aperto tra una macchina generatrice di suoni e l'ambiente circostante,
utilizzando sistemi digitali capaci di esplorare tecniche non convenzionali
di sintesi ed elaborazione del suono, spesso in analogia con fenomeni di rumore
e turbolenza.
Crisalide XVII WINTER YEARS è realizzato con il contributo e il sostegno
di: Regione Emilia-Romagna, Provincia di Forlì-Cesena, Comune di Forlì,
Istituto Svizzero di Roma, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e della
Romagna; in collaborazione con: Area Sismica e UPG - Centro La Fabbrica delle
Candele.
Masque teatro:
tel. +039 0543.370506 mob. +039 393.9707741 www.masque.it