La Magnani Rocca accoglie "tutto Fattori".
L'Ottocento delle battaglie risorgimentali, dell'elegia del paesaggio e della
vita agreste rivive tra i capolavori di Goya, Tiziano, Rubens e Canova.
Oltre duecento opere di Giovanni Fattori (Livorno 1825 - Firenze 1908), fra
pittura e grafica, dal 6 settembre al 30 novembre si affiancano ai capolavori
di Dürer, Gentile da Fabriano, Tiziano, Rubens, Goya, Canova, Monet, de
Chirico, Morandi e dei tanti altri maestri dal Trecento al Novecento esposti
stabilmente alla Fondazione Magnani Rocca, nella splendida dimora che Luigi
Magnani riempì di capolavori a Mamiano di Traversetolo, nell'area pre-collinare
vicino a Parma.
Può apparire quasi una nemesi storica il fatto che i contadini, i butteri
e i buoi che Fattori scelse per alcune delle sue più celebri opere siano
esposti in questa sede. Qui Luigi Magnani, straordinaria figura di imprenditore
coltissimo, mise a frutto, creando una magnifica collezione d'arte, proprio
i proventi dell'attività agricola di famiglia, proventi assicurati da
vaste campagne, allevamenti e caseifici in un'area di assoluta eccellenza nell'agroalimentare.
La mostra, realizzata nel centenario della morte di Giovanni Fattori grazie
al contributo della Fondazione Cariparma e di Cariparma (Gruppo Crédit
Agricole), è curata da Andrea Baboni, massimo studioso dell'opera del
grande artista e curatore anche della retrospettiva livornese di cui questa
mostra rappresenta un importante esito.
E' la prima volta che in Emilia Romagna si riunisce un'antologica esaustiva
di tutta l'opera di Fattori, maestro del realismo europeo, considerato anche
il più importante pittore macchiaiolo. Il movimento dei Macchiaioli,
al quale Fattori aderisce per alcuni anni, nasce di fatto nel 1856, affermando
che la luce e il colore sono per l'individuo l'unico modo di entrare a contatto
con la realtà, che dovrà, per i macchiaioli, essere restituita
nei dipinti come una composizione a macchie.
L'arte di Fattori viene così indagata in tutta la sua complessità
tecnica e tematica, a partire dagli inizi accademici ai primi studi militari,
dalle tele di battaglia, alle sintetiche, liriche tavolette degli anni 1865-1875,
ai mirabili ritratti, ai quadri di butteri, sino a toccare tutti gli aspetti
del vero, dal paesaggio alla figura, comprese le opere che aprono al nuovo secolo,
dipinti dalle cadenze vagamente espressioniste, dove figure come isolate in
uno spazio senza tempo, rimandano al dramma esistenziale dell'uomo del Novecento.
Dalla mostra emerge una grandezza, quella fattoriana, fondata sulla complessità
di una produzione ricca di tante sfaccettature, in cui i più alti raggiungimenti
stilistici affiorano lungo tutto l'ampio arco creativo, nell'utilizzo delle
più svariate tecniche: all'efficacia del robusto disegnatore, va affiancato
il momento riassuntivo e intimo delle acqueforti nel cui formato l'artista riprende
e reinventa, con energia costruttiva sempre nuova, i suoi temi come asciugati
dal superfluo e scavati al comune denominatore di una faticosa esistenzialità,
non frammenti, ma in tutto organismi autonomi. La mostra si articola secondo
le venti sezioni di seguito elencate:
Studi di figure. I primi ritratti 1859-1865. Primi studi di temi militari 1859-1865.
L'epopea risorgimentale: le tele di battaglia 1860-1870. Le tematiche agresti:
classicità della figura e sentimento elegiaco della natura 1861-1866.
Le abbreviate sintesi dal vero 1862-1870. Concitazione e movimento nelle composizioni
militari degli anni settanta 1865-1880. Il periodo di Castiglioncello 1867-1875.
Gli accampamenti militari 1868-1880. Vedette e pattuglie 1870-1880. La poesia
dei campi: erbaiole e fascinaie 1870-1890. Il primo periodo romano. La poesia
dei muri bianchi 1871-1880. Riflessi d'acqua: l'Arno, Antignano, Livorno 1870-1890.
I luoghi dell'anima 1870-1895. La fatica quotidiana 1870-1900. Lo studio degli
animali 1875-1890. Figure e ritratti della maturità 1875-1900. Scene
di vita urbana 1880-1885. Il soggiorno alla Marsiliana: lo studio dei butteri
1880-1895. Esplorazioni e manovre 1880-1900. Le disillusioni e l'isolamento
1890-1900.
Giovanni Fattori. La poesia del vero
A cura di Andrea Baboni.
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Parma - Mamiano di
Traversetolo.
Dal 6 settembre al 30 novembre 2008.
Dal martedì alla domenica orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude
alle 17)
Lunedì chiuso. Ingresso ? 8,00
Tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it
Catalogo Silvana Editoriale.