Foto degli anni Cinquanta che testimoniano la rinascita globale non solo di
una città - Modena - ma anche di un intero paese, l'Italia. La mostra
"Anni Cinquanta. Modena e l'Italia della rinascita" presenta una selezione
di oltre 150 foto che intendono offrire uno sguardo sulla Modena del tempo,
considerata come una città simbolo delle trasformazioni storiche, sociali
e culturali che hanno interessato, in quegli stessi anni, l'intera nazione.
La rassegna, realizzata dal Fotomuseo Giuseppe Panini di Modena in collaborazione
con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è allestita nei rinnovati
locali dell'ex ospedale Sant'Agostino e sarà aperta al pubblico a partire
da venerdì 18 settembre, in concomitanza con l'inaugurazione del festivalfilosofia,
che avrà quest'anno per tema la "comunità"; ed è
proprio quest'ultima al centro delle fotografie esposte, realizzate dai maggiori
studi fotografici di Modena e attualmente custodite negli archivi del Fotomuseo
Panini. Gli scatti, per quanto riferiti ad ambiti diversi fra loro, offrono
lo spaccato di un'epoca e dei suoi protagonisti: dai "fatti di Modena"
del 9 gennaio 1950, culminati tragicamente con l'uccisione di sei operai delle
Fonderie per mano della polizia in seguito a uno sciopero, alla nuova classe
sociale, operaia e piccolo borghese, che da subito si è imposta in quegli
anni di rinascita globale.
Fino al 15 novembre sarà possibile ammirare foto di un decennio e di
un'epoca dove Modena, città di provincia, è esempio e portavoce
di trasformazioni in atto in tutta Italia: basti pensare ai già citati
"fatti di Modena", che costituirono una data simbolica per la storia
del Paese nei durissimi anni del secondo dopoguerra: gli scatti realizzati dai
fotografi Botti & Pincelli testimoniano sia i momenti che hanno preceduto
la sparatoria, che i funerali a cui parteciparono migliaia di cittadini e personalità
politiche di rilievo nazionale, tra cui Togliatti.
E ancora foto relative all'espansione urbanistica, con la diffusione dell'edilizia
popolare; alla ripresa economica e industriale, in una selezione di immagini
riguardanti il panorama industriale modenese (Officine Rizzi, Acciaierie Ferriere,
Fiat Trattori e Manifattura Tabacchi); alla rinascita dello spettacolo, dalla
musica leggera a quella jazz. Ma anche fotografie di sport (da ricordare, in
particolare, quelle legate al nuovo Aereautodromo, costruito e inaugurato in
quello stesso decennio), che contribuiscono a delineare l'identità di
una nuova classe sociale, così come quelle delle prime feste de l'Unità.
Le immagini di "Anni Cinquanta. Modena e l'Italia della rinascita"
sono capaci di far cogliere allo spettatore lo spirito di quegli anni, in una
trasformazione sociale che ha come protagoniste le nuove utilitarie, simbolo
delle prime gite fuori porta delle famiglie, dalla Fiat 500 alla Bianchina,
i primi ciclomotori, dalla Vespa alla Lambretta, emblemi dell'emancipazione
giovanile e dei nuovi miti cinematografici, e l'oggetto per eccellenza più
all'avanguardia, la televisione; tutto questo fino alla più spicciola
e colorita quotidianità.
Gli scatti in mostra, provenienti da fondi fotografici del Fotomuseo Panini,
quali Orlandini, Bandieri, Roli, Botti & Pincelli e dall'Archivio Fotografico
del Comune e della Provincia di Modena, visti nella loro eterogeneità,
ci consentono di cogliere non solo l'identità di un luogo, ma anche di
una storia collettiva cha ha posto le basi del nostro presente.
Oltre alla fotografie, sarà possibile vedere filmati riguardanti la Modena
degli anni Cinquanta nei suoi diversi aspetti: dai documentari divulgativi sulla
vita economica, sportiva e sociale della città (tra cui "Modena
città dell'Emilia Rossa", realizzato dal
regista di Carlo Lizzani), ai primi cortometraggi pubblicitari animati della
trasmissione Carosello, realizzati in quegli anni negli studi cittadini della
Paul-film.
Verranno inoltre esposti documenti significativi del periodo, provenienti non
solo dal Museo della Figurina e dalla Galleria Civica, ma anche da collezioni
private.
"Anni Cinquanta. Modena e l'Italia della rinascita"
A cura di: Anna Lisa Bondioli, Stefano Bulgarelli
Inaugurazione: 18 settembre ore 19
Periodo: fino al 15 novembre
Luogo: Modena, ex ospedale Sant'Agostino, via Emilia Centro 228
Orari: venerdì 18 settembre ore 9 - 23;
sabato 19 settembre ore 9 - 2;
domenica 20 settembre ore 9 - 22;
dal 22 settembre al 15 novembre:
martedì - domenica 11-19
Ingresso: gratuito
Catalogo: a cura di Anna Lisa Bondioli, Stefano Bulgarelli. 15 euro (gratuito
per i sostenitori Fotomuseo 2009)
Con testi di: Anna Lisa Bondioli, Stefano Bulgarelli
Fotomuseo Giuseppe Panini di Modena
Un milione e mezzo di foto storiche conservate, duecentomila cartoline italiane
e straniere, quattromila volumi sulla fotografia e la storia locale, oltre 80.000
fotografie digitalizzate e consultabili attraverso il sito: questi e altri sono
i numeri del Fotomuseo.
Dotato di ben 130 metri quadrati di ambienti per la conservazione delle raccolte
a condizioni microclimatiche controllate, il Fotomuseo conta oltre a una delle
più ampie collezioni italiane di cartoline regionali, italiane e di carattere
militare, più di 200mila fotografie che documentano con dovizia di particolari
ogni aspetto della storia di Modena dagli ultimi decenni dell'800 fino agli
anni Ottanta del secolo scorso.