Il Carnevale in Friuli Venezia Giulia non è una semplice ricorrenza
di spensierata allegria: dal mare alla montagna, tutte le località ospitano
dei veri e propri riti, densi di significati e profondamente legati alla tradizione.
Il mondo capovolto dei giorni di festa, il senso del rinnovamento che questo
avvenimento trasmette, la trasgressione e lo sberleffo, il divertimento e lo
scherzo rendono il Carnevale in questa regione un momento molto vissuto da tutti,
grandi e piccoli, e non un semplice spettacolo da osservare. Ecco allora
una carellata dei principali appuntamenti del Carnevale 2007, dal 13 al 20 febbraio,
nella regione.
IN VAL RESIA SI DANZA AL SUONO DI ANTICHI VIOLINI Un Carnevale
spontaneo, che si svolge da secoli seguendo i medesimi riti e vede coinvolta
tutta la popolazione. In Val Resia si danza incessantemente al suono di antichi
strumenti durante i sette giorni della festa più trasgressiva dellanno.
In questa sperduta e incantevole vallata situata allinterno del Parco
Naturale delle Prealpi Giulie (in provincia di Udine) vive una comunità
di antiche origini slave, che ha mantenuto intatte nei secoli lingua, cultura,
gastronomia, tradizioni, che hanno nel Carnevale (Pust in resiano) uno dei momenti
più significativi. Cuore dei festeggiamenti, nei quali sono coinvolti
tutti i piccoli borghi della valle, è il paese di San Giorgio/Bila. Il
Carnevale generalmente prende il via il giovedì grasso (Jojba Grasa),
continua il sabato sera e prosegue la domenica con un grande ballo di piazza
(Püstawa nadëja). Festeggiamenti anche il lunedì, con il Carnevale
di Mezzo (Te Sridnji Püst) e martedì con il Grande Carnevale (Te
Vilïki Püst). Conclusione il mercoledì delle Ceneri (Te din
na pëpël - Te din na Pëpalnico). Lelemento fondamentale
del Carnevale è rappresentato dalla resiana, unantichissima danza
eseguita al suono della cïtira, sorta di violino, e della bünkula,
sorta di violoncello, strumenti unici e originali di questa vallata. I balli,
su musiche molto ritmate, si protraggono per ore e ore nelle osterie e, tempo
permettendo, anche allaperto. In particolare la domenica la piazza di
San Giorgio si anima di danze, maschere e musica. Sempre nello stesso luogo
il Carnevale si conclude, il mercoledì delle Ceneri, con il rogo del
fantoccio, simbolo di tutte le malefatte e le sfortune capitate alla comunità
nellanno appena trascorso: un rito scaramantico e beneaugurale, che segna
il passaggio dal vecchio al nuovo anno e la rinascita delle terra dopo la morte
apparente dellinverno. Del tutto particolari anche i costumi, il cui colore
predominante è il bianco: Te lipe bile makire, le belle maschere
bianche, e i babaci/kukaci , le maschere brutte. Accanto a queste, in tempi
recenti, si sono aggiunte quelle più moderne e, il mercoledì delle
Ceneri, quelle rappresentanti il clero o altre personalità. Te lipe bile
makire indossano gonne e camice bianche ornate da merletti e nastri colorati,
scarpe e le calze chiare e in mano possono avere fazzoletti e campanelli che
suonano durante il ballo. Come copricapo, un alto cappello adorno di fiori di
carta colorata e piccoli sonagli. Generalmente sono le donne che si vestono
così e, in passato, dovevano essere solo quelle giovani e non ancora
sposate. Anche gli uomini (makarun) portano le gonne: a differenziarli
dalle donne, solo il cappello, più basso rispetto a quello femminile.
I costumi dei babaci/kukaci (che di solito hanno il viso sporco di fuliggine
o coperto da una semplice maschera) sono molto più semplici: basta infatti
camuffarsi con abiti vecchi o semplicemente mettere la giacca a rovescio. Per
conoscere le antiche tradizioni, gli strumenti legati al mondo del lavoro agricolo
e labbigliamento locale si può visitare il Museo delle Genti della
Val di Resia (via Udine 12, Resia, tel. 0433 53428).
Per informazioni: Parco Prealpi Giulie, tel. 0433. 53483.
SAURIS E LA NOTTE DELLE LANTERNE Fra i monti di Sauris (Udine),
dove si parla ancor oggi unantica lingua dorigine tedesca, si festeggia
uno dei più antichi Carnevali dellarco alpino. I riti e i costumi
di questa suggestiva località della Carnia sono veramente particolari.
Protagonisti dellavvenimento, che si svolge sempre il sabato che precede
il giorno delle Sacre Ceneri (17 febbraio), sono il Rölar e il Kheirar.
Il Rolar è una figura magica e demoniaca armata di una scopa: il suo
compito è di avvertire la gente che si prepari per la mascherata. Il
nome deriva dai rolelan, i campanelli che porta legati attorno alla vita e che
agita in continuazione. La sua faccia e le sue mani sono annerite dalla fuliggine,
indossa abiti molto rozzi e ha la testa fasciata con un fazzoletto a frange.
Con lui cè il Kheirar, il re delle maschere, che orchestra lo svolgimento
della festa: il volto è nascosto da una maschera di legno, i vestiti
sono laceri e ha una scopa in mano, che usa per battere alle porte delle abitazioni
in cui vuole entrare. Le due figure percorrono le vie di Sauris e delle sue
frazioni, accompagnate da un corteo di maschere, che possono essere brutte (Schentana
schemblin) o belle (Scheana schemblin): limportante è che chi partecipa
sia irriconoscibile e quindi abbia il volto coperto dalle maschere rigorosamente
di legno, realizzate dagli artigiani locali. Il Kheirar bussa con la scopa alla
porta delle case e dei locali pubblici e, dopo aver spazzato il pavimento, introduce
a turno coppie di maschere che eseguono antiche danze al suono della fisarmonica.
Con il buio inizia il rito suggestivo della Notte delle lanterne: il corteo
aperto dalle maschere sinoltra nel bosco, al lume delle lanterne, e raggiunge
un grande falò propiziatorio, innalzato in una radura, attorno al quale
si gustano vin brulè e dolci tipici.
Per informazioni: Turismo FVG Carnia, tel. 0433. 86076.
MUGGIA E IL CORSO MASCHERATO Uno dei Carnevali più antichi
e significativi del panorama Carnevalesco italiano è quello che si tiene
a Muggia, cittadina di mare dimpronta veneziana a due passi da Trieste,
verso il confine con la Slovenia. Il programma di questo avvenimento
che, caso unico in Italia, ha unappendice estiva - è ricco di appuntamenti,
ma il momento più coinvolgente è il grande Corso mascherato, che
si svolge sempre la domenica (18 febbraio): i carri realizzati dalle otto Compagnie
del Carnevale sviluppano un tema prescelto, che varia di anno in anno. Grazie
al lavoro volontario dei componenti delle compagnie, provenienti dalla stessa
borgata o spesso solo amici, e allutilizzo dei materiali più disparati,
vengono realizzati costumi molto elaborati e carri allegorici monumentali, puntualmente
distrutti a fine manifestazione. Lo spirito di questo Carnevale è di
creare un evento veramente unico, che quindi non può essere replicato
altrove. A Muggia si dà così vita a un vero e proprio spettacolo,
cui partecipano in media 300 persone per ogni Compagnia, per un totale di oltre
2000 maschere, supportato da un canovaccio cui le iniziative dei singoli e la
fantasia dei muggesani danno un fondamentale contributo con brillanti coreografie.
Un vero e proprio teatro di strada, che si rinnova di anno in anno. Una giuria
ha larduo compito di decidere quale sia la migliore delle Compagnie in
lizza. Il primo appuntamento, giovedì grasso, è lincoronazione
del Re Carnevale, le cui modalità variano di anno in anno e danno vita
a un grande spettacolo. Lapertura ufficiale è siglata dallantichissimo
Ballo della Verdura, così chiamato perché i danzatori tengono
in mano mazzi composti da fiori e frutta, mentre la domenica il centro storico
viene invaso dal Corso mascherato. Numerosi concerti, piccole sfilate, appuntamenti
per bambini e i momenti di aggregazione spontanea animano per tutto il periodo
le pittoresche stradine di sapore veneziano del centro storico di Muggia. La
cerimonia conclusiva è rappresentata, il mercoledì delle Ceneri,
dai Funerali del Carnevale. Nella cittadina si respira nuovamente aria Carnevalesca
durante lestate: tra giugno e luglio si svolge Muggia sotto le stelle
Edizione estiva del Carnevale, durante la quale le compagnie gestiscono
chioschi enogastronomici, organizzano appuntamenti culinari, propongono gli
spettacoli e i momenti ludici e di animazione tipici del Carnevale.
Per informazioni: Comune di Muggia, Ufficio Cultura, tel. 040. 3360341.
TRIESTE: IL PALIO DEL CARNEVALE Più recente, ma per questo
non meno sentita, la tradizione del Carnevale di Trieste. Il martedì
grasso, lungo il corso principale, il corso Italia, si svolge la sfilata del
Palio Cittadino, al quale partecipano 10 rioni della città organizzati
in coinvolgenti coreografie con protagoniste 8mila maschere. Il culmine della
festa, seguito da circa 100mila spettatori che diventano parte integrante dello
spettacolo, avviene sul palcoscenico naturale della città proteso verso
il mare, la splendida piazza dell´Unità dItalia, dove la
premiazione del gruppo migliore concluderà il Carnevale.
Per informazioni: Comitato di Coordinamento del Carnevale di Trieste, tel. 335.
6937550.
IL CARNEVALE NELLISONTINO Tutto il centro di Gorizia viene
invaso da maschere e carri per la grande sfilata del Carnevale Isontino, prevista
per domenica 18 febbraio. I partecipanti arrivano non solo dai dintorni, ma
anche dalle altre regioni. Un premio finale viene riservato agli allestimenti
realizzati nella provincia di Gorizia. La domenica carri e maschere anche a
Romans e a Savogna, dove sono attesi anche gruppi dalla vicina Slovenia. Appuntamento
sabato 17 febbraio a Ronchi dei Legionari: anche in questo caso si assiste a
una coloratissima sfilata di gruppi mascherati, provenienti da tutto il Triveneto.
Per informazioni: Comune di Gorizia, tel. 0481. 383211.
A MONFALCONE PER ASCOLTARE IL SIOR ANZOLÈTO Anche a Monfalcone
(Gorizia) il Carnevale vanta origini antiche che risalgono al periodo in cui
questa cittadina affacciata sullAdriatico era sotto il dominio della Repubblica
Veneta. L´appuntamento principale è la sfilata dei carri allegorici,
che è animata dalla satira pungente del Sior Anzolèto Postier.
Quest´ultimo, puntualmente, legge il suo testamento allo scoccare del
mezzogiorno del martedì grasso. Segue la tradizionale cantada, satira
in versi dialettali, che prende di mira personaggi, fatti e misfatti dellanno
appena trascorso. Alla fine, danze e cibi tradizionali, preparati in trattorie
e osterie.
Per informazioni: Comune di Monfalcone tel. 0481 494111 o Pro Loco tel. 0481
411525.
IL MANZO INFIOCHETTATO DI GRADO Sull´isola di Grado, in
provincia di Gorizia, il giovedì grasso di ogni anno si ricorda il Manso
nfiocàao, cioè il manzo infioccato. È la rievocazione
di un avvenimento accaduto a Grado nel 1162, quando il Patriarca di Aquileia,
Voldarigo, assalì lisola. Il Doge di Venezia, Vitale Michiel II,
andò in soccorso degli isolani e fece arrestare il Patriarca con alcuni
suoi canonici, che furono trasferiti a Venezia per essere processati. Costoro,
pur di aver salva la vita accettarono, cosa molto gravosa per quel tempo, di
mandare a Grado ogni anno, il giovedì grasso, giorno della vittoria dei
veneziani su di loro, un bue e 12 porci. La carne veniva distribuita ai poveri.
Per questo, fino alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il giovedì
grasso un manzo coperto con un drappo e ornato di fiocchi veniva fatto girare
per le vie dellisola, in mezzo a una folla festosa e allegra. Alla fine
della guerra, la tradizione è stata ripresa e arricchita, abbinandola
a grandi sfilate in costume o dedicandola esclusivamente ai bambini. Lunica
novità è data dal fatto che non cè più il
manzo in carne e ossa ma, al suo posto, una sagoma che lo ricorda.
Per informazioni: Turismo FVG Grado, tel. 0431. 877111. A Doberdò del
Lago
SI BRUCIANO I PECCATI DI TUTTI A Doberdò del Lago (Gorizia)
il mercoledì delle Ceneri, si consuma il rito del Rogo del Carnevale,
con il quale si elimina simbolicamente il male e si propizia l´abbondanza
dell´annata agraria che sta per iniziare. Gli uomini del paese costruiscono
un fantoccio di fieno che rappresenta il Carnevale, il quale viene accusato
in una sorta di pubblico processo di tutti i peccati della comunità.
La sua simbolica condanna permette la purificazione sociale di tutti, oltre
a essere di buon auspicio per il futuro. A questo punto il fantoccio viene bruciato
in mezzo alla piazza, segnando così la fine del periodo di festa e linizio
della Quaresima. L´allegro corteo mascherato che precede questo rito,
fa tappa nelle osterie del paese ed è accompagnato dal suono delle bande
musicali.
Per informazioni: Comune di Doberdò, tel. 0481. 78108.
A OGNUNO IL SUO RITO NELLE VALLI DEL NATISONE Si distinguono
per originalità i Carnevali nelle Valli del Natisone (Udine), che si
aprono a ventaglio alle spalle di Cividale del Friuli, verso la Slovenia. Su
queste montagne ogni paesino ha i suoi riti: a Montefosca i blumarji, vestiti
di bianco e con in testa un copricapo alto e intrecciato, corrono nei campi
attorno al paese a scopo propiziatorio; a Rodda la figura centrale del Carnevale
è il Pust, che tiene in mano lunghe tenaglie e gira per le frazioni assieme
al diavolo e a San Michele; a Clodig per tradizione il fantoccio del Carnevale
viene bruciato in mezzo alla piazza mentre la gente canta e balla attorno: qui
le maschere tipiche, intrecciate ancor oggi come un tempo, sono in vimini. Inoltre,
a Tribil e a Montemaggiore ci si maschera a brutti (Te Gardi) e a belli (Te
Liepi); la compagnia Carnevalesca di Mersino va in corteo a visitare le comunità
vicine; a Masarolis Te Kriznast e Te Koznast, con campanacci sulla schiena,
un bastone in mano e una calza piena di cenere, accompagnati dalle Minke, maschere
femminili vestite di bianco, vanno di casa in casa a raccogliere piccoli doni,
seguiti da un corteo di maschere. Suggestioni, fascino, mistero sono gli ingredienti
di queste antiche cerimonie, che vengono particolarmente vissute dagli abitanti
che vivono in queste valli, dove si parla unantica lingua dorigine
slava.
Per informazioni: Informacittà del Comune di Cividale, tel. 0432. 710460.
IN GIRO PER LE OSTERIE DI PORDENONE A Pordenone il Carnevale
si anticipa, generalmente, il sabato precedente la settimana Carnevalesca, con
un Giro per osterie, ovvero intrattenimento e spettacoli con la gente e fra
la gente che frequenta le tipiche osterie del centro storico della città,
curato dalla Scuola Sperimentale dell´Attore, fondata dall´unico
Arlecchino donna esistente al mondo, Claudia Contin. La domenica il centro viene
animato da una sfilata di carri allegorici, mentre giovedì grasso in
piazza XX Settembre si tiene una grande festa per i bambini.
Per informazioni: Comune di Pordenone, Ufficio cultura, tel. 0434. 92910.
ATTORI, COMICI E CANTANTI A UDINE Udine festeggia il Carnevale
il sabato grasso con una sfilata e una mascherata che attraversa il centro storico.
Ma dal giovedì al martedì grasso la città si anima con
un ricco cartellone di appuntamenti per adulti e per bambini. Le piazze cittadine
sono rallegrate da animazione, mascherate, ma anche da spettacoli musicali con
big della canzone, del teatro e con i comici più in voga del cabaret.
Per informazioni: Comune di Udine, tel. 0432. 271111 o www.comune.udine.it.
Per informazioni dettagliate: Numero Verde Turismo FVG 800. 016. 044, www.turismo.fvg.it.