Concerti, filmati, incontri, dibattiti e ospiti dall'isola caraibica, che ha
segnato profondamente l'evoluzione del jazz dalle origini ad oggi
Dopo gli ottimi riscontri dello scorso anno, Udin&Jazz 2009 (che si svolge
a Udine e provincia, dal 19 giugno al 18 luglio) conferma la sua formula, scegliendo
nuovamente un tema portante che colora il Festival nella musica
e nel significato, e concedendosi il lusso di onorare la storia del jazz con
grandissimi nomi.
Impossibile non citare per primo il vero ospite donore del Festival:
il grande Ornette Coleman, uno dei mostri sacri della musica jazz, che aprirà
a Udine, in prima data europea, sabato 27 giugno al Palamostre, il suo nuovo
tour con il 2 bass Quartet (Ornette Coleman: sassofono contralto, violino, tromba;
Denardo Coleman: batteria; Albert MacDowell: basso elettrico; Anthony Falanga:
contrabbasso).
Un evento unico - un dono - per ascoltare ancora un gigante che ha attraversato
la scena musicale del Novecento e che racchiude dentro di sè la saggezza
di padre del manifesto del free jazz, laddove free, libertà, è
sinonimo di una condizione umana imprescindibile, oltre che cifra espressiva
che gli ha permesso, con il suo strumento, di reinventare e stravolgere ogni
regola stilistica in campo musicale.
Il tema portante dei molti eventi del Festival è questanno la
celebrazione del cinquantesimo anniversario della rivoluzione cubana: uno spunto
di riflessione e, assieme, un omaggio allisola caraibica, alla sua storia
complessa e dolorosa ma anche alle sue sonorità solari e al suo ritmo
inconfondibile. Ma al solito Udin&Jazz vedrà anche oltre:
accanto ai concerti, infatti, sono in programma una fitta serie di appuntamenti
- workshop, incontri, proiezioni, lezioni-concerto, aperitivi con gli artisti,
ma anche un mojito-party in piscina e una serata danzante di mambo al Castello
- che animeranno il centro storico di Udine dal 24 al 27 giugno.
Direttamente da Cuba arrivano i Madera Limpia (il 24 giugno al Teatro San Giorgio),
un duo di giovani guantanameri, Yasel Gonzalez Rivera e Gerald Thomas Collymore,
che nel rap trovano lunica espressione possibile per reagire allo stato
di un paese in bilico e i Cubanismo del prodigioso trombettista
Jesú Alemañi, che il 25 giugno riempiranno la centralissima Piazza
Matteotti con ritmi travolgenti.
Lo sguardo si estende allambiente più diffusamente latino con
il progetto Afreecanos di Omar Sosa (Omar Sosa: pianoforte, Fender
Rhodes, electronics; Childo Tomas: basso elettrico, voce, mbira; Marque
Gilmore: batteria; Mola Syllavoce, mbira, xalam, kongoman) che unisce
musicisti provenienti da Africa, Cuba, Brasile e Francia per celebrare la ricca
eredità della musica africana nei confronti del jazz e della musica latina
(sempre il 25 giugno, al Teatro San Giorgio).
Ancora atmosfere dal Sudamerica, il 26 giugno a Piazza Matteotti, nel Latin
special project del chitarrista Maurizio Brunod che incontra un grande
batterista, Calixto Oviedo, ripercorrendo la musica cubana, dai son
di fine Ottocento fino alla salsa e al latin jazz (con loro Virginia Quaesada,
voce; Eduardo Cespedes, contrabbasso, voce e chitarra e Enrico Caruso, pianoforte).
Due appuntamenti deccezione chiudono anche simbolicamente
il festival: Ray Mantilla European Space Station (Ray Mantilla, percussioni;
Bill Elder, batteria; Gaspare Pasini, sassofoni; Ares Tavolazzi, basso; Bruno
Cesselli, piano; Alberto Negroni chitarra) è atteso, sabato 27, dopo
la performance di Coleman, al bordo della piscina attigua al Palamostre: qui
il pubblico sotto le stelle potrà ascoltare e godere della
raffinata bellezza delle musiche, omaggio a Tito Puente e Cal Tjader, e testimonianza
del sound Nuyorican, nato dalle commistioni musicali della cultura della comunità
portoricana. Alla musica si accompagneranno i tuffi nella rinnovata piscina
e i festeggiamenti, brindando a mojito e cocktail tropicali.
Evento finale: la grande festa al Castello di Udine, con qualche settimana
di attesa: il 18 luglio, Augusto Enriquez y su Mambo Band, una big band di 15
strumentisti (9 sono soltanto i fiati) guidata da un grande padre della musica
cubana e riconosciuta come la più importante orchestra di mambo al mondo,
farà danzare, nella bellissima location del Castello di Udine, tutto
il pubblico e gli appassionati su due grandi piste dedicate affiancate al palcoscenico.
Ma Cuba non è solo musica, a Udine: grazie a un ospite
speciale, Gianni Minà (peraltro anche direttore artistico del progetto
di Augusto Enriquez), si discuterà della storia e della musica di Cuba
e sarà possibile rivedere proiettate le storiche trasmissioni Rai dedicate
alla Storia del jazz condotte dallo stesso Minà e gentilmente concesse
dalla Cineteca Rai. E ci saranno anche Claudio Sessa a parlare del suo libro
Le Età del jazz e Marco Fumo, che in una sorta di lezione concerto,
al pianoforte ripercorrerà levoluzione delle tradizioni musicali
cubane classiche.
Il programma spazia ancora a tutto tondo, a cominciare dal progetto NION (Not
In Our Name), prodotto dallAssociazione Culturale Euritmica che
cura lorganizzazione del Festival e che vede la sua anima nel pianista
Claudio Cojaniz (anche compositore e direttore dellensemble). ll progetto,
a Udine mercoledì 24 giugno in piazza Matteotti, sispira alla Liberation
Music Orchestra di Charlie Haden e Carla Bley e intende focalizzare l'attenzione
sulla drammatica situazione dei paesi in cui i diritti umani vengono quotidianamente
calpestati. Dopo il debutto a Mittelfest e numerose altre attività, NION
si ricompone, assieme a Cojaniz, con un gruppo di artisti di primordine:
Cuong Vu alla tromba; Giancarlo Schiaffini al trombone e tuba; Francesco Bearzatti
al sax tenore; Maria Vicentini al violino, Danilo Gallo al contrabbasso; Romano
Todesco al contrabbasso e alla fisarmonica; Zeno De Rossi alla batteria e Luca
Grizzo alle percussioni.
A scandire il ritmo, tra un brano e laltro, alcune letture tratte dai
Diari di Ernesto Che Guevara a cura dellattore triestino Lorenzo Acquaviva.
Il progetto si sposterà per un tour in Italia a fine giugno e relalizzerà
un CD sulle composizioni di Claudio Cojaniz.
Ancora due appuntamenti andranno ad arricchire la sezione udinese del Festival:
Kurt Rosenwinkel, chitarrista americano di primordine, paragonato ai grandi
innovatori dello strumento come Pat Metheny, John Scofield, John Abercrombie
e Bill Frisell per la sua nuova e visionaria attitudine compositiva, è
a Udine con il suo trio il 26 giugno al Teatro San Giorgio.
Il 27 giugno, nella Corte di Palazzo Morpurgo, tocca poi al Trans Europe, un
progetto che nasce dallincontro di tre musicisti molto diversi per provenienza,
stile e formazione, che hanno trovato nellesperienza jazzistica un fertile
terreno di confronto e scambio. Accanto al trombettista Marco Tamburini sono
infatti il chitarrista franco-gitano Christian Escoudé, autentico mostro
sacro del gypsy jazz, e il bassista Dario Deidda.
Non manca, inoltre, il tradizionale prologo di concerti itineranti, che attraverseranno
la provincia dal 19 al 23 giugno: levento inaugurale, che si svolgerà
presso il CID - Museo Territoriale della Bassa Friulana di Torviscosa il 19
giugno, vedrà protagonisti Giancarlo Schiaffini (trombone e live electronics),
Silvia Schiavoni (voce) e i video di Ilaria Schiaffini. Ho veduto volare. Trittico
per Boccioni è un omaggio al futurismo (a centanni dal Manifesto
di Marinetti), attraverso lanalisi dellopera di Umberto Boccioni,
rivisitata in musica, versi, rievocazioni e immagini.
Sabato 20 giugno, Villa Dora di San Giorgio di Nogaro ospiterà Ajo-jo-mandi
& the youngers, un progetto interregionale che nei nomi di Enzo
Favata e U.T. Gandhi vede unirsi in un gemellaggio musicale la Sardegna (con
il Musica sulle Bocche Jazz Festival) e il Friuli Venezia Giulia
(con Udin&Jazz), mentre lunedì 22 giugno a Cervignano, in piazza
Indipendenza sarà la volta di Mickey Finn, il visionario progetto che
vede assieme Giorgio Pacorig (tastiere), Enrico Terragnoli (chitarra), Danilo
Gallo (basso) e Zeno de Rossi (batteria) per loccasione accompagnati anche
dalleccezionale tromba di Cuong Vu. Chiude la sezione itinerante il Doline
Trio, formato dal batterista s sloveno Zlatko Kaucic, dalla voce esotica di
Saadet Türköz e dal contrabbasso di Giovanni Maier, ospite a Tricesimo,
in Piazza Ellero, martedì 23 giugno.
In attesa del Festival, già da venerdì 5 giugno (giorno di inaugurazione)
sarà possibile visitare la mostra fotografica Ritratti cubani, allestita
fino al 27 giugno presso la Galleria Fotografica Tina Modotti di Udine, e curata
da Luca dAgostino e Phocus Agency: in esposizione alcune fotografie di
artisti e musicisti cubani che hanno fatto la storia del jazz e non solo. Autori
degli scatti, oltre allo stesso dAgostino, i fotografi Riccardo Schwamenthal,
Luciano Rossetti e Umberto Germinale.
E ancora: workshop (tra tutti il suggestivo La nube, londa il cristallo,
curato da Eupragma, al Teatro San Giorgio il 24 giugno), laboratori (Barbara
Errico curerà un corso di canto mentre Ivan Ordiner un laboratorio di
percussioni), celebrazioni di progetti, appuntamenti diurni con gli aperitivi
jazz allOsteria La Ghiacciaia, e notturni con i live nello storico
Caffè Caucigh: una full immersion senza sosta, che anche questanno
vedrà la maggior parte degli eventi a ingresso libero.
Una festa per tutti, unoccasione di scambio, di incontro, di riflessione,
sotto il segno della grande musica.
www.euritmica.it