A Palazzo della Torre, 120 opere ripercorrono una delle stagioni più
raffinate della storia dell'arte italiana, con lavori di Canaletto, Bellotto,
Marieschi, Guardi, Marco e Sebastiano Ricci, Giambattista e Lorenzo Tiepolo,
Longhi, provenienti da collezioni private.
Dal 14 marzo al 27 luglio 2008, Gorizia diventerà teatro di un'iniziativa
di grande valore culturale e artistico. Le rinnovate sale di Palazzo della Torre,
sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, ospiteranno la mostra LE
MERAVIGLIE DI VENEZIA, che presenterà 120 opere, tutte provenienti da
raccolte private, realizzate dai più importanti esponenti del Settecento
veneziano, da Canaletto a Bellotto, da Marieschi a Guardi, da Marco e Sebastiano
Ricci a Giambattista e Lorenzo Tiepolo, da Zuccarelli a Longhi.
L'esposizione, curata da Dario Succi e Annalia Delneri, è promossa dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, prodotta e organizzata da Artematica,
main sponsor Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, rivelerà capolavori
di una delle stagioni più raffinate della storia dell'arte, solitamente
accessibili agli studiosi, finalmente fruibili anche a un pubblico più
allargato.
"Palazzo della Torre - afferma Franco Obizzi, Presidente della Fondazione
Cassa di Risparmio di Gorizia - sito in via Carducci, l'antica via dei Signori
nel cuore storico di Gorizia, rappresenta un'importante testimonianza della
storia goriziana e di un'istituzione economica come la Cassa di Risparmio. La
Fondazione, avendone ereditato il patrimonio e le finalità sociali, ha
quindi deciso di acquistare l'immobile per destinarlo a propria sede e allo
svolgimento della sua attività istituzionale, con l'intento di trasformarlo
in uno spazio culturale che si propone di diventare il motore dell'attività
culturale della nostra provincia e non più mero contenitore, con un calendario
che, già fin d'ora, è denso di appuntamenti".
"Con Artematica - sottolinea il suo amministratore delegato Andrea Brunello
- abbiamo intrapreso un percorso di grandi eventi culturali che hanno un'attenzione
particolare alla valorizzazione di opere legate al territorio, come questa mostra
di Gorizia e come quella dedicata a Canaletto che apriremo a ottobre a Treviso".
"Siamo consapevoli che la promozione di progetti culturali rappresenti
un forte elemento di identità del territorio e un importante fattore
di sviluppo - ha proseguito Carlo Appiotti, Presidente Cassa di Risparmio del
Friuli Venezia Giulia. Per questa ragione la Cassa di Risparmio del Friuli Venezia
Giulia ha sostenuto con convinzione la realizzazione di questa interessante
iniziativa che vede una feconda collaborazione con la Fondazione CARIGO con
l'obiettivo di offrire opportunità al territorio".
Il percorso espositivo, si aprirà con le vedute di Luca Carlevarijs,
l'artista di origine friulana che per primo seppe evocare l'unicità dell'atmosfera
di Venezia, cogliendo il valore mitico della sua storia millenaria e la vivacità
dei suoi abitanti. Carlevarijs riuscì a elevare la veduta dal livello
di mero documento topografico a quello di immagine poetica della città.
Carlevarijs concentrò l'attenzione sui luoghi monumentali di Venezia
evocandone il valore simbolico e incanalando lo spazio prospettico in direzione
di quella poesia atmosferica che costituì una delle più alte conquiste
del secolo.
Un'importante sezione sarà dedicata alle opere di Canaletto, che imponendosi
sulla scena veneziana alla metà degli anni venti creò vedute ineguagliabili
nelle quali la bellezza della Serenissima viene descritta con occhio attento
e collocata nella dimensione di uno spazio assoluto, di una realtà luminosa
e certa: il disegno impaginativo, lucido e coerente, salda le architetture,
i cieli e le acque in immagini solari dalle quali è espunta qualsiasi
concitazione. Lo spazio secondo ragione della Venezia di Canaletto è
quello di una città pittorica che non dipende in alcun modo dall'esattezza
topografica pur creando un sorprendente effetto di realtà.
Le scoperte e le conquiste di Canaletto negli anni trenta funsero da modello
per il nipote Bernardo Bellotto entrato nella bottega dello zio attorno al 1735-1736,
e per Michele Marieschi; ma se, Bellotto operò una sintesi tra le atmosfere
immobili e la resa minuziosa delle architetture, tipiche di Canaletto, traducendole
in una poetica più calda e appassionata, Marieschi seppe staccarsi dai
moduli di Canaletto, dando vita a una pittura più genuina, in cui la
forma della città risulta ricreata sulla tela con grande trasporto emotivo.
Nella seconda metà del secolo, in evidente aderenza con l'atmosfera
di incertezza e di declino politico ed economico di una città che ormai
viveva dei ricordi di un glorioso passato, la lunga vicenda artistica di Francesco
Guardi si condensa nell'espressione pittorica di una Venezia quasi fantomatica,
vista in dissolvenza tra bagliori luminosi e indistinti aloni di colore. Vedute
e capricci si confondono in visioni caratterizzate da un senso di infinita lontananza,
di silenzi sospesi tra mare e cielo, come se l'artista volesse catturare l'essenza
e l'anima di Venezia.
Il percorso prosegue con la pittura di paesaggio, un genere che si affermò
a Venezia sul finire del Seicento e conobbe una straordinaria fortuna perché
rispecchiava il mutato rapporto della città lagunare con la terraferma
dopo il definitivo tramonto dell'ideale mercantile sul quale la Serenissima
aveva costruito le proprie fortune.
Nei dipinti di Marco Ricci si rispecchia la varietà e la gaiezza del
paesaggio veneto, dalle aspre montagne del bellunese alle silenti lagune. In
questo senso, il Grande paesaggio con fiume, lago e figure rappresenta una delle
vette stilistiche più alte mai raggiunte dall'artista bellunese, che
si traduce in una visione paesistica in cui la natura diviene, insieme all'uomo,
protagonista della storia ideale e quotidiana.
Il paesaggio arcadico è presente con stupende opere di Francesco Zuccarelli
e di Giuseppe Zais nelle quali viene evocata una natura popolata da pescatori,
pastorelli, cavalieri con cappelli piumati, lavandaie. Luminosità soffuse,
ombre leggere, orizzonti vaporosi, acque smeraldine, boschetti odorosi sono
i motivi dell'idillio arcadico comunicato dai due artisti con una felicità
espressiva che realizza pienamente la concezione della pittura quale canto libero,
diretto a meravigliare con la dolcezza delle lusinghe di invenzione, colore
e tono.
Il profumo e l'aria di Venezia vengono restituiti in modo non meno efficace
nelle opere dei pittori di storia e di figura, che restituiscono l'atmosfera
piena di sensualità e di abbandono nei dipinti a soggetto mitologico
ed in quelli creati per la devozione domestica.
La sezione comprende tele di Sebastiano Ricci, Giambattista Tiepolo, Antonio
Pellegrini, Jacopo Amigoni, Gianantonio Guardi, Gaspare Diziani, accomunate
da una vibrante energia espressiva che segna il trionfo della gioia di vivere.
Dèi ed eroi dell'antichità sono rappresentati con l'eleganza
raffinata tipica del rococò che, in una visione di bellezza radiosa e
sensuale, celebra la gloria dell'amore e l'apoteosi mitologica nelle immagini
del trionfo di Anfitrite, di Amore e Psiche, di Venere e Marte. In questo universo
di rappresentazione la seduzione opera tutte le sue risorse: l'ornamento, l'abito
elegante, la maschera tessono la trama della commedia mondana, mentre la vita
di salotto - nei palazzi, al Ridotto, nelle piazze, nelle botteghe del caffè
- si dipana in una atmosfera di douceur de vivre.
L'incanto di Venezia rivive in una stupenda tela di Lorenzo Tiepolo con la dama
che si impone nel suo abito rosso, tra i fruscii delle sete, le maschere ornate
di trine che si congiungono con le pieghe dei mantelli: la seduzione acquista
l'evidenza icastica di una pittura che fissa l'eloquenza dell'attimo fuggente.
L'affresco dell'epoca viene completato con una accurata galleria di ritratti
di Rosalba Carriera, di Giuseppe Nogari e di Pietro Rotari, artisti che nel
"vero" dei volti seppero restituire la svaporata delicatezza dell'epoca.
Accompagna l'esposizione un catalogo Marsilio editore.
LE MERAVIGLIE DI VENEZIA. Dipinti del '700 in collezioni private
Gorizia, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia - Palazzo della Torre (via
Carducci 2)
14 marzo - 27 luglio 2008
Orari
10.00 -19.00. Lunedì chiuso
Biglietti
Intero € 6,00
Ridotto € 4,00 (gruppi di almeno 15 e massimo 25 persone, visitatori oltre
i 60 anni, minori da 6 a 18 anni, studenti fino a 26 anni non compiuti con tessera
o libretto universitario, forze dell'ordine non in servizio)
Ridotto speciale scuole € 2,00 (gruppi di studenti delle scolaresche)
La biglietteria chiude un'ora prima della chiusura della mostra.
Catalogo: Marsilio editore
Per informazioni:
Silvia Leban, cell. +39.338.5383454 - s.leban@artematica.tv
Artematica, tel. +39.0422.410886 - info@artematica.tv
Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia - tel. +39.0481.548164 - info@fondazionecarigo.it