Gorizia - Sala della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia 28 novembre 2009
- 28 febbraio 2010
Futurismo Giuliano. Gli anni Trenta
Omaggio a Tullio Crali
Castello di Gorizia
28 novembre 2009 - 28 febbraio 2010
La mostra sarà allestita in due sedi: la nuova, modernissima e tecnologica
sala espositiva della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, via Carducci,
e i saloni del Castello di Gorizia (Sala degli Stati Provinciali e Sala del
Conte).
Nella sala della Fondazione Carigo sarà allestita la prima sezione della
rassegna, cioè quella dedicata alla figura di Filippo Tommaso Marinetti,
fondatore carismatico e capo storico del Futurismo, e ai suoi rapporti con l'avanguardia
giuliana.
Del geniale e generoso intellettuale e organizzatore culturale, noto, imitato
e stimato nell'area delle avanguardie di tutto il mondo, sarà infatti
possibile offrire una ricca, visibile e godibile documentazione, con materiali
eccezionali per originalità, qualità e quantità: lettere
in varie lingue, manoscritti autografi, cartoline che, da sole, costituiscono
autentiche opere d'arte, bozze con correzioni e note autografe, riviste, libri
in pregevoli edizioni italiane, francesi, russe, tedesche, inglesi, ceche, giapponesi
e di vari paesi di lingua spagnola, fotografie, manifesti e dipinti opera di
alcuni grandi artisti che ritraggono Marinetti e/o che testimoniano, per citazione,
dipinti di alcuni tra i maggiori esponenti del cosiddetto primo Futurismo, o
degli "anni eroici", antecedenti cioè lo scoppio della prima
guerra mondiale (Boccioni, Severini, Russolo, Carà, Balla, Soffici, Depero).
La mostra, ideata e realizzata a Gorizia, al confine orientale d'Italia, intende
infatti documentare, tra gli altri, un aspetto fondamentale del Futurismo, piuttosto
trascurato nelle numerose e grandi rassegne allestite in Italia e all'estero:
la grande battaglia interventista sostenuta dai futuristi che vide in Trieste,
"rossa polveriera d'Italia", un fondamentale punto di riferimento.
L'esposizione intende inoltre documentare e ricordare i rapporti di Marinetti
con il mondo culturale giuliano, interrotti dalla Guerra Mondiale e che tuttavia
ripresero con vigore, ancor prima a Gorizia che a Trieste, nel 1919, allorché
l'intellettuale Sofronio Pocarini, dichiarò la propria adesione al Futurismo
e al Partito Futurista nel n. 15 - 16 di "Roma Futurista", codiretto
dal goriziano Enrico Rocca, e pubblicò su "La Voce dell'Isonzo",
l'11 ottobre 1919, il "Manifesto di fondazione del Movimento Futurista
per la Venezia Giulia.
In particolare, la mostra potrà giovarsi, per la prima volta, della
totale disponibilità dell'eccezionale archivio di Bruno G. Sanzin, che
fu il principale referente di Marinetti a Trieste.
Sarà altresì documentata l'avventura fiumana di D'Annunzio e le
esperienze di ogni genere che si consumarono nella città liburnica e
che attirarono pure diversi goriziani e triestini, che poi guardarono con attenzione
al Futurismo.
Trieste e Gorizia furono importanti punti di riferimento dell'eccezionale fenomeno
che ebbe, unico tra i grandi movimenti culturali italiani, autentica influenza
e dimensione internazionale. Pure Lubiana e Zagabria ebbero rapporti con Marinetti
e con l'avanguardia giuliana.
Il 1924 fu l'anno più fertile per l'avanguardia giuliana e pure per la
vita artistica del primo dopoguerra in queste terre e a Gorizia in particolare.
Si consumò infatti nel corso di quei dodici mesi l'eccezionale esperienza
culturale de "L'Aurora", la splendida rivista d'avanguardia ideata
e diretta da Sofronio Pocarini con la partecipazione del primo nucleo futurista
triestino, che vedeva ancora uniti Giorgio Carmelich, Emilio Mario Dolfi, Nino
Jablowski e Bruno Giordano Sanzin. A Trieste, negli stessi mesi, veniva pubblicata
"Energie Futuriste", più dimessa nella veste tipografica ma
non meno interessante de "L'Aurora"; i collaboratori erano gli stessi;
notevoli erano pure i rapporti internazionali, testimoniati dagli scambi con
alcune tra le più importanti riviste d'avanguardia europee. Tra il 13
e il 30 aprile a Gorizia si era tenuta la I esposizione goriziana di Belle Arti,
che aveva offerto, auspici Pocarini e Antonio Morassi, un significativo segnale
di ripresa della vita culturale cittadina dopo la tragedia della guerra. Fu
un momento magico di confronto ma pure di unione tra artisti e intellettuali,
giovani e giovanissimi, italiani e sloveni. Negli anni successivi l'unità
venne meno; vicende e contrasti personali, scelte diverse in campo artistico
- culturale e/o anche politico, condizioni sociali e politiche mutate, determinarono
una diaspora di non pochi protagonisti di quella formidabile stagione, anche
se non mancarono momenti e spunti di grande interesse sia sul fronte goriziano
che su quello triestino con una continuità di rapporti con Marinetti
e i Futuristi italiani, garantita da Sanzin e, con uno speciale ruolo assunto
da Giorgio Carmelich, sempre avanguardista ma ormai distante dal Futurismo,
nonché da Augusto Cernigoj, che tentò una interessante quanto
effimera esperienza costruttivista, assieme a Edvard Stepancic.
Nello stesso periodo Pocarini volle cimentarsi pure nella pittura; qualche apprezzabile
esito, inoltre, fornirono Bruno Ernesto Cossar e Luigi Fattorello.
Nel 1929, dopo cinque anni, si teneva la II esposizione goriziana di Belle
Arti, promossa da Pocarini, che faceva registrare l'esordio di Tullio Crali,
destinato a notevoli fortune come pittore, scenografo, progettista di architettura
e animatore futurista; con lui l'amico Raoul Cenisi, avanguardista più
sensibile alle influenze espressioniste.
Nel 1931, al Circolo di Lettura di Gorizia, Pocarini organizzava e Marinetti
"verniciava" la Mostra futurista, dedicata ai pittori futuristi giuliani.
A Trieste continuava l'azione dello scrittore e poeta Bruno G. Sanzin, puntuale
e fedele referente di Marinetti, instancabile animatore di iniziative editoriali
ed espositive, quali la I mostra triestina di Pittura e Aeropittura futurista,
1931, e la Mostra nazionale di fotografia futurista, 1932, dotate di originali
cataloghi e capaci di coinvolgere numerosi artisti, non solo locali.
In campo letterario a Trieste pubblicarono Vladimiro Miletti, Aristide Mattiussi,
Carlo Luigi Cergoly (Sempresù). Artisti di area futurista furono Trisno
(Tristano Pantaloni), Marcello Claris, Ugo Carà, Maria Lupieri, Ferruccio
Demanis, Wanda Wulz e altri, meno noti quali futuristi, ma di certo influenzati
dal movimento di Marinetti. Dopo la morte improvvisa di Pocarini (1934) Crali
assunse a Gorizia pure l'impegno di organizzatore culturale e rappresentante
del Futurismo, mentre a Trieste proseguì con continuità l'opera
di Sanzin; entrambi mantennero stretti rapporti, fino alla fine, occorsa nel
1944, con il capo storico e fondatore del Futurismo, F.T. Marinetti.
Questa sezione della mostra testimonierà, attraverso l'uso combinato
di materiale documentario, manoscritto e a stampa, libri, disegni e dipinti,
l'evoluzione, le battute d'arresto, le riprese e la conclusione del movimento
futurista e dei contestuali momenti d'avanguardia nella Venezia Giulia. Uno
speciale omaggio sarà offerto al grande artista Tullio Crali.
Un particolare approfondimento la rassegna dedicherà al tema Il futurismo
a Berlino, vivace luogo di incontro delle avanguardie europee, con le ricche
testimonianze di rapporti tra gli ambienti d'avanguardia della metropoli tedesca,
i futuristi italiani e gli avanguardisti sloveni.
Con il contributo della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia.
FUTURISMO. FILIPPO TOMMASO MARINETTI, L'AVANGUARDIA GIULIANA E I RAPPORTI INTERNAZIONALI
Sala Fondazione Carigo, via Carducci, 2, Gorizia
28 novembre 2009 - 28 febbraio 2010
Orario: tutti i giorni eccetto il lunedì dalle 10 alle 19
Aperture straordinarie:
24 e 31 dicembre 2009 dalle 10 alle 13
25 dicembre 2009 e 1 gennaio 2010 dalle 15 alle 19
Per informazioni: tel. 0481/537111