Il tempo è ciò che accade quando non accade nient'altro.
(Richard Feynman)
Si fa presto a dire tempo. Perché proprio il concetto più pervasivo
dell'indagine umana, la parte integrante della nostra realtà e della
nostra quotidianità, resta uno dei misteri più insondabili. Da
sempre. Tempus fugit, dicevano i latini. E infatti il tempo fugge e ci sfugge,
nonostante l'uomo cerchi di afferrarne l'essenza. Indagandolo, misurandolo,
spezzettandolo in ore, giorni e mesi: l'idea del tempo, infatti, è il
risultato dell'intrecciarsi di una molteplicità di storie. Da quella
dell'astronomia a quella della fisica, della biologia e della psicologia, da
quella religiosa a quella delle invenzioni tecniche. E poi l'arte, la musica,
la poesia, l'economia, la storia: il tempo le pervade, oggetto di indagine e
soggetto, burattinaio che si fa beffe di calcoli e indagini filosofiche. Lasciandoci
ancora, nell'era degli esperimenti con i neutrini e degli studi sul teletrasporto,
mentre frughiamo nella nostra mente, nei neuroni e nell'universo, con la stessa
identica domanda: cos'è, davvero, il tempo?
Tra analisi scientifica, indagine filosofica e qualche visionaria incursione
nella fantascienza che è già qui, prende il via la settima edizione
del Festival delle Scienze, in programma da giovedì 19 a domenica 22
gennaio 2012 all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Prodotto dalla Fondazione
Musica per Roma, in collaborazione con Codice. Idee per la Cultura, il Festival
sarà un viaggio attraverso lectio magistralis, incontri, dibattiti, caffè
scientifici, eventi per le scuole, mostre, spettacoli, con i grandi nomi della
ricerca scientifica italiana e internazionale. Ma anche con filosofi, storici
e scrittori, che indagheranno il significato profondo di questa quarta dimensione
che trascende quello che possiamo vedere e toccare. E che va a coinvolgere la
nostra essenza più profonda.
Saranno le domande, tante e insolute, a pervadere questa edizione della manifestazione:
il futuro e il passato sono reali come il presente? Passa il tempo quando nulla
cambia? È possibile viaggiare nel tempo? Esisteva il tempo prima del
Big Bang? Quali meccanismi neuronali spiegano la nostra esperienza del tempo?
È, il tempo, infinito? Concepiamo tutti il tempo allo stesso modo?
Come parliamo del tempo nei nostri linguaggi? Quali formalismi logico-matematici
modellano adeguatamente il ruolo che il tempo svolge nei nostri ragionamenti?
Ad affrontare questi e altri quesiti si alterneranno, tra gli altri, l'antropologo
statunitense Ian Tattersall che parlerà del tempo profondo dell'evoluzione.
Julian Barbour, fisico britannico che ha teorizzato in La fine del tempo (Einaudi,
2003) che, in realtà, il tempo non esiste affatto. John Richard Gott
III, professore di astrofisica all'Università di Princeton che nel '91
teorizzò la possibilità di creare una macchina del tempo basata
sulle corde cosmiche. Peter Ludlow, professore di filosofia alla Northwestern
University, che nei suoi studi spazia dalla linguistica al cyberspazio. O Carlo
Rovelli, fisico che ha teorizzato la "gravitazione quantistica a loop"
per descrivere le proprietà quantistiche del tempo e dello spazio. Fino
a scrittori come Stefano Benni, che il tempo lo riescono a mettere in parole.
E in musica.
L'inganno del tempo. Conferenze, dibattiti, laboratori tra teletrasporto, metafisica
e cervello. Per rispondere alla domanda: ma il tempo esiste fuori o dentro di
noi?
Ad inaugurare il programma di conferenze del Festival, giovedì 19 gennaio
alle 19 in Sala Petrassi, sarà l'astrofisico, scrittore e poeta francese
Jean Pierre Luminet, esperto di fama mondiale di cosmologia e buchi neri e autore
di testi come L'invenzione del Big Bang. Storia dell'origine dell'Universo (Dedalo,
2006) e di La parrucca di Newton (La Lepre edizioni, 2011). Introdotti da Vittorio
Bo, si svolgeranno anche gli interventi di Francesco Profumo, Ministro dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca, di Aurelio Regina, Presidente della
Fondazione Musica per Roma e di Carlo Fuortes, Amministratore delegato della
Fondazione Musica per Roma.
Se il tempo, nel cosmo, diventa un concetto relativo e flessibile, ci si domanda:
il tempo è dunque morto? Si può teorizzare una "fine del
tempo", proprio come Francis Fukuyama proclamava la "fine della storia"?
Il più convinto teorico della fine del tempo, Julian Barbour, sarà
domenica 22 gennaio alle 21 in Sala Petrassi per dialogare con il filosofo,
matematico ed epistemologo Giulio Giorello durante l'incontro Esiste il Tempo?.
E aprire uno squarcio verso concetti come i mondi multipli, i viaggi nel tempo,
l'immortalità, l'illusione del moto. Perché con il tempo si può
giocare, in un certo senso. Andare oltre, con uno sguardo alla metafisica, come
farà Ned Markosian, professore alla Western Washington University in
È possibile viaggiare nel Tempo?, venerdì 20 gennaio alle 16 in
Sala Petrassi, introdotto da Vittorio Bo. O sfidarlo, apertamente. Aprendo spiragli
che sanno di fantascienza. Come Il viaggio nel Tempo nell'universo di Einstein,
lectio magistralis di John Richard Gott III, che domenica 22 gennaio alle 12
in Sala Petrassi introdotto da Amedeo Balbi spiegherà la sua teoria di
macchina del tempo, che funzionerebbe grazie alla tensione antigravitazionale
delle ipotetiche corde presenti nell'universo.
Ma il tempo, allora, è un concetto "flessibile", "violabile"
in un certo senso, oppure oggettivo e misurabile? Come si fissano, allora, le
"convenzioni" che lo riguardano? Lo spiegherà Dava Sobel, divulgatrice
scientifica statunitense, nella lectio Come il Tempo è riuscito a mettere
il mondo al suo posto sabato 21 gennaio alle 11 in Sala Petrassi, con un'introduzione
di Armando Massarenti. E cosa resterebbe del "nostro" tempo se non
ci fosse nessuna oggettiva nozione di simultaneità? Sulle diverse nozioni
del concetto di tempo interverrà Giovanni Amelino Camelia, uno dei principali
studiosi italiani di gravità quantistica, proponente della "Doubly
Special Relativity", nell'incontro Una breve storia del Tempo: prima, durante
e (forse) dopo Einstein sabato 21 gennaio alle 17, con un'introduzione di Giovanni
Spataro. Ma il tempo, oltre a essere un concetto matematico, è tutt'altro
che astratto. Imprime i segni del suo passaggio, sul nostro pianeta e negli
esseri viventi. Sarà l'antropologo statunitense Ian Tattersall - autore
di Il cammino dell'uomo (Garzanti, 2004), con cui ha vinto il prestigioso premio
"W. W. Howells" dell'American Anthropologican Association - sabato
21 gennaio alle 16 in Sala Petrassi a parlare de Il Tempo profondo dell'Evoluzione
introdotto da Telmo Pievani.
Ma il tempo è anche velocità, capacità di andare oltre,
di spingersi sempre al di là dei propri limiti. A Tempo: record e limiti
umani è dedicata il dialogo di sabato 21 alle 21 in Sala Sinopoli tra
il giornalista Oliviero Beha, l'atleta Andrew Howe, detentore del record italiano
di salto in lungo e Stefano Tamorri, presidente dell'Associazione Italiana Psicologia
dello Sport. Tempo e Stress sarà invece l'argomento della lectio magistralis
di Ronald D. Siegel, psichiatra americano docente presso la Harvard Medical
School ed esperto di mindfulness meditation, che si terrà domenica 22
gennaio alle 16 in Sala Petrassi introdotto da Letizia Gabaglio. Mentre domenica
alle 18 in Sala Petrassi si scoprirà che il tempo è sì
relativo. Ma anche a seconda delle diverse latitudini: a discutere di Geografia
del Tempo: la concezione del tempo tra le culture e tra gli individui saranno
Robert V. Levine (autore di Una geografia del tempo, Fioriti, 1998) e l'antropologo
Marco Aime, con una animazione video di Philip Zimbardo e introduzione di Vittorio
Bo.
Se il modo di percepire il tempo cambia da individuo a individuo, l'indagine
ci porta sempre più lontano. Non nel cosmo, verso nuovi mondi. Ma dentro
di noi. Come percepiamo l'esperienza del tempo? Come ne parliamo? Il professore
di filosofia Peter Ludlow e Yael Sharvit, professore di Linguistica all'Ucla
University, venerdì 20 gennaio alle 18 in Sala Petrassi discuteranno
di Il tempo nel linguaggio e il linguaggio del Tempo, introduce Sandro Zucchi.
Mentre sabato alle 18 in Sala Petrassi si entrerà nei recessi profondi
della psiche, con Il Tempo nella mente e il Tempo nel cervello, con Lera Boroditsky,
studiosa di linguistica cognitiva, introdotta da Alberto Oliverio. Fino ad affermare:
Il Tempo non esiste, domenica 22 gennaio alle 17 al Teatro Studio con il fisico
Carlo Rovelli introdotto da Jacopo Romoli.
Proprio sul concetto di relatività, sull'antinomia tra il "tempo
della scienza" e il tempo percepito, si basa il Caffè Scientifico
(Bart) Tempi della scienza e Tempi dell'uomo: una conversazione sul concetto
di Tempo, a cura di Giunti Editore, sabato 21 gennaio alle 18.30 con Mauro Dorato,
docente di Filosofia della Scienza all'Università di Roma 3, e Sergio
Doplicher, docente alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
all'Università La Sapienza di Roma, introduce Emiliano Ricci. Il tempo
si fa dunque racconto, narrato da chi, attraverso registri diversi, ne comunica
al grande pubblico la complessità: domenica 22 gennaio alle 19 al Teatro
Studio lo scrittore e giornalista Bruno Arpaia, il genetista e antropologo Francesco
Cavalli Sforza e la sociologa Stefania Polvani (modera Elisa Manacorda) dialogheranno
sul tema Raccontare il Tempo e i Tempi della scienza, a cura del Master SGP
- Le scienze della vita nel giornalismo e nei rapporti politico istituzionali
- Università La Sapienza, Roma, in collaborazione con Pfizer.
Il tempo si fa spettacolo. Tra record, metronomi e sinfonie. Con brio.
Il tempo come sinfonia. Larghissimo, lento, andante, allegro. L'Auditorium
si trasformerà in un grande metronomo, dove si girerà il mondo
a suon di fischi e tic tac, si ripercorrerà il secolo "breve"
e ci si chiederà Che ore sono attraverso le parole di Stefano Benni.
Messe in musica, per scoprire che il tempo delle lettere d'amore è variabile
e che certe tragedie hanno l'orologio. Perché il tempo non è solo
questione di record e di cronometri. Ma (anche) di ritmo. Non resta che farsi
trasportare.
La sera dell'inaugurazione del Festival, giovedì 19 alle 21, in Sala
Sinopoli ci sarà il reading musicale di e con Stefano Benni Che ore sono,
accompagnato al pianoforte da Umberto Petrin (suono di Fabio Vignaroli e luci
di Viviana Dominici). Protagonista sarà la musica anche sabato 21 alle
19.30 nello Spazio Ascolto Studio 3, dove verrà presentato Lezioni di
Tenebra di Lucia Ronchetti, primo disco della serie Contemporanea del Parco
della Musica Records: con la compositrice interverranno Stefano Catucci e Oscar
Pizzo.
Il senso del tempo e del suo scorrere sarà reso anche attraverso suggestive
performance, video, racconti visionari e voci dilatate trasformate in memoria.
Come il video-concerto Three Tales (video di Beryl Korot; musiche di Steve Reich)
interpretato dal PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble con la direzione
di Tonino Battista, che si terrà venerdì 20 gennaio alle 21 in
Sala Sinopoli. Mentre dalle 18 di sabato 21 fino alle 18 di domenica 22 gennaio
nello Spazio Risonanze sarà possibile assistere alla performance no stop
Vexations 24 ore di musica perpetua di Erik Satie. Inoltre domenica 22 gennaio
alle 11 presso il Teatro Studio il pubblico potrà partecipare al laboratorio/concerto
Lab in time, a cura di Antonio Caggiano con i percussionisti del PMCE Parco
della Musica Contemporanea Ensemble.
Per tutta la durata del Festival, poi, nella Sala Ospiti sarà possibile
vedere il video continuo Hatsu-Yume (First Dream), (1981, per Daien Tanaka)
di Bill Viola, mentre nel Guardaroba della Sala Sinopoli ci sarà il video
Bikini di Steve Korot & Steve Reich. Nel Foyer della Sala Petrassi il pubblico
potrà vedere le installazioni I am sitting in a Room di Alvin Lucier
e Cerimoniale musicale per 100 metronomi, il Poéme Symphonique di György
Ligeti (in collaborazione con CIAMPI). Non mancheranno gli exhibit: nel Foyer
della Sala Sinopoli ci saranno infatti L'uomo e il tempo. Una gara eterna: lo
startometro a cura di ScienzAttiva e Cronografie: alla ricerca di una definizione
di Tempo a cura di dmostra. Presso AuditoriumArte ci sarà la videoinstallazione
Serie Panorama di ZimmerFrei e l'installazione La Macchina che Produce il Tempo
di Valentina Vetturi.
Anche per questa settima edizione del Festival delle Scienze, infine, i microfoni
di Radio3 Scienza tornano all'Auditorium Parco della Musica di Roma per dare
voce, con collegamenti quotidiani dal 19 al 22 gennaio, ai suoi protagonisti.
INFO
Sede
Il Festival delle Scienze si svolge all'Auditorium - Parco della Musica - Viale
Pietro de Coubertin (Roma)
Date e orari
Il calendario di eventi si articola da giovedì 19 a domenica 22 gennaio
2012. L'apertura degli spazi espositivi e la programmazione degli eventi (conferenze,
lectio magistralis, dialoghi, caffè scientifici, incontri per gli studenti
e gli insegnanti) seguono gli orari indicati nel programma.
Biglietti
Gli eventi del Festival (a esclusione degli spettacoli) sono a pagamento al
costo di 2 euro.
Spettacoli
Per informazioni sui prezzi degli spettacoli e sulle modalità di acquisto
dei biglietti
Infopoint tel. 06 80241281 - Call Center tel. 892 982
Info al pubblico
Auditorium - Parco della Musica tel 06 80241281
www.auditorium.com
Info scuole
Ufficio Promozione promozione@musicaperroma.it tel. 06 80241226