Roma, Palazzo della Cancelleria, 15 novembre - 31 gennaio 2010
Anteprima della Mostra
Rimini, Meeting per l'Amicizia fra i Popoli
23 - 29 agosto 2009
Galileo tornerà a Roma in una grande mostra che, a conclusione delle
celebrazioni per i 400 anni dalle prime osservazioni del cannocchiale, sarà
allestita al Palazzo della Cancelleria con il patrocinio del Pontificio ConsiglIo
della Cultura.
"GALILEO: cose mai viste. Fascino e travaglio di un nuovo sguardo sul
mondo" è curata dall'Associazione Euresis e promossa dal Meeting
per l'Amicizia fra i Popoli. A coordinarla è Mario Gargantini con la
collaborazione di un Comitato Scientifico internazionale. La mostra si avvale,
tra le altre, della collaborazione della Pontificia Accademia delle Scienze,
dell'Università degli Studi di Padova, Cattedra Galileiana, delle Università
degli Studi di Bari, Pavia (Dipartimento di Fisica "A. Volta"), Statale
di Milano, del Museo Astronomico di Brera e della John Templeton Foundation.
Un'ampia anteprima della grande esposizione sarà presentata al Meeting
di Rimini dal 23 al 29 agosto prossimi, inserendosi perfettamente all'interno
della tematica della conoscenza come avvenimento che sarà al centro dei
dibattiti, degli spettacoli e delle mostre della manifestazione.
"Ciò che contraddistingue questa dalle molte mostre galileiane
italiane di quest'anno di celebrazioni, chiarisce Mario Gargantini, è
che "GALILEO: cose mai viste. Fascino e travaglio di un nuovo sguardo sul
mondo" focalizza la propria attenzione sulle osservazioni condotte da Galileo
tra il 1609 e il 1610, proponendo al visitatore un percorso che permetta di
immedesimarsi nell'esperienza di Galileo cogliendone tutte le sue sfaccettature.
L'obiettivo non è tanto quello di arrivare a un "giudizio definitivo"
sul caso Galileo, quanto piuttosto di creare le condizioni per un giudizio,
indagando il contesto storico-culturale del tempo, la pluralità dei fattori
in gioco, entrando in modo molto approfondito nel merito di un momento (quello
osservativo) della vicenda scientifica galileiana.
Ad essere evidenziate dalla mostra saranno soprattutto le dimensioni tipiche
dell'agire scientifico: la passione per la conoscenza della natura, l'aderenza
al dato, la valorizzazione dei particolari, l'ingegno nel costruire strumenti
che ci permettono di "rivelare" forme e comportamenti della natura,
l'entusiasmo per la scoperta, il desiderio della comunicazione. Le osservazioni
padovane di Galileo sono emblematiche di tutto ciò e l'attualità
di questi temi è evidente.
Il tutto proposto con un taglio fortemente didattico, non accademico, volendo
la mostra rivolgersi al più vasto pubblico. Alle importanti testimonianze
originali esposte, ai documenti, si accompagneranno ricostruzioni storiche,
exibit, simulazioni, modelli. Per la loro realizzazione gli organizzatori hanno
coinvolto gli specialisti di Muse Media, società specializzata con sede
a Bologna ed esperienza internazionale.
Il percorso espositivo, volutamente spettacolare e di forte impatti emotivo,
prende il via dagli avvenimenti, dalle coincidenze storiche che sottendono alle
geniali intuizioni di Galileo per soffermarsi poi sulle relazioni umane, sulle
motivazioni profonde del pisano. A partire dalle osservazioni astronomiche compiute
tra il 1609 e il 1610, successivamente racchiuse nel presto celeberrimo Sidereus
Nuncius pubblicato nel 1610. L'intento è di condurre il visitatore ad
immedesimarsi con ciò che Galileo ha effettivamente visto nelle sue prime
osservazioni, con le sue reazioni e con quelle di chi lo circondava, partendo
dalle conoscenze astronomiche e dalle concezioni cosmologiche dell'epoca. Con
la prospettiva di comprendere meglio gli sviluppi che ne sono seguiti e le conseguenze
che ne hanno tratto Galileo e gli altri protagonisti. Tra le domande cui la
mostra tenta di offrire una precisa risposta ve ne sono diverse di fondamentali:
da "che cosa ha visto veramente Galileo nel suo cannocchiale?" a "su
quali argomentazioni Galileo ha fondato le sue tesi astronomiche? Qual è
stata l'importanza per le tesi di Galileo di chi lo ha preceduto?
Come Galileo ha sviluppato e gestito i risultati scientifici conseguiti?".
Quest'ultima domanda porterà a gettare uno sguardo sull'intera vicenda,
fissando l'attenzione in particolare sulla personalità di Galileo egualmente
caratterizzata da genio e arroganza, per approfondire poi il Galileo scienziato
e teologo, le relazioni personali dell'uomo Galileo con personalità chiave
come Benedetto Castelli e la figlia Suor Maria Celeste.
"GALILEO: cose mai viste. Fascino e travaglio di un nuovo sguardo sul mondo"
non punta alla riesumazione "archeologica" di un avvenimento del passato
quanto alla individuazione di spunti di giudizio rilevanti anche nel contesto
scientifico attuale. Attraverso le luci e ombre della vicenda di Galileo, si
intende far emergere la grandezza e le valenze umane dell'impresa scientifica
e al tempo stesso il rischio ideologico, sempre in agguato e drammaticamente
presente nella scienza contemporanea.
"GALILEO: cose mai viste. Fascino e travaglio di un nuovo sguardo sul
mondo", Roma, Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria), 15
novembre - 31 gennaio 2010. Orario: tutti i giorni, lunedì escluso, dalle
9 alle 19. Chiuso Natale e Capodanno). Mostra promossa dal Meeting per l'Amicizia
fra i Popoli, curata da Euresis in collaborazione con il Pontificio ConsiglIo
della Cultura. A cura di Mario Gargantini.