Nel corso della personale, in programma al civico 55 Via Margutta, saranno
esposti circa una quarantina di olii che rappresentano uno spaccato della sua
feconda attività pittorica. La mostra consentirà al pubblico di
conoscere ulteriormente un artista che ha saputo interpretare stimoli ed esperienze
sempre in maniera originale e libera
Da venerdì 16 ottobre, la Galleria "Il Mondo dell'Arte" ospita
una personale dedicata all'artista trentino Michelangelo Perghem Gelmi (1911-1992),
straordinario figurativo, surrealista e iperrealista,ma soprattutto rappresentante
di grande talento dell'arte contemporanea.
L'esposizione, in programma a Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) fino al 23
ottobre prossimo (ingresso gratuito), propone un'ampia raccolta di olii su tela
e su tavola - circa 40 pezzi - che, realizzati tra il 1972 e il 1989, testimoniano
due importanti periodi della sua feconda vita artistica e offrono uno spaccato
importante, ma non esaustivo, della sua vasta e ricca attività pittorica,
premiata, tra l'altro, con riconoscimenti significativi sia in Italia sia in
Europa (Roma, Marsiglia, Parigi, Londra, Bamberg, Cracovia). Alla prestigiosa
galleria romana saranno, infatti, presentate opere che si riferiscono al periodo
"surrealista" ed altre frutto di quello "iperrealista e dei grandi
viaggi". Le prime sono rappresentative degli anni dal 1973 al 1981 circa
e vedono trasposte sul piano di una tagliente ironia vizi e costumi del mondo
che lo circonda; mentre le seconde si riferiscono agli anni dal 1984 al 1989
in cui Perghem - curioso com'era di conoscere il mondo le antiche civiltà
e le diverse culture - fece tre importanti viaggi: in Messico nel 1983, in Cina
nel 1985 e in Perù e Bolivia nel 1989. Alcuni dei lavori, infine, tornano
a Via Margutta, dopo un'altra importante personale: quella allo "Studio
Hermes" del novembre del 1974
L'esposizione è anche l'occasione per conoscere ulteriormente un artista
che ha mosso i primi passi nell'arte durante il periodo trascorso nei campi
di prigionia nei quali si ritrovò dopo l'8 di settembre del 1943, come
testimoniano i suoi disegni attualmente presenti alla Casa della Memoria nella
mostra "Da Cannes a Tarnopol". Disegni di Michelangelo Perghem Gelmi,
commenti di Francesco Piero Baggini (23 settembre-30 ottobre).
Figura eclettica, nell'arte e nella vita, grande sportivo, pittore, ingegnere
ma anche poeta, viaggiatore e "cittadino del mondo", Michelangelo
Perghem operò sempre fuori dagli schemi e dai condizionamenti culturali
e politici, tanto nella pittura quanto nelle opere di architettura. Formatosi
nel clima del '900, Perghem ha saputo interpretare sempre, in maniera originale
e libera, le diverse esperienze umane e pittoriche collezionate nella sua vita
e i tanti stimoli. A testimoniarlo le geniali caricature degli anni Trenta,
lo sport agonistico a livello nazionale, gli studi d'ingegneria, l'Accademia
Albertina frequentata sotto la guida di E. Paulucci, i mesi in Provenza all'inizio
della guerra di cui rimane traccia nelle splendide tele impressioniste, e ancora
l'internamento da ufficiale nel Lager raccontato dai vibranti schizzi a carboncino
e dai paesaggi ad acquerello, di grande intensità pur nella loro delicata
esecuzione. A seguire, il rientro in patria e l'esperienza torinese, entrambi
alla base del passaggio a una tecnica caratterizzata da grosse pennellate di
densi impasti che E. Staudacher commenta così: "la sua pittura lascia
spazio da un lato alla volumetria del Cezanne e del Picasso cubista e dall'altro
alle corpose pennellate vangoghiane". Il successivo, lungo soggiorno argentino
darà invece vita a figure, paesaggi e architetture che si snelliscono
e puntano all'essenziale; mentre il ritorno in Italia equivarrà ad un
cammino verso un mondo inesistente dominato da un occhio aperto su un universo
immaginario e poi via via verso "giochi surrealisti di simbolismo magico
allegorico ed ironico vicini a Savinio e a Magritte, concepiti nel costante
desiderio di reinventare l'assetto convenzionale della realtà" (E.
Staudacher) talvolta anche con riletture di figure cardine della storia dell'arte
come la Gioconda di Leonardo (in "Lei ed io"), la "Maya desnuda
e vestida" di Goya o ancora un celebre nudo di Modigliani disturbato dalla
figura invadente del "Collezionista". Infine, di non minore interesse,
il grande ciclo di opere dedicate ai suoi vari viaggi - Messico, Cina, Perù
e Bolivia - dove c'è "una sorta di minimalismo semantico che ci
riporterà alle ragioni prime della sua pittura, cioè alla ricerca
delle cose, o se si vuole della vita". (M. Scudiero). Tutta l'opera architettonica
e urbanistica con i progetti per le opere pubbliche e private in ambito regionale
e internazionale furono donate dalla famiglia nel 1994 al MART (Museo di Arte
Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto) dove vengono raccolte nel Fondo
Michelangelo Perghem Gelmi.
Di lui hanno detto: "Michelangelo Perghem Gelmi riesce ad instaurare attraverso
le sue opere, immediatamente comunicative, un dialogo con il pubblico importante
e determinante per l'uomo considerato nel suo tempo. La sua arte pur essendo
rispettosa nei confronti della corrente manierista e barocca si dislega da essa
in modo originale e personale seguendo un percorso parallelo ma indubbiamente
nuovissimo. La bellezza dell'opera risente del peso della tradizione, dello
studio attento degli autori dell'epoca, ma non per questo può definirsi
copiativa o completamente al di fuori delle problematiche artistico-culturali
e sociali del nostro tempo. A riprova della capacità espressiva dell'autore
concorre una sua opera, riproduzione ironica di una composizione del Mantegna,
già di per sé di difficile esecuzione. Michelangelo Perghem Gelmi
ha una grande conoscenza dell'anatomia del corpo umano, secondo i dettami più
antichi e rigorosi, e della prospettiva che gli consente di inquadrare armoniosamente
le sue figure nel quadro senza interrompere la struttura geometrica perfetta.
Pittura preziosa, l'artista si avvale di una conoscenza notevole nell'uso del
colore e di effetti chiaroscurali in cui le forme in primo piano non catturano,
nonostante la loro importanza, la totale attenzione del pittore che anzi valorizza
con il suo abile pennello lo sfondo ricco di colori e di forme. Di indubbio
valore artistico il pittore Perghem Gelmi si impone per il suo preziosismo,
per la sua cura dei particolari che si spinge sino ai drappeggi degli abiti
delle sue ineccepibilmente realistiche figure". (Milva Vetri)
"Michelangelo Perghem Gelmi rivela un costante impegno nell'applicarsi
al suo lavoro grazie al quale riesce a cogliere gli aspetti più importanti
del mondo reale per trasmetterli all'osservatore e stabilire con esso un dialogo
aperto basato sulla lealtà, sulla ricerca del rimedio opportuno ai mali
del vivere che disturbano la quiete dell'individuo sempre alla ricerca di un
proprio equilibrio. Dai quadri di Michelangelo è possibile scorgere con
grande evidenza la sua eccezionale preparazione tecnica sia nell'uso sistematico
del colore che nella realizzazione dello spazio attraverso il disegno. Egli
giunge a questa padronanza nell'utilizzo dei colori, sia tramite una grande
intuizione sia per una evidente preparazione tecnica che lo portano alla creazione
di immagini che vanno a colpire l'occhio per la loro estrema compiutezza e precisione
grazie all'uso di effetti chiaroscurali che creano la terza dimensione e quindi
l'illusione di uno spazio reale e tangibile. Le sue composizioni presentano
un'attenta cura nella resa dei particolari; ma questo studio particolareggiato
non si ferma su determinati soggetti, tutto è ottenuto con la stessa
cura, la scelta dei soggetti, l'uso del colore, la linea, e quindi anche l'opera
appare come una trasposizione imparziale delle proprie sensazioni con le quali
non vuole influenzare l'osservatore ma offrirgli la possibilità di una
conoscenza maggiore della realtà "( Laura Capellini)
Galleria Il Mondo dell'Arte "Palazzo Margutta" - Via Margutta, 55
Roma
Mostra personale: Michelangelo Perghem Gelmi
Vernissage cocktail venerdì 16 ottobre 2009, ore 18.30 - 22.00.
La mostra si protrarrà fino al 23 ottobre 2009: dal martedì alla
domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (chiuso domenica tutto
il giorno e lunedì mattina).