Dal 10 al 7 febbraio 2010 si terrà nella suggestiva sede dell´Antico
Castello di Rapallo la quarta edizione di Rapallo Fotografia Contemporanea
con la prima personale in Italia dell´artista giapponese Takashi Homma
dal titolo Widows a cura di Francesco Zanot, e la collettiva Open
Space a cura di Andrea Botto. Quest´ultima riunisce i lavori di
sette fotografi italiani: Giorgio Barrera, Laura Cantarella, Martina Della Valle,
Enza Di Vinci, Luigi Gariglio, Moira Ricci e Mirko Smerdel. Tema dell´edizione
2010 con cui sono stati invitati a confrontarsi gli artisti è Custodire
la memoria.
Il progetto Rapallo Fotografia Contemporanea, nato nel 2006 da unidea
del fotografo Andrea Botto, promosso dal Comune di Rapallo, con il contributo
della Regione Liguria insieme ad alcuni sponsor privati, ed il patrocinio della
Provincia di Genova, è l´unico nel suo genere in Liguria. La manifestazione
si pone come obiettivo la promozione e la valorizzazione della fotografia contemporanea,
attraverso la creazione di un archivio di immagini dautore.
Ogni anno viene coinvolto un fotografo di fama internazionale e un gruppo di
giovani che lavorano, nella massima libertà artistica su uno stesso tema,
legato al territorio della Riviera Ligure di Levante, di cui Rapallo è
punto centrale e di eccellenza.
Dopo Mario Cresci, Antonio Biasucci, e Mark Cohen, ad interpretare il tema
delledizione 2009 Custodire la memoria, è stato invitato
alla fine di agosto del 2009, Takashi Homma per realizzare un progetto personale.
Durante il suo soggiorno, ispirato dalle immagini d´epoca conservate negli
archivi fotografici del Comune di Genova e di Rapallo, lautore giapponese
ha scelto una chiave di lettura molto particolare, che fa riferimento alla volontà
di preservare il ricordo, personale ed intimo, anche di fronte ad una perdita,
come quella di una persona cara. Ha realizzato così, undici ritratti
a donne vedove, testimoni silenziose della memoria dei compagni scomparsi, uniti
alle immagini tratte dai loro album di famiglia e ad alcuni scorci dei luoghi
in cui vivono, ottenendo un grande affresco di memoria collettiva che saranno
esposte alla mostra Widows a cura di Francesco Zanot.
Takashi Homma, nato nel 1962 a Tokyo, dove attualmente vive, studia fotografia
al Nihon University College of Art e nel 1984 inizia a lavorare nel campo della
pubblicità. Nel 1991 si trasferisce a Londra dove lavora come fotografo
della prestigiosa rivista i-D Magazine. Nel 1999 vince il Kimura Ihei Commemorative
Photography Award per il progetto editoriale Tokyo Suburbia, divenuto in pochi
anni un libro di culto ormai introvabile. La mostra collettiva Open Space, riunisce
i lavori di sette autori italiani, sette sguardi differenti e molto personali
legati dal filo rosso del ricordo, sia esso privato o collettivo: Giorgio Barrera
presenta il lavoro Campi di Battaglia, ricerca fotografica sui luoghi dove si
sono combattute le guerre di indipendenza del Risorgimento italiano. Le sue
immagini non raccontano la guerra d´azione o esponendo corpi mutilati,
ma attraverso la descrizione di un paesaggio in cui è sepolta una storia
molto importante.
Giorgio Barrera è nato a Cagliari nel 1969. Terminati gli studi, dopo
un periodo di collaborazione con Joel Meyerowitz, si interessa di sociologia
e focalizza la sua ricerca sui rituali quotidiani della vita domestica, sulla
street photography e la fotografia di paesaggio. I suoi lavori hanno ottenuto
importanti riconoscimenti tra i quali i premi Baume & Mercier, Canon, Fnac
e Federchimica, e sono stati pubblicati in diversi libri e cataloghi sia in
Italia che all´estero.
Laura Cantarella espone un lightbox di grandi dimensioni dal titolo Etna, tratto
dalla serie Topografia del trauma in cui gli eventi traumatici nel territorio,
siano essi naturali o indotti dalluomo, vengono indagati come generatori
di nuovi spazi e nuove possibilità, in grado di aprire mondi ed immaginari
nuovi, di creare un grado zero del progetto così come dello sguardo.
Laura Cantarella è nata a Savigliano (Cn) nel 1972. Architetto di formazione,
è fotografo free-lance di architettura e territorio. La sua ricerca fotografica
si concentra attualmente su due temi: la trasformazione del territorio in parco
tematico e la relazione tra architettura ed eventi traumatici.
Martina Della Valle propone il progetto Under the sun of Onomichi, realizzato
durante la residenza ad Onomichi in Giappone nel 2009. Dodici fogli di carta
cianografica che componevano una sfera origami ed un video che ne documenta
lesposizione al sole e la successiva distruzione. Martina della Valle
nasce a Firenze nel 1981. Si diploma nel 2003 al corso triennale di fotografia
all´Istituto Europeo di Design di Milano. Ha collaborato come fotografa
con varie riviste come Mood, Case da Abitare, Io donna, Urban, Made05, Rolling
Stone, Cross, Art. It Jp, Kunst Zeitung, ed ha realizzato immagini pubblicitarie
per la fondazione Pitti Immagine Discovery. Attualmente vive e lavora tra Milano,
Firenze e Berlino. Enza Di Vinci, con lopera Il matrimonio di Giovanna,
racconta le vicende della sua famiglia attraverso una fotografia storica e la
storia ad essa legata. Una memoria comune a molte famiglie liguri di inizio
900, fatta di emigrazione in Sud America, divisioni e ricongiungimenti
familiari. Enza Di Vinci è nata a Genova nel 1970. Ha studiato Architettura
e si è laureata allUniversità di Genova nel 1998. Dal 2000
espone in mostre darte contemporanea. Dal 2004 realizza servizi curatoriali
e progetti di allestimento per mostre darte.
Luigi Gariglio propone il progetto Just born!, ritratti di bambini appena nati.
Uno sguardo sul domani, forse un tentativo di anticiparne una possibile memoria
futura. Luigi Gariglio è nato a Torino nel 1968. Dal 2002 insegna Sociologia
Visuale e Usi Sociali della fotografia allUniversità di Torino.
Allievo di Gabriele Basilico, le sue immagini sono state esposte alla National
Portrait Gallery di Londra, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, alla Fondazione
Sandretto Re Rebaudengo, alla Gam di Palermo, a Palazzo Reale e alla Triennale
di Milano.
Moira Ricci presenta un video dal titolo Ora sento la musica, chiudo
gli occhi, sento il ritmo che mi avvolge, fa presa nel mio cuore composto
da vari spezzoni di riprese realizzate dalla madre scomparsa. Come altri suoi
lavori, anche questo è un tentativo di ricongiungimento e di rivivere
il desiderio della madre di vedere realizzato per la figlia quello che per lei
era stato solo un sogno irragiungibile, diventare ballerina. Moira Ricci (Orbetello,
1977) ha studiato alla scuola di fotografia R. Bauer e all´Accademia di
Brera. Si occupa di varie tecniche di linguaggio visivo, tra cui la fotografia,
il video e l´installazione. Tra le ultime mostre collettive: Art Fall
09 Ferrara Contemporanea, Ferrara; Realtà Manipolate, Ccc Strozzina,
Firenze; Hors Pistes 2009, Centre Pompidou, Parigi; Terzo Paesaggio, Galleria
Civica dArte Moderna, Gallarate; Talent Latent, Scan 08, Tarragona.
Mirko Smerdel espone il lavoro Utopic Memory Portraits, una serie di cartoline
e fotografie private, immagini trovate e rielaborate attraverso la pratica del
collage. Mirko Smerdel nasce a Prato nel 1978. Diplomato alla Naba di Milano,
fonda la sua ricerca sui temi legati a memoria e scomparsa e al potere evocativo
delle images trouvèe per giungere ad unarcheologia ed una geografia
mentale della vita contemporanea, creando un collegamento tra passato e futuro.
Dopo l´inaugurazione delle due mostre che si terrà domenica 10
gennaio alle ore 11. 00 nel pomeriggio alle ore 15. 00 seguirà una tavola
rotonda Custodire la memoria. Archivi storici e arte contemporanea
con interventi dell´artista Mario Cresci, del critico di architettura
Giovanni Corbellini, del critico e curatore Francesco Zanot, e inoltre di Elisabetta
Papone, Natalina Remotti, Barbara Terrosi. Moderatore Andrea Botto.