Futurismo e Dadaismo a confronto a Mantova.
Una mostra che, a cent'anni dalla pubblicazione del celebre Manifesto e a 76
dalla storica Esposizione Futurista di Palazzo Ducale, indaga i due movimenti
evidenziandone analogie e divergenze.
Soprattutto queste ultime, dato che Futurismo e Dada intrapresero, ideologicamente,
strade diverse dal momento che Dada ancor più drasticamente si poneva
in contrasto con la società e con le tradizioni, fino a voler fare tabula
rasa di tutte le regole che fino allora avevano codificato la creazione artistica.
Ma anche se si arrivò a una rottura tra futuristi e dadaisti, numerosi
furono gli elementi comuni e le occasioni di scambio: lo spirito dissacrante,
le serate provocatorie e irriverenti, la volontà di "rivoluzione
tipografica", l'uso massiccio dei mezzi di comunicazione e delle riviste,
la commistione tra generi tradizionalmente separati.
Mantova, rispetto alla storia dei due movimenti, ha un ruolo in qualche modo
particolare, unico. La città fu, infatti, sede di uno dibattito intellettuale
condotto per "organi di stampa": da un lato le riviste edite da Somenzi
(che fu anche il principale promotore della grande mostra futurista tenutasi
a Palazzo Ducale nel 1933), che diventeranno il vero e proprio organo di stampa
del movimento marinettiano, e quelle pubblicate da Fiozzi e Cantarelli: "Procellaria"
(1917-1920) e l'unica testata dadaista italiana, "Bleu" (1920-1921),
realizzata in collaborazione con Julius Evola.
Intorno a queste fucine di pensiero conversero intellettuali di valore e artisti,
in primis lo stesso Martinetti.
E' l'8 febbraio del 1909 quando, in anticipo di qualche giorno rispetto alla
sua pubblicazione ufficiale su "Le Figaro", appare su "La Gazzetta
di Mantova" il primo manifesto del Futurismo, firmato da Filippo Tommaso
Marinetti. A partire da quella data, il movimento futurista si afferma prepotentemente
sulla ribalta internazionale della cultura e dell'attualità, con le sue
proposte di rinnovamento totale nell'ambito della letteratura, della musica,
del teatro, della grafica, di ogni campo del pensiero e del vivere. Una poetica
diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, grazie proprio ai manifesti,
alle serate sperimentali e provocatorie, e all'intensissima attività
editoriale ed espositiva.
Mantova viene investita in pieno dal ciclone futurista, con serate, conferenze,
mostre e con la costituzione nel 1916 di un gruppo futurista, che sarà
attivo fino al 1941, del quale fecero parte Gino Cantarelli, Giovanni Cenna,
Emiliano Diobelli, Aldo Fiozzi, Otello Rebecchi e Mino Somenzi.
Tra le loro esperienze collettive e individuali - Somenzi ad esempio, prima
di diventare giornalista di spicco, fu a Fiume con Gabriele d'Annunzio - grande
peso ebbe il rapporto di scambio e confronto con altri gruppi d'avanguardia
europei: primo tra tutti il gruppo Dada, appunto, al quale li accomunò
la predilezione per l'uso della parola, della poesia e del segno come principale
forma espressiva.
La mostra della Casa del Mantegna rievoca questa intensa pagina di storia e
d'arte e lo fa riunendo importanti opere di pittura e grafica del primo e secondo
Futurismo (da Marinetti fino a Balla, Boccioni, Bragaglia, Cangiullo, Carrà,
Conti, Depero e Munari), i cui temi vennero fatti propri dagli artisti mantovani.
Affiancano queste opere, libri, periodici, lettere, fotografie, filmati, le
riviste edite da Somenzi, quelle pubblicate da Fiozzi e Cantarelli: "Procellaria"
e, come già indicato, l'unica testata dadaista italiana, "Bleu".
Inoltre, opere dei protagonisti del Dada internazionale quali Marcel Duchamp
(con il famoso Apolinère Enameled), Francis Picabia, Man Ray, Kurt Schwitters
e di Tristan Tzara, instancabile organizzatore del movimento.
Futurismo e Dada. Da Marinetti a Tzara. Mantova e l'Europa, nel segno dell'Avanguardia",
Mantova, Casa del Mantegna (via Acerbi 47), 13 dicembre 2009 - 28 febbraio 2010;
da martedì alla domenica dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:30.
Ingresso: interi euro 5, ridotti euro 3. Mostra promossa dalla Provincia di
Mantova in collaborazione con Fondazione Banca Agricola Mantovana, a cura di
Melania Gazzotti e Anna Villari, con la collaborazione di Gianfranco Ferlisi.
Catalogo edito da Silvana Editoriale.
Prenotazione gratuita: tel. 0376 432432, tutti i giorni dalle 8:30 alle 17:00.
Visite didattiche: sono previsti percorsi didattici differenziati per fasce
scolastiche da prenotare al 0376 432432. Il costo del percorso didattico con
laboratorio è ? 3,00 a scolaro da pagare all'operatore didattico
Siti della mostra: www.casadelmantegna.it