Dal 25 febbraio al 6 giugno Palazzo Reale ospiterà la mostra Schiele
e il suo tempo, realizzata dal Comune in collaborazione con il Leopold
Museum di Vienna, dove ha sede la maggiore raccolta al mondo di opere del grande
artista austriaco. Curata da Franz Smola, conservatore del museo austriaco,
lesposizione presenta circa 40 dipinti e opere su carta di Schiele, accompagnati
da altrettanti capolavori di Klimt, Kokoschka, Gerstl, Moser e vari altri protagonisti
della cultura viennese del primo Novecento.
Egon Schiele e la Vienna del primo Novecento rivivono nelle sale di Palazzo
Reale con la grande esposizione promossa dal Comune di Milano che pone al centro
dellattenzione una stagione della Mitteleuropa attraversata da un intenso
fermento culturale e insieme dalle contraddizioni e dai conflitti che porteranno
alla prima guerra mondiale spiega lassessore alla Cultura Massimiliano
Finazzer Flory -. Lobbiettivo è, infatti, quello di restituire
al pubblico la ricchezza di unepoca irripetibile e di una città-simbolo,
Vienna, che in quegli anni rappresenta il tormentato destino del vecchio Continente.
La mostra ricostruisce attorno alla figura di Egon Schiele, il clima culturale
di Vienna nei primi anni del XX secolo, partendo dalla fondazione della Secessione,
attraversando le tendenze espressioniste della generazione successiva, fino
al 1918, anno segnato dalla fine della prima guerra mondiale e dalla morte di
Klimt e Schiele. Un breve ma intenso periodo, in cui Vienna, da centro della
cultura mitteleuropea, diventa teatro di rovina della vecchia Europa. Tra le
opere di Schiele si potranno ammirare Donna inginocchiata in abito rosso (1910),
Moa (1911), Autoritratto con alchechengi (1912), Case con bucato colorato (1914),
Donna accovacciata con foulard verde (1914), Nudo disteso (1917).
Accanto ad esse altri capolavori dellEspressionismo austriaco come Ritratto
di Henryka Cohn del 1908 di Richard Gerstl, Venere nella grotta del 1914 di
Koloman Moser, Autoritratto con una mano che sfiora la guancia del 1918-1919
di Oskar Kokoschka, che per la prima volta sono riuniti insieme in un progetto
ambizioso, completo ed esaustivo. Schiele nasce nel 1890 a Tulln, una cittadina
nei pressi di Vienna. A quellepoca, la capitale asburgica conosce una
straordinaria crescita demografica ed è un centro commerciale e culturale
fiorente e di forte richiamo, riferimento per le menti più vivaci dellimpero.
Il clima artistico è animato in quegli anni dallo scontro di correnti
di stampo opposto e dallaffermarsi di spinte innovative quali, prima fra
tutte, la Secessione fondata nel 1898 e presieduta da Gustav Klimt. Essa riconosce
allarte il ruolo di forza propulsiva, ma anche di denuncia della realtà
e, in quanto tale, di forza redentrice dal falso moralismo della società
dominante. Linclinazione a contenuti simbolici, così come labbandono
della prospettiva, la centralità della figura umana incastonata in uno
spazio piatto, sono elementi tipici dellarte secessionista, ripresi ed
estremizzati dallEspressionismo.
Allepoca della fondazione della Secessione, Schiele è solo un
bambino, sebbene artisticamente dotato e con una forte passione per il disegno.
Più tardi, studente dellAccademia, il suo stile sembra aver già
assorbito molto delle innovazioni della nuova corrente artistica e, in particolare,
della lezione di Klimt. Ma già un anno dopo queste relazioni sembrano
superate. In un lasso di tempo brevissimo, infatti, in Austria, e più
propriamente a Vienna, si assiste allo sviluppo di controtendenze, ovvero di
tendenze espressioniste, da parte di giovani artisti dissidenti,
primi tra tutti Schiele, Kokoschka, Gerstl, appartenenti alla generazione successiva
a quella di Klimt, Moll, Moser e di altri secessionisti. Tutto ciò accade
in un frangente storico significativo, cioè mentre lImpero Asburgico
avanza nel proprio declino, mettendo in crisi un mondo dalle fondamenta secolari.
Non a caso, proprio in questo momento storico, mentre Freud scrive lInterpretazione
dei sogni, interrogandosi sulle pulsioni e le paure umane, a Vienna forti spinte
creatrici demoliscono i saldi principi delle maggiori arti. Se in ambito musicale
Schönberg introduce il metodo dodecafonico, dal punto di vista prettamente
formale, il vincolo della linea netta e regolare tipico della Secessione, viene
superato a favore di un tratto più libero e sciolto si pensi allultimo
Klimt per diventare tormentato nei giovani Schiele e Kokoschka. Ciò
che accomuna sotto la stessa etichetta i giovani artisti, è il rifiuto
della tradizione, luso di un segno primitivo ed elementare, limpiego
antinaturalistico del colore, la tendenza alla deformazione e alla riduzione
delle forme a pure sagome (particolarmente evidenti in Albin Egger-lienz), un
linguaggio pittorico convulso e corposo, come per Anton Kolig nelle cui opere,
le campiture cromatiche e le costruzioni spaziali sono tipiche del Fauvismo
e memori di Cézanne; o nelle opere di Herbert Boeckl, pittore del secondo
Espressionismo, che sintetizza la poetica di Schiele e Kokoschka con quella
cezanniana.
Dal punto di vista concettuale, lattenzione degli espressionisti per
lauto rappresentazione, per i soggetti tratti dalla vita privata e per
le vicende autobiografiche, deriva da un forte individualismo, dalla perdita
del senso dappartenenza a una collettività e persino a un movimento
artistico. Schiele, come Kokoschka e Gerstl, spettacolarizzano la fisicità
dei corpi, ma il corpo non è altro che il tramite verso linteriorità
dei personaggi rappresentati. Quindi, non è il mero dato oggettivo ciò
su cui i tre artisti indagano, ma lintrospezione dellIo e dunque,
il peso psicologico delle espressioni e dei gesti. Lattrazione di Schiele
per la fisicità inizia a diventare predominante a partire dal 1910, anche
grazie alla frequentazione con artisti di discipline che fanno del corpo stesso
il proprio strumento, come il mimo Erwin van Osen e la danzatrice esotica Moa.
Come Freud, anche Schiele si addentra nellanimo umano. Prima di lui, nessun
altro artista era stato così spregiudicato nel ritrarre le pulsioni più
intime delle proprie modelle. La sua composizione perde i bizantinismi
di Klimt, a favore di una maggiore essenzialità, il disegno è
più nervoso e immediato, lo spazio si annulla, i punti di vista sono
arditi e inconsueti, le posture disarticolate e sgraziate tanto da rendere i
corpi mutili e ridotti nelle parti anatomiche. Anche nella rappresentazione
dei paesaggi, Schiele rinuncia a qualsiasi connotazione topografica, rinnegando
la prospettiva, tanto da ridurli a una giustapposizione di forme geometriche.
Solo più tardi, durante la guerra, il suo stile diventa significativamente
più realistico, le figure acquistano maggiore tridimensionalità,
ma lindagine dellinteriorità del soggetto non viene mai meno.
Anche il dato biografico dei singoli artisti gioca un ruolo fondamentale nella
loro produzione. Basti pensare alle vicende personali di Schiele. Ai passaggi
dolorosi della propria infanzia, come la morte del padre malato di depressione,
si unisce un carattere da vero borderline. La vita dissoluta condotta con lamante
Wally Neuzil (la donna dai capelli rossi e dagli occhi verdi che campeggia in
molti suoi disegni), lesperienza del carcere in seguito allaccusa
di abuso su minori, vanno di pari passo con la crescita della sua visibilità
nel panorama artistico, allinterno del quale egli partecipa attivamente,
esponendo presso le maggiori istituzioni di Vienna, Berlino, Dresda, Praga e
Zurigo. Ma la sua carriera viene stroncata da una morte prematura, alletà
di soli 28 anni. A rendere la mostra un evento di primo piano, oltre alla bellezza
delle opere esposte, contribuisce anche la collaborazione con il Leopold Museum
di Vienna, la cui raccolta di capolavori (in parte messa a disposizione del
pubblico italiano, proprio grazie alla mostra di Palazzo Reale) è depositaria
di un momento cruciale della storia che ha profondamente segnato lintera
cultura europea del secolo scorso .