Inaugurazione giovedì 13 maggio 2010 h.18:00 (fino al 22 giugno). Traffici
gallery, via san Tomaso, 92 - Bergamo
Altre opere dello stesso progetto saranno visibili presso la
Basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo a partire da venerdì 14 maggio
2010
Disponibile catalogo edito da Lubrina Editore
Testi di: Mauro Zanchi, Claudia Attimonelli, Federico Mussano, Helena Rusikova
Presentazione (estratto dall'introduzione di Helena Rusikova)
LIMEN (sugli aspetti occulti della Natura epifanica) è il nuovo ciclo
di opere di Christian Rainer e rappresenta forse l'esperienza più complessa
ed estesa per contenuti di tutta la sua ricerca.
Il termine latino Limen racchiude in sé efficacemente le colonne portanti
di questo progetto, tutto costruito intorno all'idea di principio e soglia che
al contempo indicano tanto il limite,
quanto il suo superamento.
Da un lato c'è la Natura che oppone resistenza ad ogni tentativo di essere
interpretata, dall'altro c'è l'Uomo al cospetto di un universo epifanico
sul quale lo sguardo rimbalza nel difficile (se non vano) tentativo di accedere
ai suoi livelli più profondi e reconditi.
Questo progetto si pone allinterno di un flusso di pensiero tradizionale,
contro ogni forma di cinico individualismo e bieco relativismo, lungi dall'autobiografismo,
dalle fortuite contingenze temporali, da quell'insieme di accidentalità
che chiamiamo Storia. Qui anche l'Arte cessa di essere uno scopo ed inizia ad
averne uno, assumendo il ruolo di umile cavallo di Troia contestualmente asservito
al trasporto di principi imperituri poiché pre-umani e pre-storici, dunque
del tutto indipendenti dall'Uomo e dalla sua Storia.
Curiosità:
- Per una parte del progetto è stato coinvolto l'A.R.I. (associazione
dei rebussisti italiani, nella persona di Federico Mussano) allo scopo di tradurre
alcune immagini della città di Bergamo in rebus, testimonianza delle
numerose possibilità di lettura di una realtà conosciuta, solida
ed apparentemente immutabile.
- Nella Basilica di Santa Maria Maggiore sarà ascoltabile l'esecuzione
di uno spartito derivato da un intarsio di Lorenzo Lotto, presente nella stessa
Basilica.