Dal 9 novembre 2010 al 15 gennaio 2011, la Galleria Pack di Milano (Foro Buonaparte
60) presenta la mostra di Matteo Basilé dal titolo Thishumanity
Il progetto prende il via da uno dei massimi capolavori del tardo gotico fiorentino,
La Battaglia di San Romano di Paolo Uccello (1397-1475), cui si ispirano le
10 fotografie di grandi dimensioni realizzate dall'artista romano
Il celebre trittico fu commissionato a Paolo Uccello nel 1438 dalla famiglia
Bartolini Salimbeni per commemorare la vittoria dei fiorentini sulle truppe
senesi alleate a quelle milanesi del 1 aprile 1432.
Nei dipinti del pittore fiorentino tutto risulta essere immobile, pronto all'atto
finale. È questo 'fermo immagine', suddiviso in tre scansioni temporali,
che ha spinto Matteo Basilé a creare il frame successivo, lo scontro
fisico tra popoli ed eserciti immaginari. Nella Battaglia di San Romano, Paolo
Uccello sperimenta per la prima volta tecniche prospettiche rivoluzionarie per
l'epoca che creano visioni multiple all'interno della stessa scena.
Le opere di THISHUMANITY sono costruite con le stesse regole prospettiche del
pittore quattrocentesco, ma realizzate attraverso tecniche fotografiche digitali
di post produzione.
Fedele alla sua cifra espressiva, Basilé ha realizzato nel sud est asiatico,
dove da tempo vive e lavora, il set in cui ambientare questa grande opera, un'opera
che ha pensato al femminile, raccogliendo identità e storie di donne
pronte allo scontro.
Donne protagoniste quindi, con le loro lotte per l'identità e l'indipendenza;
una sorta di 'Ratto delle Sabine' al contrario, dove le protagoniste, anziché
essere rapite, combattono tra loro per svelare e salvare la propria identità.
Una battaglia purificatrice nella quale donne di razze e storie differenti si
affrontano fino all'ultimo sangue per sfuggire a un destino che sempre più
le fa assomigliare al sesso opposto.
Il progetto Thishumanity, dopo la tappa milanese, sarà ospitato dal
Sam, Singapore Art Museum
Matteo Basilé (Roma, 1974) è considerato uno dei principali esponenti
dell'arte digitale europea. Da circa dieci anni fonde la cultura digitale con
l'iconografia classica, re-inventando l'idea del ritratto. L'artista utilizza
la fotografia digitale per sviluppare e ampliare il suo personale codice di
pittura contemporanea, utilizzando la protesi linguistica del computer, che
gli permette di ampliare ogni visione e dare profondità alla splendente
superficie dell'immagine. Il mondo di Basilé è un universo iconografico
risolto tra manierismo tecnologico e surrealismo pittorico. Nel suo caso i due
movimenti storici dell'arte segnalano l'uso inedito di una citazione che tende
alla sintesi e all'affermazione dell'arte come metalinguaggio.
I suoi personaggi, catturati dallo scatto digitale, divengono icone senza tempo,
dove segni tracciati sulla pelle raccontano geografie di memorie intime. Il
volto inteso come viaggio, la memoria come approdo in quello che Basilé
definisce "archivio dell'anima". La sua collezione di volti e corpi
racconta, nel suo divenire, la storia di un'umanità a lui cara. Donne,
bambini, uomini e vecchi vengono catapultati nell'immaginario senza tempo dell'artista
con il compito di tramandare un verbo tridimensionale che unisce la pittura
con il cinema, la scrittura con la materia, la fotografia con il suono e lo
spazio scenico con il pubblico. L'artista campiona, manipola e sintetizza il
DNA dei suoi personaggi per trasformarli in martiri e santi di un mondo parallelo
al nostro. Bellezze inquietanti e bruttezze meravigliose si fondono nell'era
del digitale. Realtà e finzione viaggiano parallele fino a sfiorarsi
nella creazione di un nuovo immaginario collettivo.
Matteo Basilé esordisce a soli 23 anni, nel 1997, con la sua prima mostra
personale alla galleria Il Ponte Contemporanea di Roma. Ha esposto in molti
tra i più significativi contesti italiani e internazionali. Nel 2002
è stato vincitore del Premio New York. Nel 2007 ha la prima personale
in un'istituzione italiana, il MART di Rovereto e nel 2009 è tra gli
artisti selezionati per il Padiglione Italia della 53° Edizione della Biennale
di Venezia.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Damiani editore di
Bologna che raccoglie tutte le opere di THISHUMANITY, il back-stage del set
balinese e alcuni testi sul progetto e l'opera dell'artista.
MATTEO BASILÉ
THISUMANITY
Milano, Galleria Pack (Foro Buonaparte 60)
9 novembre 2010 - 15 gennaio 2011
dal martedì al sabato dalle 13.00 alle 19.30
Ingresso libero
Catalogo: Damiani editore
Informazioni: tel. +39 02 8699 6395; www.galleriapack.com