Torna allinsegna dello slogan Cinque secoli di creatività con
le mani nellargilla ledizione 2008 di Leguminaria, alla riscoperta
delle produzioni di qualità da reintrodurre nel mercato e nella gastronomia
locale. Vino, legumi e - protagoniste indiscusse questanno - le terrecotte
appignanesi, nel Cinquecentario dellattività dei Maestri Vasai,
grazie ai quali oggi Appignano è conosciuto in Italia come Centro della
Ceramica.
Per celebrare la ricorrenza, il Comune ha allestito una mostra che farà
da prologo e da motivo conduttore dellintera rassegna in programma dal
17 al 19 ottobre per le vie del centro storico. Lesposizione sarà
inaugurata venerdì 17 ottobre, alle 18. 30, a Palazzo comunale, quindi
via alla sesta Leguminaria e allapertura delle osterie (venerdì
e sabato dalle 19, domenica anche a pranzo) preparate con cura dalla Pro Loco:
ceci, fagioli, lenticchie serviti nelle ciotole di terracotta dei Maestri Vasai,
che i commensali ricevono in regalo con il bicchiere, e accompagnati dal Rosso
Piceno dellAzienda Agricola Villa Forano.
E ancora, assaggi di roveja, mostra degli antichi mestieri, mercatino di prodotti
tipici locali, giochi, spettacoli itineranti, musicanti e cantastorie, esposizione
dellartista appignanese Sandro Bisonni nella Sala Eventi del Comune, in
una tre giorni allinsegna della buona tradizione. Sapori daltri
tempi che promuovono la manifestazione organizzata dal Comune di Appignano e
dalla Provincia di Macerata, in collaborazione con la Regione Marche, e con
il fattivo contributo della Pro Loco, dellAvis e dei Maestri Vasai, a
pieno titolo fra le più conosciute dellautunno marchigiano.
In realtà si tratta di piatti sostanziosi, dagli indiscutibili benefici
nutritivi. In passato si preparavano in abbondanza: quello che rimaneva si mangiava
la mattina successiva a colazione, prima di andare a lavorare nei campi. Come
altri piatti, anche questi venivano cotti nelle pigne di coccio, dal momento
che il camino e il fuoco a legna erano lunica fonte di calore. Il cibo
così preparato aveva un sapore eccezionale, anche perché cuoceva
molto lentamente e gli aromi non evaporavano.
Ancora oggi Leguminaria propone i suoi piatti serviti nelle tradizionali ciotole
di terracotta realizzate dai Maestri Vasai: ceci, fagioli, lenticchie, assaggi
di roveja, innaffiati dal Rosso Piceno dellAzienda Agricola Villa Forano.
La Roveja (Pisum Arvense), piccolo legume simile al pisello, era conosciuta
più che altro come erba infestante. Usata nei secoli passati per sostenere
lalimentazione dei pastori insieme ad altri legumi poveri come lenticchie,
cicerchie e fave, Leguminaria la rivaluta e la propone al pubblico come gustoso
legume da assaggiare, con lobiettivo di tutelare e far conoscere il prodotto,
collocarlo sul mercato e coinvolgere altri coltivatori che al momento producono
solo per autoconsumo. Questo pisello selvatico, dal seme di colore marroncino
tendente al giallo, il cui sapore ricorda quello della fava e del cece, si consuma
ancora, anche se sporadicamente, sul versante marchigiano degli Appennini. In
tavola lo si può gustare con la pasta, come tutti gli altri legumi, ma
anche macinato, ottenendo una polenta dal gusto marcato, tendente allamarognolo.
Leguminaria e le ricette
Fagioli con le cotiche
Ingredienti. Cipolla, olio doliva, fagioli precedentemente ammollati,
cotenna di maiale, passata di pomodoro, sedano, carota, sale. Preparazione.
Una volta bollite le cotiche, ben pulite, in acqua calda, finché non
diventano tenere, si prepara un soffritto con lolio di oliva e la cipolla.
Quindi si versano le cotiche nel soffritto e si aggiungono due o tre mestoli
di passata di pomodoro, il sedano e la carota a pezzi. Si sala e si fa cuocere
fino ad ottenere un sugo denso. Finalmente si aggiungono i fagioli, precedentemente
tenuti a bagno per almeno 15 ore, sciacquati e bolliti in acqua salata, e si
fa insaporire il tutto per altri 10 minuti. Si serve con pane abbrustolito.
Ceci con i quadrucci
Ingredienti. Aglio, rosmarino, olio doliva, ceci precedentemente ammollati,
sale. Preparazione. Si prepara una pasta con farina, acqua ed un uovo. Si tira
poi una sfoglia un po erta che si taglia a quadrucci. I ceci, tenuti a
bagno dalla sera prima con un po di sale, si scolano e si lasciano per
qualche minuto con una puntina di bicarbonato. Si sbattono bene, quindi si immergono
in una pentola con acqua tiepida e si sciacquano. Loperazione va ripetuta
un paio di volte ancora. Finalmente in unaltra pentola, sempre con acqua
tiepida, si mettono a cuocere, aggiungendo laglio, il sale e il rosmarino,
ed infine i quadrucci. Appena questi saranno giunti a cottura, si serve con
olio doliva.
Polenta di roveja
Ingredienti. Cipolla, olio doliva, farina di roveja, lardo, pecorino,
sale. Preparazione. La farina di roveja viene sciolta lentamente nellacqua
salata, prima che questa arrivi ad ebollizione, per poi essere cotta per circa
unora. Il condimento è molto povero e viene fatto con cipolle appassite
nel lardo (o acciughe ed aglio), pecorino grattugiato e un filo dolio.
La polenta può essere consumata anche il giorno dopo, a fette, riscaldata
in forno o in padella. Oggi sono possibili diverse varianti costituite da condimenti
più ricchi come carne di maiale, agnello, baccalà, pomodoro.