Degustazioni e spettacoli animeranno le suggestive vie medioevali di questo
luogo fuori dal tempo, uno dei 100 borghi più belli d´Italia. 25
e 26 settembre 2010
La manifestazione inizierà nel pomeriggio di sabato 25 settembre con
le degustazioni dei vini e prodotti del territorio Biellese e non solo, per
proseguire poi con il Notturno diVino, un aperitivo musicale allinsegna
del gusto e dellallegria aspettando la suggestiva Notte Bianca al Ricetto
con punti di ristoro e intrattenimento con musicisti di strada e concerti. Si
aspetterà il sorgere del sole in un contesto magico e senza tempo, fino
allarrivo delle brioches calde appena sfornate dai panettieri.
Domenica 26 le cantine saranno aperte dalle ore 9.00 alle ore 18.30 e ospiteranno
conferenze e laboratori a tema. Nel pomeriggio ancora concerti e musica fra
le vie del borgo. La manifestazione si chiuderà alle ore 19.00. Durante
tutto il corso della manifestazione sarà possibile passeggiare lungo
la via di lizza del borgo, salire sulla torre osservatorio e prenotare visite
guidate allinterno del Ricetto.
Per ulteriori informazioni www.atl.biella.it.
Il Ricetto di Candelo è una struttura fortificata tardo-medievale (XIII
- XIV sec.) realizzata dalla comunità contadina locale, senza alcun intervento
feudale, su un fondo in origine proprietà dei nobili Vialardi di Villanova
e poi riscattato dai Candelesi. In origine, il ricetto doveva fornire protezione
stabile alle cose più preziose della comunità, ossia i prodotti
della terra. In primo luogo le granaglie e il vino. Solo in casi estremi di
pericolo, e per breve tempo, anche la popolazione vi si rifugiava. Il ricetto
è a pianta pseudo-pentagonale, occupa una superficie di circa 13.000
mq ed è cinto da mura difensive costruite con ciottoli di torrente posti
in opera a "spina di pesce" (opus spicatum); agli angoli garantivano
la difesa quattro torri rotonde e, a metà del lato nord, una torre quadra
da cortina. Il segreto delle splendide condizioni di conservazione del monumento
e che fanno sì che esso possa essere considerato un "unicum"
del suo genere, consiste nell´uso totalmente contadino che se n´è
fatto fino a tempi molto recenti ed in parte ancora oggi. Il ricetto di Candelo,
a differenza di molti analoghi monumenti che costellavano il Piemonte (più
di 200, di cui 112 nel Biellese, ora in gran parte scomparsi o fortemente trasformati)
ha subito, nel complesso, pochi rimaneggiamenti. E´ stato oggetto di approfonditi
studi anche da parte di università straniere ed è fra i meglio
conservati in Europa. Oggi l´atmosfera che si respira per le "rue"
è ancora intatta: i suoi momenti di silenzio e di quiete suggeriscono
magiche sensazioni di un antico mondo contadino che forse non è più.
Il vocabolo "receptum" aveva nella lingua latina e mantiene in periodo
basso-medievale il significato letterale di "rifugio".
Compare nelle fonti scritte dell´area piemontese solo alla fine del XII
secolo, in concomitanza o in alternativa a "castrum" e "castellum"
attinti dal lessico latino. Con varianti più o meno dirette, quali "rezetum"
o "reductum", il vocabolo è ripreso negli attestati notarili
ancora nel XVI secolo mutando successivamente in "ricetto" o "recetto".
Itinerario tra le Rue - Piazza Castello - In piazza si può subito notare
la costruzione del Municipio risalente al 1819, in stile noeclassico. Ove c´è
l´attuale piazza, vi erano case e un fossato probabilmente a secco, colmo
di rovi e pali appuntiti; di qua del fossato, di fronte alla torre-porta, vi
era un´altra fortificazione a scopo difensivo, detta "rivellino",
dove si riuniva la credenza ancora in età comunale. Da sinistra a destra
troviamo una torre alta, in origine aperta verso l´interno e un´altra
torre, più bassa e tozza, trasformata in prigione nel 1581. L´unico
accesso all´interno era, come lo è oggi, la torre-porta: una massiccia
costruzione in mattoni con accesso carrario e "postierla" per le persone,
chiusi con ponte levatoio e "pedanca", manovrati da bolzoni, che s´incastravano
nelle lunghe fenditure murali ancora oggi ben visibili. Sulla destra, vi è
un´altra torre angolare rotonda, aperta, con merlature a coda di rondine.
- Piazzetta interna del Ricetto - Varcata la torre-porta, ci si trova in una
piazzetta pavimentata con le pietre tondeggianti del vicino torrente Cervo e
fronteggiata da una costruzione dominante le altre: il "Palazzo del Principe"
fatto costruire da Sebastiano Ferrero alla fine del sec. XV.
La viabilità interna è costituita da cinque strade longitudinali
e tre trasversali, con pendenza da sud a nord per permettere il deflusso di
acque e liquame verso la torre di cortina, in fondo alla rua centrale, più
ampia. Una "strada di lizza", ora scomparsa, correva lungo tutto il
perimetro delle mura per agevolare il compito dei difensori in alcuni tratti
delle mura; lungo il lato nord, sono ancora visibili le mensole di pietra che
sostenevano il "cammino di ronda". Sulla sinistra della piazzetta,
abbiamo la "sala consiliare e delle cerimonie" del Comune di Candelo,
dove vengono periodicamente allestite mostre, e la biblioteca-archivio storico.
Il grosso pietrone, datato 1749, situato nei pressi dell´attuale pozzo,
era il contrappeso di un torchio a leva, anticamente situato nella sala cerimonie.
Uno strumento simile, tuttora funzionante ed in perfetto stato di conservazione,
si trova in una cantina privata del ricetto. Proseguendo nella visita per una
qualunque delle rue, si possono osservare le case, riunite in isolati a doppia
manica, separate da una stretta intercapedine (riana, rittana, chintana) per
garantire il deflusso delle acque e del liquame. La muratura, spessa circa 60
cm, è per lo più a ciottoli disposti a spina di pesce; qua e là
si nota anche interposizione di mattoni e di grosse pietre. Ogni cellula edilizia
è costituita da due vani sovrapposti, senza comunicazione interna; l´accesso
al vano superiore (solarium) era possibile solo dall´esterno, attraverso
scale a mano e balconate di legno (lobbie). Il pianterreno (caneva) era utilizzato
in tempo di pace soprattutto come cantina per la conservazione del vino, mentre
quello superiore era destinato ad essiccatoio o magazzino per i prodotti agricoli.
I portali delle singole case sono di due tipi: i più antichi, costituiti
da tre conci di pietra, poggiano su piedritti litei con interposta una pietra
squadrata posta orizzontalmente. Quelli di mattoni, di epoca successiva, sono
ad arco leggermente acuto, formati da una doppia ghiera, una di fascia ed una
di punta. Oggi, come alle origini, le cellule edilizie sono di proprietà
privata, in parte ancora destinate alla vinificazione e conservazione del vino