Il 13 Dicembre (dies natalis), giorno del martirio di Lucia, si muove, dal
centro storico della città, la tradizionale processione in cui il simulacro
viene portato a spalla da sessanta fedeli, che indossano un cappello verde,
colore araldico di Siracusa. La processione è scandita dalla banda musicale
che segue il corteo.
La statua della Santa viene portata dalla Cattedrale, dov'è custodita
tutto l'anno, alla Chiesa di Santa Lucia extra moenia (fuori le mura; dove la
Vergine subì il martirio), presso la quale resterà per 7 giorni.
L'ottavo giorno il simulacro rientra processionalmente in cattedrale. Santa
Lucia è venerata dai fedeli di tutto il mondo come protettrice della
vista. La comunità siracusana la venera anche la prima domenica di Maggio,
per la festa di Santa Lucia delle Quaglie, in commemorazione del miracolo del
13 Maggio 1646. La città era attanagliata da una grave carestia e il
vescovo, per invocare l'intercessione di Lucia, riunì i fedeli in Cattedrale
per un solenne pontificale. Mentre il tempio era gremito, una colomba fu vista
volteggiare all'interno fino a posarsi sul soglio del Vescovo tra lo stupore
generale. Intanto si sparse la notizia che nel porto avevano cercato riparo
dei bastimenti carichi di grano e di legumi. La città fu salva dalla
fame e il Senato riconoscente elesse Santa Lucia Patrona di Siracusa e stabilì
che ogni anno si svolgessero solenni festeggiamenti in ricordo dell'evento.
Si tratta di una tradizione alla quale i siracusani sono legati profondamente.
Durante la processione centinaia di colombi vengono liberati in piazza Duomo.
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