Il 17 Febbraio 2010 alle 18:00 a Cinigiano - Grosseto - si torna dopo molti
anni a festeggiare il primo di quaresima, un sorta di prolunga di un giorno
al carnevale, La Notte dei Rivolti.
Cera una volta
verrebbe da dire apprestandosi a parlare di
questa tradizione cinigianese che si è protratta fino a qualche decennio
fa. Per immaginarsela bisogna chiaramente far mente locale alla situazione degli
anni cinquanta e poco oltre, quando i mezzi di divertimento erano minori rispetto
ad oggi e forse però maggiore era la fantasia e la voglia di stare insieme.
Tutto iniziava la notte dellultimo di carnevale, praticamente senza soluzione
di continuità : i festaioli la mattina del primo giorno di
quaresima, dopo aver bruciato il carnevale e aver festeggiato tutta notte, iniziavano
a fare i rivolti (pietanza povera ottenuta con farina e acqua) e uova sode;
ci si divideva poi in squadre, chi andava a cercare il vino chi lolio,
chi andava per botteghe facendosi dare piccole merci (come stringhe) per rivenderle
in maniera un po anomala. Si presentava la merce e poi la si rimetteva
via per rioffrirla ad altra persona: chi si metteva a fare le copertoie
che venivano vendute a massaie di buon cuore, chi andava in giro a fare il lustrascarpe,
chi arrotava lame e coltelli, chi si recava presso le fattorie che regalavano
polli e nel migliore dei casi addirittura agnelli, tutto poi , denari e vettovaglie,
veniva portato in piazza e alle dodici ricca Pulenda. Con i denari tanto ingegnosamente
accattati venivano comprate delle leccornie come cassette di pesce ma la cerimonia
clou era il battesimo del maiale a baccalà, cioè tutta la carne
veniva battezzata e trasformata in baccalà: la quaresima era salva!!!!!
Questo ultimo rito sembra che arrivi da molto lontano ascoltando i racconti
degli intervistati. Quello ancora più strano che una nostra ricerca ci
ha portato al di là delloceano: in terra venezuelana dove una similare
tradizione si coltiva ancora oggi battezzando il Capibara (animale fra il cane
e il castoro che vive in zone paludose) a pesce. Non contenti, i componenti
lallegra brigata si trasformavano in zampognari con fisarmonica e pappagallino
nella gabbia che diceva la fortuna e mica era finita, perché poi a sera
una bella cena in qualche casa.
Il bello, racconta Marcello, era che partecipavano persone di tutte le età,
anche piuttosto anziane tutte accumunate dal desiderio di divertirsi e stare
insieme.
Per questa rinnovata e ribattezzata edizione ci limiteremo a riproporre la
parte gastronomica sperando di raccogliere quel sano spirito di stare insieme
ancora presente fra la nostra gente. Uomini donne e bambini tutti invitati per
la notte
dei rivolti.
Per maggiori informazioni: nuke.prolococinigiano.org