Dopo il grande successo de Loro delle Apuane nellestate 2007, lassessorato
alla cultura del Comune di Seravezza presenta il prossimo 5 luglio a Palazzo
Mediceo Terre dArno, paesaggi e cultura nella pittura italiana tra Seicento
e Novecento straordinario percorso espositivo dove lesistenza del principale
corso dacqua toscano si intreccia con la vita artistica, storica, culturale
del suo territorio.
Dalle preziose incisioni seicentesche dedicate alle vedute di Firenze ai capolavori
dei protagonisti del movimento macchiaiolo intenti a ritrarre la vita e il lavoro
sulle rive del fiume, Terre dArno rivela la storia di un bacino fluviale
che da sempre è stato soggetto privilegiato di artisti e paesaggisti.
LArno che Per mezza Toscana si spazia (Purgatorio, XIV) si trasforma
in elemento iconografico, palcoscenico e fondale per alcune tra le più
significative espressioni culturali di tutti i tempi, attraversando lungo il
suo percorso città cariche di fascino e di storia come Firenze e Pisa
di cui si presentano in mostra tele di grande bellezza e suggestione del periodo
otto e novecentesco.
Il percorso espositivo
Terre dArno vuol essere un ideale viaggio tra gli spazi che avvolgono
il principale fiume della regione, immagini e modelli di ideazione storica rivisitati
attraverso la sensibilità artistica.
Luogo simbolo delle trasformazioni culturali sulle sue direttrici principali,
quella pisana e quella fiorentina, il patrimonio delle terre dArno è
un patrimonio grandioso, stratificato storicamente in una memoria collettiva
diffusa, che comunica ancora, con forza, lintreccio appassionante di vicende
secolari di uomini.
Ancor prima che gli uomini e i popoli che abitano lungo il suo corso, il fascino
del fiume dal sussurrare continuo delle acque correnti (Aldous Huxley) ispira
artisti e paesaggisti provenienti da ogni parte dEuropa.
Nel vivace clima culturale di fine Seicento si comincia ad apprezzare la pittura
di paesaggio e la scena di genere, Pandolfo Reschi polacco di Danzica venuto
a Firenze nella seconda metà degli anni 60 dipinge grandi tele
come la Veduta dellArno alle Cascine in cui lesattezza ottica e
la ricchezza descrittiva richiamano le vedute fiorentine del Van Wittel, vero
fondatore del vedutismo in Italia.
Con Veduta di Firenze dal Pignone del 1694 Gaspar Van Wittel ci restituisce
un immagine del fiume e della città reale, quotidiana, colma di serenità
e di freschezza vitale, i punti di vista scelti per i suoi quadri sono quelli
ormai conclamati dalla tradizione della grafica fiorentina.
LArno viene riscoperto dopo essere stato ignorato dagli artisti dellepoca
precedente che privilegiano le vedute di rovine archeologiche del periodo romano.
Le opere di Pandolfo Reschi, Gaspar Van Wittel, Filippo Napoletano, Thomas
Pach, Gabriele Gherardi, sono rappresentazioni di luoghi precisi, con i loro
edifici ancora oggi rintracciabili e visibili nel tessuto urbano delle città
toscane, rese con una rigorosa costruzione prospettica.
Solo nella seconda metà dellOttocento la tematica di vita e di
lavoro sullArno diventa dominante nellopera di alcuni tra i più
grandi artisti dellepoca, esponenti di spicco di importanti movimenti
culturali. Opere quali I renaioli sullArno di Stanislao Pointeau, Bilancia
a Bocca dArno di Niccolò Cannicci, La pesca di Egisto Ferroni,
Accampamento di zingari sullArno di Giovanni Fattori, rendono con straordinario
realismo unimportante testimonianza dellepica di un mondo contadino
ormai scomparso, quadri dove troviamo barcaioli, renaioli, tiratori di alzaie,
tintori, protagonisti di lavori umili e faticosi ai quali ancora appartiene
il fiume che conserva il proprio fascino già velato di una densità
espressiva anacronistica.
Al movimento macchiaiolo si deve anche la visione delle Terre dArno come
paesaggi dellanima, luoghi delezione nelle pitture di Lorenzo Gelati,
Giuseppe Abbati, Telemaco Signorini e Nino Costa, che crea una vera e propria
enclave artistica nel rifugio di Bocca dArno, lembo di terra continuamente
riproposto e studiato dal pittore romano.
Di forte suggestione anche la produzione della prima metà del Novecento,
dove artisti come Benvenuto Benvenuti La barca rossa, Spartaco Carlini Fosso
dei Navicelli, Lorenzo Viani Uomo sul ponte, Ulvi Liegi Il ponte vecchio, Silvio
Pucci Terzolle, reinterpretano il paesaggio dellArno con tratti di grande
modernità.
Sul comune sfondo di suggestivi scorci fluviali ritroviamo nelle sale di Palazzo
Mediceo le tele di Sineo Gimignani, Arturo Checchi, Achille Lega, Guido Spadolini,
che ci accompagnano fino alle soglie del secondo conflitto mondiale quando il
fiume con i suoi ponti minati e distrutti dalle truppe doccupazione tornerà
ad essere una delle immagini simbolo della guerra.
A cura di Enrico Dei in collaborazione con Andrea Baldinotti, la rassegna,
visitabile fino al 12 ottobre, è frutto del rinnovato impegno da parte
del Comune di Seravezza di superare la dimesione locale con esposizioni di grande
rilievo che affondano le loro radici nella ricchissima tradizione del territorio
toscano.
Breve Scheda Tecnica
TERRE DARNO.
Paesaggi e cultura nella pittura italiana tra fine Seicento e metà Novecento
A cura di: Enrico Dei
Periodo espositivo: 5 Luglio - 12 ottobre 2008
Sede: Palazzo Mediceo - via del Palazzo, 358 Seravezza (Lu)
Orari:. tutti i giorni 10.00 - 13.00 e 16.00 - 23.00
a partire dal 16 settembre 2008
10.00 - 13.00 e 15.00 - 20.00 chiuso il lunedì.
Ingresso: € 5,00 ridotto € 3,00.
Tel: 0584.756100
Catalogo: Bandecchi&Vivaldi
Mail: palazzomediceo@comune.seravezza.lucca.it
Web : www.palazzomediceo.com