Firenze - Vasti paesaggi e natura incontaminata, lavoro dei campi e placidi
buoi, boschi e colline, fiumi, molti cavalli, contadine, soldati e popolani,
vita cittadina. La Toscana di fine Ottocento si accende straordinariamente di
luce e di colori nella particolarissima mostra che a Villa Bardini inaugura
oggi l'anno di Firenze per Fattori, mettendo a confronto il più celebre
dei Macchiaioli con i più illustri tra gli artisti che raccolsero l'eredità
innovatrice della Macchia per declinarne temi e aspirazioni in versione naturalistico
- borghese, in sintonia con le evoluzioni della cultura francese ed europea.
19 marzo - 22 giugno
Per quanto possa apparire bizzarro considerata la viva attenzione per il periodo,
Fattori e il Naturalismo in Toscana (19 marzo - 22 giugno) propone accostamenti
del tutto inediti. Mai il grande vecchio dell'arte italiana era stato messo
deliberatamente a tu per tu con i vari Cannicci e Cecconi, Ferroni e Micheli,
i fratelli Gioli e i cugini Tommasi, Sorbi e Panerai, ovvero quei più
giovani pittori toscani di cui fu maestro (alcuni) e amicissimo (tutti). Artisti
destinati nel primo Novecento a superarlo per fama anche oltre i confini nazionali,
certo perché più adeguati alla moda impressionista, più
aderenti alla nuova estetica di quanto lo fosse Fattori, schivo e fiero, mai
affascinato da quelle sensibilità parigine, fedele fino alla morte (1908)
a una pittura legata al solo imperativo del colore, a un realismo senza retoriche
o abbellimenti, asciutto e sintetico e dunque oggi rivalutato per la sua evidente
quanto sorprendente modernità.
Attraverso un percorso di 35 opere, per lo più di grandi dimensioni (alcune
mai esposte) e in perfetta nuance con il parco di Villa Bardini, la mostra sottolinea
quindi affinità, suggerisce influenze, illumina diversità anche
profonde, e ristabilisce così i giusti rapporti tra un caposcuola, che
non fece mai nulla per esser tale, e suoi valorosi compagni d'arte, ovvero tra
i protagonisti di una stagione pittorica bella e fuggitiva, in cui l'idealismo
risorgimentale finì per affliggersi nelle delusioni post-unitarie e l'idea
di un progresso incombente si venò rapidamente di sottili nostalgie.
Come gli altri eventi di Firenze per Fattori (altre tre mostre e un convegno
internazionale sul restauro tra autunno e inverno prossimi, secondo il programma
ideato dallo storico dell'arte Carlo Sisi), Fattori e il Naturalismo in Toscana
è promossa e prodotta dall'Ente Cassa di Risparmio con la Soprintendenza
Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il
Polo Museale fiorentino e il patrocinio del Comune. La curatela è di
Francesca Dini, nota studiosa dell'Ottocento toscano, che ha curato anche il
catalogo edito da Polistampa.
Undici sono i Fattori, sei i Francesco Gioli, tre i dipinti del fratello Luigi
(pittore di cavalli all'epoca famoso in tutta Europa) e di Panerai, due ciascuno
i Cannicci, Cecconi, Ferroni, altrettanti quelli di Angiolo e Adolfo Tommasi,
uno i Micheli e i Sorbi. Opere messe a disposizione dalla collezione Ente Cassa
di Risparmio (due gli acquisti recenti) e da numerosi collezionisti privati,
oltre che dalla Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti e dal Museo civico
Villa Mimbelli di Livorno, che collaborano alle celebrazioni del centenario
della morte di Fattori insieme a Firenze Musei, Fondazione Parchi Monumentale
Bardini e Peyron, Accademia di Belle Arti, Museo Nazionale Alinari della Fotografia,
Biblioteca Marucelliana, Centro europeo per il restauro di Siena.
Per comodità di lettura la mostra è divisa in cinque sezioni (Pittura
dei campi, Naturalismo 'cortese', La Maremma, La veduta urbana e Un grande pittore
di tutta la natura riservata alle tele di Fattori), che individuano i temi comuni
e più frequentati dagli undici artisti: rappresentano la Toscana delle
piccole grandi cose, dell'umile vita di ogni giorno, delle terre vergini e bellissime,
del lavoro anonimo, delle strade e delle piazze animate, degli idilli agresti,
del selvaggio west maremmano. Attimi di esistenza colti nell'immediatezza del
loro divenire, spesso amplificati nelle dimensioni a gloria imperitura, con
forza visionaria impressionante e formidabili capacità tecniche. Scenografie
di taglio cinematografico, fotogrammi spettacolari, memorie palpitanti di inconfondibile
angolo di mondo.
Villa Bardini, Costa S. Giorgio 2, Firenze - Info: Sigma, tel. 055.243140,
www.firenzeperfattori.it,
Orario: 9 - 19, Ingresso € 6