23 artisti internazionali testimoniano nuovi modi di raffigurare la realtà.
Un percorso che raccoglie fotografie e video per raccontare quanta verità
ci sia in quello che viene visto e rappresentato.
A Firenze, dal 25 settembre 2009 al 17 gennaio 2010, al CCCS - Centro di Cultura
Contemporanea Strozzina - Fondazione Palazzo Strozzi è in programma la
mostra REALTÀ MANIPOLATE. Come le immagini ridefiniscono il mondo.
Lesposizione, nata da un progetto del CCCS, con la consulenza scientifica
di Brett Rogers (direttore della Photographers' Gallery di Londra), Luminita
Sabau (direttrice della collezione di fotografia contemporanea DZ Bank, Germania),
Martino Marangoni (direttore della Fondazione Marangoni di Firenze) e Franziska
Nori (project director del CCCS), focalizzerà la propria attenzione sul
significato del termine realtà nelle ricerche artistiche
contemporanee che sviluppano diverse possibilità visive di rappresentare
il mondo nellambiguità tra reale e verosimile, concreto e apparente,
presente e passato.
Le diverse discipline scientifiche hanno già definito un cambiamento
paradigmatico, affermando che il mondo reale non esiste come categoria
autonoma, ma come mera proiezione, come costruzione dellindividuo, benché,
nella vita quotidiana, si tenda ancora a elevare i concetti di realtà
e verità al rango di fattori oggettivi, che sono alla base delle nostre
azioni e dei nostri convincimenti.
Fotografia e video si fondano sulla contraddittoria condizione di registrare
la realtà e di essere allo stesso tempo una sua falsificazione. Con laffermazione
delle tecnologie digitali e lenorme diffusione di immagini tramite i mezzi
di comunicazione di massa e internet, questa ambiguità si è accentuata
ulteriormente, portando allestremo il contrasto tra apparenza e verità
e chiamando lo spettatore ad un ruolo attivo nel definire come vero ciò
che ha di fronte.
La mostra presenta le opere di 23 artisti internazionali - Olivo Barbieri,
Sonja Braas, Adam Broomberg & Oliver Chanarin, Gregory Crewdson, Thomas
Demand, Elena Dorfman, Christiane Feser, Andreas Gefeller, Andreas Gursky, Beate
Gütschow, Tatjana Hallbaum, Ilkka Halso, Robin Hewlett & Ben Kinsley,
Rosemarie Laing, Aernout Mik, Gwon Osang, Sarah Pickering, Moira Ricci, Cindy
Sherman, Cody Trepte, Paolo Ventura, Melanie Wiora, Saskia Olde Wolbers
che lavorano attraverso fotografie e video, manipolando la percezione del visibile
e costruendo nuovi modelli di realtà.
Nel percorso espositivo sincontrano i lavori di Cindy Sherman (USA, 1954),
che conduce una ricerca di manipolazione sul proprio corpo, trasformando se
stessa in donne agiate di mezza età, allapice del potere sociale
ma soggette al declino fisico; nonostante lo scudo protettivo dellabbigliamento,
sono completamente messe a nudo dalla macchina fotografica e dallo sguardo dello
spettatore.
Andreas Gursky (Germania, 1955), partendo da immagini di paesaggi realmente
esistenti, li combina per creare scenari totalmente nuovi e immaginari. Thomas
Demand (Germania, 1964) crea lillusione di immagini di spazi reali fotografando
modelli di carta costruiti a partire da immagini raccolte dai media; così
come Sonja Brass (Germania, 1968) che fotografa ricostruzioni in miniatura di
fenomeni naturali, come una colata lavica o un tornado, esaltandone leffetto
estetico e formale e ingannando lo spettatore con unapparenza di realtà.
La definizione di nuove realtà appartiene alla poetica di Beate Gütschow
(Germania, 1970) che ricostruisce al computer architetture immaginarie, mentre
Andreas Gefeller (Germania, 1970) restituisce una visione impossibile di spazi
quotidiani, come stanze, appartamenti o luoghi di lavoro, tramite linsolito
accostamento di diverse fotografie scattate dallalto. Anche il corpo viene
ricomposto, come nel caso di Gwon Osang (Corea, 1974), che realizza sculture
costituite da centinaia di fotografie che mappano lintera superficie del
modello. Ricostruire la storia o ripensare lattualità e la guerra
ai fini di una critica diretta o di una sovrapposizione temporale e poetica
sono alcuni dei temi che caratterizzano il lavoro di altri artisti presenti
in mostra. Le dolorose vicende della recente guerra in Iraq sono al centro del
lavoro di Paolo Ventura (Italia, 1968) che ricostruisce, utilizzando manichini
e pupazzi vestiti da soldati, situazioni tipiche degli scenari di guerra. Lequivoco
e la modificazione del reale sono utilizzati qui per denunciare la reale manipolazione
della verità della cronaca e delle immagini di guerra diffuse
dai mezzi di comunicazione. Moira Ricci (Italia, 1979) inserisce, invece, la
propria immagine nei ritratti della madre da giovane, manipolando così
il passato per costruire nuovi ricordi di incontri mai avvenuti.
Accompagna lesposizione un catalogo con testi di James der Derian (prof.
Brown Univ., International Studies), Harald Welzer (Center for Interdisciplinary
Memory Research, Univ. Essen), Elena Esposito (prof. Univ. Modena, Sociologia
e Scienze della Comunicazione), Maria Janina Vitale (storica dellarte,
specializzata in fotografia contemporanea).
REALTÀ MANIPOLATE
Firenze, CCCS - Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, - Palazzo Strozzi
25 settembre 2009 - 17 gennaio 2010
Orari: tutti i giorni 10.00 - 20.00, giovedì 10.00 - 23.00. Lunedì
chiuso.
Biglietto (valido per un mese):
5,00 € intero; 4,00 € ridotto (studenti universitari e convenzioni);
3,00 € ridotto scuole
INFO Tel. +39 055/ 2645155
www.strozzina.org
www.palazzostrozzi.org