Per la prima volta, l'esposizione ripercorre, attraverso trenta sculture, la
carriera plastica di uno dei più significativi artisti italiani del dopoguerra.
Dal 12 settembre al 12 dicembre 2010, la piazza del Duomo e il complesso di
Sant'Agostino di Pietrasanta (LU) ospiteranno un'esposizione interamente dedicata
alla carriera scultorea di Aldo Mondino (Torino, 1938-2005).
La mostra, curata da Valerio Dehò e promossa dall'Assessorato alla Cultura
del Comune di Pietrasanta in collaborazione con l'Archivio Mondino, presenterà
trenta grandi opere realizzate dall'artista torinese, dagli anni Sessanta fino
a oggi, in grado non solo di rivisitare il suo lavoro da una prospettiva tridimensionale,
quanto di mettere in luce anche i sottili meccanismi della sua poetica.
Personalità eclettica, sempre aperta alle sperimentazioni di originali
forme espressive e di nuovi materiali, Mondino ha spaziato dal collage alla
pittura, dall'installazione alla scultura. In particolare, questa attività
ha rappresentato una costante di tutto il suo lavoro. Mondino ha sempre cercato
delle soluzioni plastiche anche nelle esecuzioni dei temi pittorici, ricercando
una visione tridimensionale anche quando ha affrontato tematiche più
strettamente connesse alla pratica della pittura.
La mostra vuole per la prima volta ripercorrere questo percorso proprio per
mettere in evidenza come Mondino riuscisse a unire la visione organica e gestuale
del dipingere, a quella legata ai volumi, al rapporto costante delle opere con
l'ambiente e lo spazio espositivo. Già negli anni Sessanta, ad esempio,
nella serie Informale univa alla pittura dei palloncini di plastica che davano
rilievo alla composizione; oppure nel ciclo dedicato a Felice Casorati accanto
ai "quadri a quadretti" comparivano oggetti (zerbini, tende,
)
in cui si ripeteva ossessivamente l'icona della Maternità dello stesso
Casorati.
Va sottolineato come lo stesso Mondino abbia affermato di essere giunto alla
pittura, agli inizi degli anni Sessanta, dopo aver realizzato dei lavori in
cui comparivano anche gli animali, come in Gravere del 1967 (composto da oltre
un centinaio di aringhe affumicate appese ad essiccare) e in Ittiodrom, presentato
nel 1969 all'Arco d'Alibert di Roma, in assemblò dei pesci con del sangue.
Nel proseguo della sua attività, Mondino ha sempre praticato la scultura
direttamente o attraverso una visione spesso plastica della pittura stessa.
Celebri sono le sue serie di sculture in cioccolato o le installazioni realizzate
con lo zucchero di canna (Muro del pianto) o con le confezioni di torrone (Torre
di torrone, 1968).
Sono celebri le sue contaminazioni tra la scultura di Giacometti e Degas, suoi
punti di riferimento artistico, in cui, ancora una volta, la forma del pesce
è alle volte posta su due lunghissime gambe di giacomettiana memoria,
altre su gambe delle ballerine di Degas.
Sono inoltre famosi i suoi calambour in cui per esempio una macchina da cucire
Singer cavalcata da una scimmia, diventa una scultura denominata Singe (ovvero
'scimmia' in francese) o ancora la Mamma di Boccioni, più che un omaggio
al grande futurista, diventa un equivoco attorno ai grandi seni della progenitrice,
costituiti da due palle da bowling.
Molte sono state le sue creazioni in cui l'elemento tridimensionale ha una sua
preminenza: i lampadari in ferro e penne Bic chiamati Jugen Stilo della Biennale
del 1993 (Sala personale) o gli stessi tappeti realizzati in Eraclit, con un
effetto illusionistico, sono alcuni momenti di un attività creativa unica
e di una capacità di sintetizzare delle bellissime idee in realizzazioni
artistiche memorabili.
Accompagna la mostra un catalogo Allemandi.
Aldo Mondino è nato a Torino nel 1938, dove è morto nel 2005.
Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove frequenta l'atelier di William Heyter,
l'Ecole du Louvre e frequenta il corso di mosaico dell'Accademia di Belle Arti
con Severini e Licata. Nel 1960, rientrato in Italia, inizia la sua attività
espositiva alla Galleria L'Immagine di Torino (1961) e alla Galleria Alfa di
Venezia (1962). L'incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il
Punto, risulta fondamentale per la sua carriera artistica, con un sodalizio
tuttora esistente. Importanti personali vengono presentate anche presso la Galleria
Stein di Torino, lo Studio Marconi di Milano, la Galleria La Salita di Roma,
la Galleria Paludetto di Torino. Tra le principali mostre si ricordano le due
partecipazioni alle Biennali di Venezia del 1976 e del 1993, le personali al
Museum f?r Moderne Kunst - Palais Lichtenstein di Vienna (1991), al Suthanamet
Museo Topkapi di Istanbul (1992, 1996), al Museo Ebraico di Bologna (1995),
alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Trento (2000). Le sue opere appartengono
alle collezioni permanenti dei più importanti Musei nazionali ed internazionali
ed a numerose collezioni private.
MONDINO SCULTORE
Pietrasanta (LU), piazza del Duomo e complesso di Sant'Agostino (via S. Agostino,
1)
12 settembre - 12 dicembre 2010
Ingresso libero
Orari: fino al 10 ottobre: 17.30-20; 21-23;
dal 12 ottobre, 16-19;
lunedì chiuso.
Catalogo: Umberto Allemandi & C.
Inaugurazione: sabato 11 settembre, ore 18.30
Informazioni: tel. 0584.795500; cultura@comune.pietrasanta.lu.it; www.museodeibozzetti.it