I Lotze: le loro immagini all'albumina hanno contribuito a diffondere nel Continente
il mito del Grande Lago Blu, il Garda. Dal 23 marzo al 10 giugno 2012, il MAG
Museo Alto Garda propone una ampia retrospettiva delle loro mitiche fotografie.
120 stampe vintage, di cui un buon numero inedite, tutte della dinastia italo-tedesca
dei Lotze. Ad ospitare la grande esposizione è la Fortezza Asburgica che
affonda le proprie fondamenta entro le acque del Lago, a Riva del Garda. La mostra
è promossa dal MAG e curata da Alberto Prandi.
I Lotze scesero a Verona da Monaco alla metà dell'Ottocento. Il capostipite
Moritz Lotze, pittore di corte del Duca di Sassonia, con all'attivo un solido
sodalizio con Franz Hanfstaengl, sperimentatore e celebre fotografo tedesco,
introduce nella città scaligera la nuova suggestiva tecnica fotografica
al collodio.
In pochi anni, lo Studio Lotze diviene non solo il più ricercato della
città ma uno dei principali in Italia settentrionale. I privati si contendevano
i suoi ritratti, l'esercito gli commissionava le campagne di documentazione
delle imponenti fortificazioni militari e il Governo la documentazione delle
grandi opere che modernizzavano il nord-est: ferrovie, acquedotti, canali irrigui.
A Moritz, che nonostante l'attività fotografica non abbandonerà
mai la pittura, si affiancheranno i figli: Emil e Richard. Il primo attivo prevalentemente
in Sudtirolo, il secondo impegnato nello studio veronese. A quest'ultimo arride
minor fortuna, tanto che egli finì, il 17 aprile del 1909, suicida. Il
suo fu un suicidio denso di significati simbolici: avvenne nel centenario della
nascita del celebre padre e come mezzo Richard scelse l'acido prussico.
Della ricchissima attività oggi rimangono oltre un consistente nucleo
di lastre negative relative alle opere d'arte e ai monumenti veronesi, anche
diverse preziosissime e spesso uniche raccolte di stampe d'epoca, disperse tra
collezioni pubbliche e collezionisti privati.
La mostra riunisce per la prima volta , il meglio delle suggestive immagini
che i Lotze dedicarono al loro lago di adozione, il Garda appunto, e alle montagne
del Sudtirolo. Sono immagini datate tra il 1860, quando sul lago svettava ancora
la bandiera austriaca e il 1880, quando solo la parte trentina del grande lago
era ancor irredenta, e le Dolomiti che ancora non avevano incontrato fotografi.
Hanno un enorme valore documentario, per la qualità e l'ineguagliabile
abilità compositiva, che contraddistingueva il lavoro dei Lotze, e per
la loro rarità. Raccontano la trasformazione dei paesaggi del lago, dal
dominio spaziale e fisico delle imponenti fortezze asburgiche preunitarie, all'appropriazione
identitaria dovuta all'insediamento delle nuove ville con grandi giardini panoramici
voluti dalle aristocrazie italiane postunitarie. Paesaggi, atmosfere e la vita
d'un lago che, via via, il turismo internazionale.
Info:
MAG - Museo Alto Garda Piazza Cesare Battisti, 3 38066 Riva del Garda Trento
0464 573869 www.comune.rivadelgarda.tn.it/museo