Addentrarsi ne La conferma della regola, un affresco giottesco tra i più
significativi delle storie francescane custodite nella Basilica di San Francesco
ad Assisi, coinvolgere losservatore in unesperienza multisensoriale,
aumentando limpatto emotivo della scena riprodotta. È quanto sarà
possibile, a partire da sabato 10 aprile, ai visitatori della mostra I
colori di Giotto, organizzata dal Comune di Assisi e dalla Comunità
francescana del Sacro Convento, in occasione dellottavo centenario dellapprovazione
della Regola di San Francesco e che proseguirà, fino al 5 settembre,
presso la Basilica e il Palazzo del Monte Frumentario.
Lobiettivo della mostra è esporre i capolavori restaurati del
Giotto e, laddove non sia stato possibile, restituirli in forma virtuale. Proprio
in questo ultimo contesto si inserisce il contributo del Consiglio nazionale
delle ricerche, che su iniziativa del vicepresidente, Roberto de Mattei, ha
realizzato due installazioni di realtà virtuale presso il Monte Frumentario,
tramite limplementazione e il coordinamento scientifico dell Istituto
per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc-Cnr).
A partire dall'impostazione prospettica di Giotto si è creato
un modello tridimensionale della scena, quanto più possibile collimante
con l'originale, percorribile ed esplorabile dall'utente in tempo reale,
spiega Eva Pietroni, dellItabc-Cnr, che ha curato il progetto insieme
con il collega Francesco Antinucci dell Istituto di scienze e tecnologie
della cognizione (Istc-Cnr). L'analisi dei punti di vista, delle proporzioni
dei vari elementi inclusi nella scena e delle forme hanno costituito le linee
guida per la resa volumetrica delle geometrie; la tessitura cromatica giottesca,
acquisita ad altissima definizione e opportunamente scomposta, è stata
invece impiegata per la mappatura cromatica (texturing)
dei modelli digitali tridimensionali.
La prima installazione consiste in un grande ambiente di interazione virtuale
in cui la ricostruzione 3D dell'affresco di Giotto, drammatizzata, viene proiettata
su una superficie di circa 5 x 4 metri. I personaggi si animano e la scena
viene raccontata durante il suo svolgimento, prosegue la ricercatrice.
Nello spazio buio antistante la proiezione il visitatore è libero
di muoversi e interagisce all'interno dello spazio virtuale con il solo movimento
del corpo, avendo la sensazione di entrare fisicamente nella scena. Un sistema
di cattura del movimento (attraverso una videocamera a infrarossi, installata
sul soffitto) identifica il visitatore in quel momento attivo, tracciandone
gli spostamenti: in tal modo l'utente diventa un vero e proprio joystick
e, camminando, determina la mutazione del punto di vista della scena, fino a
penetrarla e a confondersi fra i personaggi di Giotto e divenendo un attore
partecipe della scena.
Linterazione allinterno di uno spazio tridimensionale avviene dunque
con il solo movimento naturale del corpo, senza lausilio di alcuna delle
interfacce tradizionali (mouse, joystick, tastiere, icone, pulsanti, finestre
di dialogo, ecc.) e quindi nel modo più naturale e semplice possibile.
La seconda installazione virtuale, più descrittiva ed interpretativa,
è complementare alla prima e qui la resa tridimensionale è mirata
all'indagine spaziale e prospettica dell'immagine giottesca, continua
Pietroni, che appare ancora empirica ed imperfetta rispetto alle regole
teorizzate più di un secolo avanti.
Lapplicazione si compone di due finestre principali: una con l'immagine
bidimensionale di Giotto (visualizzabile come è o come
era) e una con la scena interattiva ricostruita in 3D: Il confronto
tra le due evidenzia in cosa e dove la costruzione giottesca differisca da quella
prospettica corretta e rende possibile, attraverso un mouse e una consolle entrare
virtualmente nella scena, scegliendo punti di vista privilegiati, oppure visualizzare
la prospettiva con punto di fuga centrale, conclude Pietroni.
L'installazione contiene anche approfondimenti multimediali sulla prospettiva
di Giotto, sull'episodio della Conferma della Regola e sulle fonti storiche
impiegate dallartista nella sua rappresentazione.