Nella sua amatissima città natale, un'esposizione irripetibile proporrà
oltre 40 opere, provenienti dai principali musei d'Europa e degli Stati Uniti,
di Giovanni Battista Cima (Conegliano, 1459/1460 - 1517/1518) maestro che, nel
pur breve arco di carriera, è stato ai vertici della pittura sacra in
laguna.
Palazzo Sarcinelli a Conegliano (TV) sarà il centro di uno degli eventi
più importanti e attesi del 2010: la mostra dedicata a CIMA DA CONEGLIANO,
in programma dal 26 febbraio al 2 giugno.
A quasi cinquant'anni dall'esposizione allestita da Carlo Scarpa nel Palazzo
dei Trecento di Treviso e a oltre un quarto di secolo dalla fondamentale monografia
di Peter Humfrey, l'amatissima città natale propone una mostra su Giovanni
Battista Cima (Conegliano, 1459/1460 - 1517/1518) maestro che, nel pur breve
arco di carriera, per un ventennio è stato ai vertici della pittura sacra
in laguna.
L'iniziativa, prodotta e organizzata da Artematica, col patrocinio del Ministero
per i Beni e le Attività Culturali, del Comune di Conegliano, della Provincia
di Treviso e della Regione Veneto e la collaborazione della Soprintendenza per
i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno,
Padova e Treviso, della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico
e etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei
Comuni della Gronda Lagunare e della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici
ed Etnoantropologici per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi,
Pavia, Sondrio e Varese - main sponsor Fondazione Antonveneta, sponsor Stefanel
- curata da Giovanni Carlo Federico Villa, coadiuvato da un comitato scientifico
che comprende i maggiori studiosi italiani e stranieri su Cima da Conegliano,
quali Peter Humfrey, David Alan Brown, Mauro Lucco e Matteo Ceriana, presenterà
oltre 40 opere, provenienti dalle maggiori istituzioni pubbliche mondiali, come
la National Gallery di Londra, la National Gallery di Washington, l'Ermitage
di San Pietroburgo, le Gallerie dell'Accademia di Venezia, in grado di ricostruire
la vicenda artistica di Cima, uno dei geni sublimi della storia dell'arte, uno
degli interpreti più alti del fare artistico, autore di dipinti entrati
nei manuali anche per la stupefacente sapienza tecnica e la meticolosa descrizione
oggettiva di una realtà vissuta concretamente.
"Desidero sottolineare - dichiara Alberto Maniero, sindaco di Conegliano
- l'eccezionalità di un evento di una così grande portata dedicato,
per la prima volta, al Cima nella sua città natale. Siamo riconoscenti
all'artista e alla sua opera che ha reso internazionale la fama della nostra
città e che abbiamo voluto, con determinazione, in occasione della particolare
ricorrenza. Si tratta di un evento straordinario anche perché coincide
con la riapertura al pubblico di Palazzo Sarcinelli, uno dei palazzi comunali
più prestigiosi del centro storico, per decenni sede di mostre d'altissimo
livello e recentemente oggetto di un impegnativo intervento di restauro conservativo.
La storia di questo Palazzo si incrocia dunque con quella del celebre artista
coneglianese a distanza di quasi 500 anni dalla sua edificazione (1518) dai
nobili Sarcinelli da Ceneda e dalla morte del Cima (1517)".
"Dopo la mostra dedicata a Canaletto e alla grande stagione del vedutismo
veneziano del settecento di Treviso - sono parole di Andrea Brunello, amministratore
delegato di Artematica - la nostra società si fa promotrice di un altro
grande evento. Quella di Cima da Conegliano è una mostra che conferma
la bontà del nostro metodo di lavoro che mira a conseguire il massimo
valore qualitativo. L'esposizione è, infatti, solo l'ultimo passo di
un programma che nasce e si costruisce negli anni, e che parte dall'imprescindibile
formazione di un comitato scientifico di grande spessore. Per quest'iniziativa,
inoltre, è già stato studiato un accurato piano di promozione
che fungerà da volano per la valorizzazione di tutto il territorio".
Le prime due sale del percorso espositivo consentiranno di irrompere nel paesaggio
veneto del Quattrocento, una delle chiavi di lettura privilegiate dell'opera
del coneglianese. Si scoprirà così come Cima sia stato il primo
artista che ha lasciato l'utopia del paesaggio ideale per restituire invece,
in scenari incantati, una resa topografica e concreta dei colli trevigiani,
di Conegliano e delle sue terre.
Nell'umanesimo risiede una delle letture privilegiate dell'arte di Cima. Infatti,
il genio coneglianese può essere considerato il solo artista che a Venezia
potesse considerarsi 'umanista' nel vero senso della parola. E questo lo si
intuirà, ammirando la sua tecnica sopraffina, esaltata nelle successive
due sale con alcuni tra i maggiori restauri effettuati negli ultimi anni.
Da qui, il percorso seguirà cronologicamente la storia artistica di Cima.
Ogni sala sarà così caratterizzata da una focale centrale, un
altare che presenterà la pala di riferimento di ogni stagione della sua
pittura. Si comincerà dalla Madonna in trono con il Bambino tra i santi
Giacomo e Girolamo della Pinacoteca Civica di Palazzo Chiericati di Vicenza
- ove appare "l'indimenticabile pergolato di vite" tanto caro a Roberto
Longhi - per andare poi all'Annunciazione dell'Hermitage di San Pietroburgo
- con la mosca a trompe l'oeil posata sul cartiglio con la firma del pittore
- e quindi lo stupefacente Riposo nella fuga in Egitto con i santi Giovanni
Battista e Lucia della Fundaçao Calouste Gulbenkian di Lisbona, dove
l'uomo e la natura sono ormai un tutt'uno. E poi, tra gli altri, la Madonna
con il Bambino e i santi Michele arcangelo e Andrea della Galleria Nazionale
di Parma, con i suoi frammenti di marmi antichi a far da tappeto ad alcune tra
le figure più intense e statuarie delle pittura padana del Quattrocento
o l'Incredulità di San Tommaso delle Gallerie dell'Accademia di Venezia,
colma di poesia di luce e d'immanenza.
Accanto alla decina di grandi pale, si troverà una scelta dei prototipi
principali della devozionale Madonna con il Bambino; esemplari ammirati e copiati
da generazioni intere di pittori - si pensi tra gli altri ai dipinti provenienti
dalla National Gallery di Londra, dagli Uffizi di Firenze, dal National Museum
of Wales di Cardiff - e poi temi sacri e profani in cui si scorge la formidabile
ascesa nell'empireo dei grandi operata da Cima.
Ammirando la serie completa dei San Girolamo nel deserto - provenienti da Harewood
(Yorkshire, The Earl of Harewood), Milano (Pinacoteca di Brera), Washington
(National Gallery of Art), Londra (National Gallery) e Firenze (Uffizi) - si
scopriranno le radici di Giorgione e di Lorenzo Lotto.
Di grande importanza saranno i cassoni ricostruiti grazie a recuperi eccezionali,
come il Teseo alla corte di Minosse finalmente rintracciato in una collezione
svizzera che verrà posto accanto al Teseo e il Minotauro della Pinacoteca
di Brera, mentre il Bacco e Arianna del Museo Poldi Pezzoli di Milano si ricongiungerà
con il Sileno e Satiro del Museum of Art di Philadelphia.
Una pittura profana che sottolinea il ruolo di prestigio ricoperto da Cima a
Venezia e nei territori della Serenissima. È lui infatti l'interprete
principe di un nuovo sentire, di una riscoperta della classicità portata
avanti da Aldo Manuzio e dalla sua cerchia. Tanto che sarà lo stesso
Cima a eseguire le pale per il Cardinal Montini e Pio da Carpi, oggi a Parma
e Parigi, andando a incidere con la sua arte fin in Emilia e germinando poi
nella pittura di Correggio.
Di Cima da Conegliano, molti aspetti sono ancora avvolti in un cono d'ombra,
e solo la possibilità di porre a confronto le sue opere può consentire
di risolverli, soprattutto alla luce della scarsità di documenti emersi
nel corso dei secoli. Se la sua data di nascita (1459 o 1460) è desumibile
dall'estimo coneglianese del 1473, ove lo si identifica in un Joannes Cimator,
immaginandolo dunque circa quattordicenne, età in cui si cominciava,
secondo la normativa veneta, a pagare le tasse in proprio, le prime testimonianze
artistiche sono quelle che narrano di un Magister Zambatista pictor pagato nel
1486 per un gonfalone della Scuola dei Calegheri di Conegliano, oltre all'orgogliosa
firma e data Joanes Baptista de Conegliano fecit 1489 adì primo marzo,
apposta sulla pala per la chiesa di San Bartolomeo a Vicenza. Proprio questa
grande tela aprirà la mostra, andando a sottolineare immediatamente il
problema della formazione di Cima.
L'assenza di fonti, infatti, non chiarisce questa questione prima del 1489,
anno in cui si trasferisce da Conegliano a Venezia, dove apre una bottega autonoma.
Nella città lagunare sarà pagato per varie pale d'altare nel 1494,
nel 1499, nel 1504 e nel 1510.
Tra il 1500 e il 1515, alternerà il soggiorno veneziano a frequenti viaggi
in Emilia, tra Parma, Bologna e Carpi, dove riceverà numerose commissioni
per altari. Documentato per l'ultima volta a Conegliano nel 1516, quando effettua
la dichiarazione delle tasse, muore tra il 2 ottobre 1517 e il novembre 1518,
come desumibile dagli ultimi due certificati conosciuti.
La penuria di documentazione archivistica è in parte risarcita dalla
grandezza assoluta di un artista che fin dagli esordi riuscì magistralmente,
in uno stile di raffinato classicismo, a combinare la lezione pittorica di Giovanni
Bellini con quella scultorea dei Lombardo, declinando poi la lezione di Antonello
da Messina giuntagli per il tramite di Alvise Vivarini. Già Vasari, nell'edizione
delle Vite del 1550, ne esaltava le doti, sottolineando come "Fece anco
molte opere in Venezia, quasi nei medesimi tempi, Gio. Batista da Conigliano,
discepolo di Gio. Bellino [...] e se costui non fosse morto giovane, si può
credere che avrebbe paragonato il suo maestro".
"E negli anni Novanta del Quattrocento è Cima, accanto a Giovanni
Bellini, il grande inventore dei cieli e del paesaggio italiano. Reso con una
poesia capace di valicare i secoli ed essere ancora attualissima, in valli e
rocche definite dall'intensità di albe e tramonti che saldano uomini
e natura in indissolubile unità. Da qui nasceranno Giorgione, Tiziano
e la fondamentale stagione del Cinquecento veneto" racconta Giovanni C.F.
Villa.
Catalogo Marsilio editori.
CIMA DA CONEGLIANO. Poeta del paesaggio
Conegliano, Palazzo Sarcinelli (via XX settembre, 132)
26 febbraio - 2 giugno 2010
Info e prenotazioni: 800 775083 (da lunedì a venerdì, dalle 9.00
alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00); info@cimaconegliano.it
Sito internet: www.cimaconegliano.it
Orari:
lunedì, martedì, mercoledì, giovedì: dalle 10.00
alle 20.00
venerdì: dalle 10.00 alle 22.00
sabato e domenica: dalle 9.00 alle 20.00
La biglietteria chiude 45 minuti prima della chiusura
Ingressi:
Biglietto intero: 10,00 €
Biglietto ridotto: 8,00 € (studenti fino a 26 anni con tessera o libretto
universitario, over 60, tesserati TCI, soci FAI, soci ARCI, soci CTS).
Biglietto ridotto gruppi: 7,00 € (solo se prenotati, da 15 a 25 persone;
capogruppo a ingresso gratuito).
Biglietto ridotto speciale: 5,00 € (minori di 18 anni, tesserati UNPLI
Veneto; scuole solo se prenotate fino a 25 partecipanti; due accompagnatori
a ingresso gratuito).
Gratuito: bambini fino a 5 anni, disabili con accompagnatore.
Speciale Biglietto Famiglia: ridotto 8,00 € per gli adulti (per nuclei
formati da 2 adulti e almeno 1 minorenne).
Diritto di prevendita di 1,00€ su ogni ingresso prenotato ad esclusione
delle scolaresche.
Il noleggio dell'audioguida è incluso nel costo del biglietto individuale.