Sabato 27 febbraio, dalle ore 17 presso la Sede della Pescheria Vecchia in
via M. D'Azeglio, Este (Pd) verrà inaugurata la mostra: "Quale volto
per l'Arte donna?" Tre artiste allo specchio
L'avvenimento costituisce uno degli aspetti salienti nell'ambito delle manifestazioni
organizzate dal Comune di Este e dall'Assessorato alla Cultura ed alle pari
Opportunità che porta il nome "Intorno all'8 marzo".
L'assessore, Elisa Bussi, ideatrice con il suo staff di tale manifestazione
ha voluto in questa terza edizione invitare tre artiste accomunate da uno stesso
linguaggio stilistico. Ancora di più, ha scelto, di fare incontrare il
Veneto rappresentato da Libera Carraro, con l'Abruzzo rappresentato da Gabriella
Capodiferro ed Anna Seccia.
La Capodiferro e la Carraro condividono, anche, la stessa formazione veneziana
pur se avvenuta in anni e maestri diversi. Le tre artiste vantano presenze in
qualificatissimi ambiti nazionali ed internazionali e non sono nuove ad esperienze
espositive comuni; insieme in tre edizioni della ArteFiera di Padova, e dopo
questo incontro estense saranno di nuovo insieme a Pescara dal 6 marzo 2010
nella mostra "Presenze e Segni tra la pittura informale ed arte della tradizione",
voluta dalla Soprintendenza SPSAE e dal Museo Casa Natale G. d'Annunzio di Pescara.
In questa sorta di sodalizio culturale a tre, l'assessore Elisa Bussi, ha individuato
la motivazione più aderente al progetto che porta avanti da un triennio:
far conoscere e riconosce la donna quale portatrice di contributi umani, culturali
e sociali altamente qualificati e qualificanti. Dal punto di vista squisitamente
artistico-culturale la mostra si pone un quesito molto interessante: "Quale
volto per l'Arte donna?". Le tre artiste si specchiano l'una nell'opera
dell'altra per i contenuti stilistici, pur nella varietà delle modalità
interpretative. Hanno voluto farsi un'autoritratto sfidando sia l'arte contemporanea
che quella della tradizione. Rispondono alla domanda con un altra domanda: "l'identità
artistica di ognuna di loro si specchia nell'autoritratto di classica estrazione
o nell'operare stesso di ciascuna, nel proprio gesto creativo, nei climi cromatici
così diversi ma sempre pregnanti, nei percorsi delle linee e nella aggregazione
delle forme?". Al visitatore la risposta.
Gabriella Capodiferro. Nata a Chieti nel 1942, si diploma all'Accademia di
Venezia sotto la guida di Bruno Saetti e Carmelo Zotti. Vive e lavora a Chieti.
Docente di Disegno e Storia dell'Arte, nel 1987 fonda lo Studio d'Arte MGC (Movimento
del Guardare Creativo), un laboratorio di tecniche espressive frequentato, sotto
la sua direzione, da numerosi allievi con cui realizza attività di promozione,
incontri e progetti espositivi. La prima personale risale al 1962 all'Aquila.
Seguono numerose altre personali, fra cui quelle tenute a Roma, Pescara, Perugia,
Terni, Milano, Treviso, Bologna, Padova, Este e Neuchatel in Svizzera. Qualificate
le collettive alle quali è invitata, fra cui il Premio Vasto, Il Premio
Patini, il Premio Penne, il Premio Sulmona. Nel 1989 Antonio Gasbarrini la inserisce
nella mostra itinerante, a cura della Regione Abruzzo, "La Mela di Eva",
mentre nel 1996 espone nella storica rassegna Linee di Ricerca - Omaggio a Licini,
tenutasi presso la sala del Bramante a Fermignano. Fra le esposizioni più
recenti quella del 2006 al Castello estense a Ferrara, intitolata "Minimalia
e naturarte". Nel 2007 è presente al XLX Premio Vasto di Arte Contemporanea
"In corso d'opera - Itinerari abruzzesi", a cura di Leo Strozzieri
e Maria Cristina Ricciardi e nel 2008 è tra gli artisti invitati al 59°
Premio Michetti "I labirinti della bellezza", a cura di Mauro Calvesi,
Anna Imponente ed Augusta Monferrini ed espone a Pescara, alla Casa natale di
Gabriele d'Annunzio nella Mostra personale "Sulle tracce di Gabriele d'Annunzio",
a cura di Chiara Strozzieri. Nel 2009 è tra i 21 artisti abruzzesi selezionati
dal Soroptimist International Club per la mostra "Sacralità dell'acqua,
sacralità di vita". Il suo Neoinformale, si costituisce come linguaggio
non più dissacratore dell'espressione, ma carico di potenzialità
di accesso alla vita che si accampa in modo più autorevole e consistente
al di là del visibile. Tre storici dell'arte stanno curando una articolata
ricognizione critico-artistica dei quasi 50 anni della sua attività pittorica
e di promozione culturale.
Website: www.gabriellacapodiferro.it - email: mgc.capodiferro@alice.it
Libera Carraro. Si forma alla pittura,all'incisione e alla scultura,iscrivendosi
alla Scuola Internazionale di Grafica e all'Accademia di Belle Arti di Venezia,
seguendo corsi specifici presso l'Accademia di Salisburgo e frequentando gli
atelier di diversi artisti europei. Paolo Rizzi scrive dell'artista: tutta la
vita di Libera Carraro è stata un'avventura senza soste; l'ansia di vedere
è sempre stata pari all'ansia di sperimentare. Per questo la sua produzione
artistica è una sorpresa che non cessa mai; una girandola che si volge
ad ogni orizzonte possibile. Le schegge di questa avventura (I'avventura di
cui parlava Nietzsche: quella di chi parte "senza biglietto di ritorno")
sono davanti ai nostri occhi. Ci riempiono di meraviglia, ci attirano, ci seducono.
L'arte d'oggi dev'essere così al di fuori dai manierismi, dalle sofisticazioni
come pure dalle forzate coerenze. In questo senso Libera Carraro possiede tutti
i connotati giusti: la forza d'impatto del colore e l'eleganza della linea,
l'immediatezza persino perentoria del gesto e la dolcezza dell'incanto lirico,
la freschezza dell'immagine e la profondità dei quozienti simbolici.
Ogni opera obbedisce all'estro e, nel contempo, ad un preciso programma. Che
poi la matrice principale sia l'informale, nelle sue varie componenti, questo
non è che la conseguenza di una presa di contatto con quanto risponde
alle esigenze nel tempo. Ma mai si poterebbe definire Libera neo-informale o
post-informale. Le correnti e le tendenze sono superate ogni volta con baldanza.
Il che conferma l'appartenenza ad una temperie che, come s'è detto, è
più categoriale che storica. Non ci resta che dire: Libera è libera.
Assomiglia tutti e a tutto: alla terra come al cielo, al filo d'erba come allo
scorrere dell'acqua, all'albero che cresce come alla larva d'un insetto. Ma
da tutto e da tutti si stacca
Giorgio di Genova la cita nel quinto volume
della Storia dell'Arte del '900. Ed.Bora e Ottorino Stefani nel II volume di
Arte Triveneta dal barocco alle ultime ricerche del Duemila. Abita in Riviera
del Brenta nel comune di Fiesso d'Artico-Venezia,in via Riviera del Brenta,
326.
Tel.+39041415893 - Website: www.arteearte.net/libera.htm - email libera.carraro@virgilio.it
Anna Seccia. Compiuti gli studi artistici, dopo aver frequentato la Facoltà
di Architettura, è stata titolare della cattedra di Discipline Pittoriche
e Plastiche presso il Liceo Artistico di Pescara; ha arricchito la sua formazione
sull'espressività con maestri come Diane Waller, Ma Anad Meera e Arno
Stern,. Esperta in art therapy, cromoattivazione, olodanza e ceramica selvaggia
da più di venti anni svolge una ricerca innovativa sulle metodologie
di insegnamento per lo sviluppo del potenziale creativo attraverso il corpo,
il suono, il colore e la materia, che trova il suo sbocco nella creazione del
laboratorio di "Artemieutica" e nella realizzazione della "Stanza
del Colore" come opera d'arte interattiva sociale che ha lo scopo di stimolare
la creatività e la libera espressione del sentire attraverso il colore
per la creazione di opere pittoriche collaborative, di grandi dimensioni, con
gente comune. Conduce gruppi e training sull'arte ovunque in Italia. La sua
ricerca ha riscosso consensi e riconoscimenti con recensioni e inserimenti su
riviste e cataloghi d'arte con partecipazioni a prestigiose rassegne, premi
ed esposizioni in fiere d'arte come quelle di Bologna, Padova, Bari, New York,
Los Angeles. Ha inoltre esposto in musei italiani ed esteri tra i quali: Museo
Haus Martfled di Schvlm (Germania), Museo Chiang Kai a Taiwan (Cina), Centro
Alfeos El Sabio in El Puerto di S. Maria (Spagna), l'Art Museum di Monaco; Castello
Estense a Ferrara, il Castello dell'Aquila, il Museo della Carta a Fabriano;
Museo Vittoria Colonna e Museo Casa d'Annunzio di Pescara, Museo delle Scienze
Biomediche di Chieti. Tra gli altri hanno scritto di lei: T. Carpentieri, G.
Di Genova, M. Venturoli, L. Strozzieri, A.Gasbarrini L. Spadano, L. Tallarico,
G. Massimini, P. Rizzi, G. Martucci, M. Vitiello, M. Vinella, V. Cracas, G.
Amodio, F. Tedeschi, C. Inzerillo, B. Ceci, C.F. Teodoro, G. Spinelli De Santelena,
L. Monaldi, M.D. Storaci, G. Thorel, A. Rubini, A.Zimarino, M. Valleriani. La
sua pittura è considerata nei volumi 900 Artisti ed Arte in Abruzzo,
a cura della Provincia di Pescara e nel secondo tomo di Generazione anni Quaranta,
vol. 6° della Storia dell'arte italiana del 900 di Giorgio Di Genova, mentre
riferimenti alla sua attività sono nei cataloghi: del Monaco Art Museum,
del Magi '900 di Pieve di Cento (BO), del Museo Artisti Abruzzesi di Nocciano(PE).
Website: www.annaseccia.it