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Se vi recate in Portogallo non potete non andarla a visitare, perdereste
qualcosa di unico e straordinario. Grossa metropoli, con quasi un
milione di abitanti, offre moltissimi monumenti da vedere con un
susseguirsi di architetture non solo settecentesche, ma anche medievali,
manueline e barocche.
Raggiungerla dall'Algarve (il nostro campo base era a Lagos
)
comporta un viaggio, snervante e stancante, ma non certo noioso,
che in tre ore, lungo strade secondarie, non troppo scorrevoli,
visto che solo l'ultimo tratto, da Setubal, é di autostrada
vera e propria, catapulta l'ignaro viaggiatore, nella storia portoghese
e non solo
. Giungendo da questa via, si entra in città
attraversando il ponte "25 de Abril", un'imponente
capolavoro di architettura metallica, che corre a 100 metri di altezza
e che ricorda moltissimo il suo più famoso "gemello"
: il ponte di Brooklin. Eh si proprio quello che si trova negli
Stati Uniti
; in pochi se l'aspettano ! Il transito sul ponte
è chiaramente a pagamento, quindi si trova traffico al suo
imbocco, a causa dei caselli per il pagamento del pedaggio, che
non é tanto a buon mercato ! E così mi ritrovo in
fila
; strana sensazione, dimenticata, o forse sarebbe meglio
dire rimossa, dopo qualche settimana lontano dalla "quotidianità"
del resto bisogna ricordarsi che ci troviamo pur sempre a cospetto
di una capitale europea ! Rimango sorpreso, ma poi riemerge la naturale
sensazione di fronte a questo fenomeno metropolitano: sconforto
e rassegnazione. Lentamente arriviamo al casello, paghiamo e via
sul ponte alla scoperta di Lisbona
Giunti dall'altra parte,
dirigetevi verso sinistra e costeggiate il Tago; in questo modo
arriverete nel quartiere di Belem, all'estremità occidentale
del centro storico.
Quest'ultimo, conserva le maggiori testimonianze dell'arte "manuelina",
tra cui spiccano l'antico palazzo reale di Belem e l'omonima torre
cinquecentesca, che è stupefacente, un vero e proprio merletto
in pietra. Sembra quasi finta vista da lontano
, una scenografia
di legno
, poi mentre ti avvicini, comincia a balenarti l'idea
che sia di pietra e pian piano questa consapevolezza si consolida
e diventa reale quando giungi al suo cospetto
Di fatto è
una torre in miniatura, una sorta di faro fortificato giunto sino
a noi attraverso i secoli per testimoniare la grandezza di questo
tipo di architettura. Una vera delizia per gli occhi
; l'unico
problema che tutto questo, lo posso solo intravedere dietro dei
teloni, che celano i ponteggi necessari al suo restauro
Spero
che chiunque vada a Lisbona, abbiate la fortuna di vedere quest'opera
nella sua interezza, senza impalcature intorno, che ne affievoliscono
la bellezza; io questa fortuna, purtroppo, non l'ho avuta. Meno
male che le opere di restauro non interessavano anche il "Mosteiro
dos Jeronimos", altro incredibile complesso monumentale
fatto edificare alla fine del 1400 presso il porto per onorare le
spedizioni dei grandi navigatori.
Eh si grandi navigatori, "scopritori", viaggiatori, ma
veri, non come me
"Eroi" che partivano con una barca
di legno spinta dal vento per solcare l'oceano alla scoperta dell'ignoto
Per questo quello che Lisbona offre al visitatore non è solo
la sua storia, la storia del Portogallo, ma anche e forse soprattutto
la storia di tutti noi, visto che da questa terra partirono i colonizzatori
del nuovo mondo.
Ma torniamo al Monastero di Geronimo, per dirla nella nostra lingua
Questa costruzione, che ha di fronte uno splendido giardino, é
molto bella; completamente bianca, é costituita da innumerevoli
sculture floreali e decorazioni di vario tipo ed ha un portale grande
ed imponente. Il sole si riflette sulla sua facciata e le sfumature
dello scultore appaiono rarefatte dai miei occhi socchiusi
Ma quanto sarò sfortunato ! La torre di Belem era in ristrutturazione
e parzialmente "impacchettata"
; il "Mosteiro
dos Jeronimos" è invece chiuso ! Altro duro colpo a
questa visita
; dal'altra parte scegliere la domenica non è
stata certo un'idea brillante !!! Mi rivolgo dal lato opposto e
di fronte, ma sulla sponda del Tago, scorgo il monumento dedicato
agli scopritori. Proprio quelli di cui parlavo prima
La sua forma ricorda la prua di una nave e si inserisce perfettamente
nel contesto in cui é posto; unico neo, la strada a ridosso,
troppo trafficata
In un certo senso fa perdere la poesia e
la simbologia che il monumento dovrebbe suscitare nell'animo dell'osservatore.
Una volta visto il quartiere di Belem, si torna indietro, costeggiando
sempre il Tago e si entra nel cuore di Lisbona. Il centro commerciale
della città é la piazza dedicata a Dom Pedro IV, più
nota con il nome di "Rossio", ovvero la grande
piazza. Oltre ai numerosi edifici che la costituiscono, quello che
colpisce di più e che forse é anche la sua vera caratteristica
peculiare, sono i vecchi caffè, i negozi, i venditori di
fiori, i lustrascarpe (che da noi ormai sono scomparsi) e la moltissima
gente che l'affolla.
Qui l'agorà ha ancora quel valore di aggregazione
sociale, che alle nostre latitudini si è un po' perso nei
meandri del tempo, stritolato dalla cultura della fretta, incalzato
dalla dilagante indifferenza, calpestato da una società che
ci vuole in perenne corsa
A Sud del quartiere del Rossio ha inizio la "Baixa",
altro quartiere che separa la Lisbona medievale dalla zona occidentale.
In questo quartiere le case, relativamente molto basse, hanno un'architettura
uniforme che le tramuta in una sorta di scacchiera; le molte viuzze
sono ricche di negozi e convergono tute nella "Praca do
Comercio". Anche quest'ultima ha un colpo d'occhio eccezionale;
chiusa su tre lati da palazzi con portici, si apre sul quarto verso
il Tago, a cui arriva attraverso una lunga scalinata fiancheggiata
da colonne di marmo.
Procedendo verso Est, si imbocca l'Avenida Infante Enrique,
lungo la quale si trova anche l'elevatore, una sorta di ascensore
panoramico, che consente una vista "dominante" sulla
città; chiaramente il tutto é a pagamento, ma dato
che sono arrivato sino qui, sarebbe stupido non salire a dare un'occhiatina,
dopo aver fatto tutti questi chilometri
, o no ? Il rapporto
tra il tempo per raggiungere la terrazza e il costo di accesso è
inversamente proporzionale: la salita è infatti tanto rapida,
quanto cara
La vista però posso affermare che giustifica
parzialmente l'esborso monetario; dall'alto si può vedere
molto bene la Baixta, il castello e la cattedrale; non molto,
ma comunque pur sempre qualcosa di particolare da portare con se.
Piccola digressione sull'Avenida
: dato che é una via
molto battuta, in particolar modo, dai turisti, non sarà
infrequente che vi si avvicini qualcuno offrendovi del "cioccolato"
! Niente paura, non è un pasticcere, ne tanto meno un commerciante,
vi stanno solo offrendo un po' di "maria", "fumo"
,
insomma marijuana
, si, si, droga ! Se non siete interessati
basta rifiutare e tutto finisce lì, del resto tutto il mondo
é paese !
Attraverso l'Avenida Infante Enrique si arriva alla rua Santo
Antonio, dove sorge l'omonima chiesa, dedicata al patrono di
Lisbona. Quasi di fronte si trova la Sè, la cattedrale
della città, una chiesa fortezza medievale, in chiaro
stile romanico. Un vero e proprio monolite, maestosa, imponente;
incute quasi timore
Due torri massicce e un portale semplice,
ecco come si presenta all'esterno. Spoglio ed essenziale, invece
il suo interno; buio ed austero, nella migliore delle tradizioni
medioevali
Dalla Sè si accede al quartiere dell' Alfama, il più
antico e a mio parere il più bello della città;
ovunque si respira un'atmosfera particolare, diversa dagli altri
quartieri di Lisbona. L'Alfama é infatti un groviglio di
piccole strade strette, una "medina" europea, edifici
cubici, stretti gli uni agli altri e motivi architettonici chiaramente
arabi, che non ti fanno dimenticare per un attimo di essere in Portogallo.
Perdersi e ritrovarsi nei suoi vicoli è simpatico, divertente,
curioso e affascinante
Questo quartiere ha una doppia anima:
di giorno espone un chiaro spirito commerciale, ma di sera diventa
il cuore della vita notturna, ospitando nelle numerose taverne
tutti coloro che vogliono ascoltare e farsi trascinare dal fascino
malinconico del fado, sorseggiando "lagua de vida".
Superata l'Alfama si inizia la salita verso il castello di Sao
Jorge, che è il punto dominante della città. Molto
diverso da quello che era un tempo il suo aspetto originario, a
causa delle ricostruzioni avvenute negli anni, il castello merita
di essere visitato soprattutto per la splendida vista di Lisbona,
che si gode dalle mura di cinta. Dal castello si può ritornare
alla Baixta, attraversando il quartiere di Santa Cruz, che però
non presenta niente di trascendentale.
Lisbona non é chiaramente tutta qui; questa è solo
una sua immagine, un'istantanea tratta dal libro dei ricordi di
un viaggiatore veloce, che nell'affascinante capitale portoghese
é stato solo un giorno
Una toccata e fuga dall'Algarve,
che mi ha regalato un ricordo vivo e indelebile di una splendida
città, che merita un soggiorno molto più lungo. Cliccando
qui potrai vedera latre immagini di questa meravigliosa
città.
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