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Vercelli e la via Francigena
La via Francigena fu nei secoli medievali luogo di transito e incontro per pellegrini, mercanti, eserciti e cavalieri in viaggio tra Nord Europa e Italia

La via Francigena fu nei secoli medievali luogo di transito e incontro per pellegrini, mercanti, eserciti e cavalieri in viaggio tra Nord Europa e Italia.

Percorsa dai pellegrini diretti a Roma per visitare le tombe di Pietro e Paolo, la via entrò a far parte della vasta rete di percorsi che segnava l'Europa del tempo, unendo i maggiori centri di spiritualità.
Il consiglio d'Europa ha dichiarato nel 2004 la Via Francigena "Grande itinerario culturale" al pari del cammino di Santiago.

Quando si parla di "Via Francigena" ci si riferisce in genere all'itinerario di Sigerico, ossia alle tappe descritte dall'arcivescovo di Canterbury nel suo viaggio di ritorno da Roma, dove si era recato nel 990 per ricevere il pallium arcivescovile dalle mani del Papa.

Partendo da Roma, Sigerico fece la sua 43ma tappa a Vercelli. In quel tempo l'area era occupata da vaste selve con radura, prati e frequenti acquitrini. Oggi il territorio è segnato dalla coltura del riso, che ha costruito un paesaggio del tutto peculiare con un sorprendente sfumare di colori legati alle diverse stagioni.
Scoprire Vercelli come tappa della via Francigena significa una grande opportunità per far conoscere un patrimonio fatto di cultura, arte, storia, natura e senso dell'ospitalità.

Dell'età medioevale dei pellegrinaggi Vercelli conserva molteplici testimonianze, tra cui la bellissima abbazia di Sant'Andrea, che costituisce uno dei primi e più significativi esempi di transizione tra lo stile romanico lombardo-emiliano e l'architettura gotica d'oltralpe.

Vercelli ha rappresentato un importante centro di passaggio sia per i pellegrini che si recavano a Roma sia per i mercanti che viaggiavano in tutta l'Europa per i loro affari. Proprio per questa massa di persone in transito si sviluppò fin dal XII secolo una solida struttura ospedaliera. E' documentata all'epoca l'esistenza di sedici ospedali, entro la cinta muraria e negli immediati dintorni della città sorti soprattutto nel XII secolo, che facevano capo al Capitolo del Duomo e ad ordini religiosi e canonicali:

- Ospedale di Sant'Eusebio, fondato da Bonfiglio, canonico tesoriere del Duomo, all'inizio del XII secolo, probabilmente rifondato con la dedicazione a Santa Brigida, patrona dei pellegrini irlandesi. E' presumibilmente da localizzare presso Palazzo Berzetti di Murazzano
- Ospedale di San Giacomo Maggiore di Cascine Stra (almeno dal 1159), punto di appoggio dei pellegrini iacopei (lungo la strata romana e la Via Francigena). Localizzabile / testimonianze visibili
- Ospedale del Santo Sepolcro in regione Bozzolo (almeno dal 1135), dipendente dai Vallobrosiani di Muleggio
- Ospedale di San Martino in Lagatesco, retto dagli Umiliati e dalle Umiliate
- Ospedale di San Graziano, retto dai Benedettini dell'abbazia della Bessa (almeno dal 1140) e rifondato dai Canonici regolari di Mortara nel XIII secolo (citra Servum). Testimonianze visibili
- Ospedale di San Leonardo al Sesia, gestito dagli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme (poi Cavalieri di Rodi e di Malta)
- Ospedale di San Bartolomeo, eretto tra il 1156 e il 1168, e gestito dai Canonici regolari di San Bartolomeo (lungo la strada romana e la Via Francigena) testimonianze archeologiche
- Ospedale dei Canonici della Collegiata di Sant'Orso al di là del Cervo (dal 1173)
- Ospedale di Santa Maria al Ponte sul Cervo, in cui operavano alcuni frati conversi prima del 1185
- Ospizio di San Silvestro (dei Rantivi), sorto prima del XIII secolo lungo la vecchia strada per Casale ai Cappuccini e sostenuto dalla famiglia Centori
- Lebbrosario di San Lazzaro, lungo la strada verso la canonica di San Bartolomeo (dal 1205)
- Casa Dei presso l'attuale Brarola, di antica fondazione, poi passata alle Cistercensi. Localizzabile
- Ospedale di Santo Spirito, sorto prima del 1215 e rifondato vicino all'attuale Porta Torino
- Ospedale di San Lorenzo, amministrato dai conversi della carità presso l'omonima chiesa (citato nel 1241 ma sicuramente più antico)

Da collegare probabilmente con questi pellegrini è il cosiddetto "Vercelli book", unico manoscritto completo in lingua anglosassone antica, attualmente custodito presso il Museo del Tesoro del Duomo.

Qui di seguito alcune delle testimonianze visibili in Vercelli risalenti all'epoca di Sigerico:

- Cattedrale di Sant'Eusebio con il suo Crocifisso in lamina d'argento di epoca ottoniana. La basilica eusebiana, di fondazione paleocristana, è stata ricostruita a partire dal XVI secolo. Dell'antico Duomo, ove si conservano i resti di Eusebio - primo vescovo del Piemonte - rimane il campanile (XII secolo e sgg.). I rilievi scultorei del pulpito medievale si trovano al Museo Leone.

- Museo del Tesoro del Duomo: sono esposti alcuni dei 220 codici che formano la libraria eusebiana, 64 dei quali datano dal VII al XII secolo. Tra questi il celeberrimo Vercelli book e la legatura del Codex Eusebianus (X secolo). Particolarmente interessanti i reliquiari altomedievali, che rimandano a provenienze nordeuropee.

Principali monumenti vercellesi legati alla dimensione francigena:

- l'intero complesso dell'Abbazia di Sant'Andrea
- Antico Ospedale di Sant'Andrea (Salone Dugentesco)
- Chiesa di San Bernardo
- La chiesa di San Paolo ospita importanti affreschi, documenti tra i più antichi della pittura parietale vercellese (epoca gotica)
- Dell'antica chiesa di Santa Maria Maggiore, distrutta nel Settecento, rimangono il portale (originale in abitazione privata; calco presso il Museo Leone) e i mosaici pavimentali (XII secolo), presso il Museo Leone.

 

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