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...in questa splendida
terra e devo confessare che è stata un'esperienza indimenticabile.
Nonostante le precedenti estati trascorse negli Usa viaggiando liberamente
tra magnifici parchi (abbiamo praticamente visitato tutta la parte
West percorrendo in 2 estati circa 16/17 mila km) l'Australia ha un
fascino selvaggio che gli USA non offrono.
Abbiamo viaggiato in coppia, abbiamo noleggiato un " bushcamper
" cioè uno di quei Toyota4x4 camperizzati e partendo da
Adelaide siamo arrivati a Darwin in 3 settimane, poi
abbiamo trascorso una settimana di relax a Lizard Island, infine
2 giorni a Sydney (bellissima).
Da Adelaide siamo per prima cosa andati a sud a Kangaroo Island
dove vivono colonie di pinguini, foche e leoni marini, abbiamo
visto koala, wallabies a pochi metri, molto bella a parte la temperatura
piuttosto rigida e la traversata di ritorno con un mare in burrasca..
Poi a nord verso i Flinders Ranges e Wilpena Pound, un bel
parco nazionale molto verde racchiuso in una splendida vallata, dove
facciamo il primo incontro ravvicinato con un canguro e qualche
emu. Da qui inizia la nostra avventura sulle piste di terra battuta.Infatti
ci siamo avviati a nord verso Blinman e seguendo il percorso
della vecchia ferrovia " the ghan " a nord ancora fino a
Marree dove la pista si divide. Marre è un piccolo villaggio
con due strade in terra battuta, l'unico hotel è completo per
cui ci tocca dormire in una baracca di legno, senza finestre (impossibili
dormire in camper, senza riscaldamento si battevano denti) in compenso
la cena è ottima, il canguro veramente squisito. La notte è
talmente piena di stelle da ricordare per sempre. Al mattino troviamo
nella nostra baracca il ghiaccio nella caraffa d'acqua!! un freddo
indicibile. partiamo imboccando l'Oodnadatta Track che costeggia
il Lago Eyre è forse uno dei percorsi più belli
il paesaggio desertico, la pista rossa, le rovine della vecchia ferrovia,
il lago che si vede di tanto in tanto in lontananza rendono il percorso
molto elettrizzante. Il primo centro abitato è a William
Creek 12 abitanti e quello che viene definito il pub più
isolato del mondo. Una bella birra gelata e poi via a ovest verso
Cooper Pedy, seguendo la pista in totale oltre 400 km di terra
rossa; abbiamo polvere dappertutto..
Cooper Pedy la capitale dell'opale non ci entusiasma è un
paesaggio bucherellato e disseminato dai cumuli di detriti estratti
dagli scavi. Visitiamo qualche casa scavata nella roccia e dopo
una bella dormita si parte verso Uluru, la Stuart Highway
in realtà è una stradina priva di traffico e fino
a Erlunda siamo veramente nel "never never " è
di un paesaggio tanto selvaggio da accapponare la pelle. Da Erlunda
inizia il traffico indirizzato a Uluru. In una sosta lungo la strada
per consumare il pranzo, faccio un'incontro ravvicinato con un serpente
marrone dalla testa nera che poi mi dicono essere velenosissimo,
per poco non lo pesto sotto un piede.
L'arrivo a Uluru mi entusiasma nonostante la stanchezza (il Toyota
non è proprio comodissimo) non riesco a trattenermi e mi
precipito a vedere il monolito al tramonto è qualcosa di
veramente entusiasmante !!! uno dei miei sogni si è avverato.
scatto almeno un rullino alla montagna mentre i colori cambiano
continuamente. Tramontato il Sole prima di tornare verso Yulara
devo fare un giro intorno alla montagna la voglio vedere nella semi
oscurità, ha un atmosfera magica.
Al mattino sveglia ad ora antelucana per l'alba e per vedere la
montagna infuocarsi è splendido. Poi decidiamo di fare il
giro a piedi del monolito, non lo scaliamo per rispetto delle tradizioni
aborigene, è strano, la roccia sembra vibrare di vita, si
sente l'energia dentro di essa !! il giro è bellissimo, siamo
praticamente soli e ci abbandoniamo alle nostre emozioni, ogni passo
che percorriamo ci mostra nuovi scorci e nuove prospettive. troppo
bella!!!!!
Pomeriggio a Kata Tjuta e tanto per non rimanere inattivi
ci facciamo i 6 km della Valley of the Wind, anche questo
è un paesaggio straordinario, comunque Uluru ha un'altro
fascino. Torniamo a Yulara distrutti.
Il mattino dopo via verso Kings Canyon, vorrei fare una deviazione
verso Mt.Conner ma abbiamo tanta strada ancora da percorrere.
La visita a King Canyon la facciamo nel pomeriggio sotto un sole
cocente e in mezzo a milioni di mosche (è una costante fino
alla fine del viaggio a Darwin la presenza di questi fastidiosi
insetti che ti entrano in bocca, nel naso, nelle orecchie ..) la
salita è dura sotto il sole e mia moglie dopo un po' da forfait,
ci consoliamo percorrendo la gola del canyon, più fresca.
La sera ci concediamo un piccolo sfizio, la cena organizzata dal
resort chiamata se non ricordo male " the sound of fire"
ci troviamo così solo noi due con una magnifica tavola, un
fuoco scoppiettante un personaggio che ci racconta storie dell'outback
e una premurosa cameriera. Più intimo di così... la
notte è illuminata da milioni di stelle e cenare all' aperto
soli vicino al fuoco è indimenticabile.Il giorno dopo imbocchiamo
un altra pista sterrata, piuttosto maltenuta " the Larapinta
drive " fino a Hermannsburg, un piccolo paese che fu uno
dei primi insediamenti nel territorio, da qui ci avviamo verso Palm
Valley sono 25 km di vero fuoristrada, si attraversa più
volte il torrente, e si affrontano lunghi tratti di pista sabbiosa,
con il reale pericolo di impiantarsi, come ho visto succedere ed
un paio di macchine. Arrivati in fondo però ci si gode uno
spettacolo unico la valle è rimasta isolata per milioni di
anni e sopravvivono esemplari di palme praticamente preistoriche,
uniche al mondo.
Tornati nel pomeriggio a Hermannsburg ci sarebbe un strada
diretta per Alice Springs, ma sarebbe troppo facile per noi,
perciò torniamo indietro per 40 km per imboccare la Namatjira
drive che ci porterà a Glen Elen gorge. e da qui ad
Alice Springs il giorno dopo. La strada costeggia una serie di piccoli
canyons ognuno con delle caratteristiche che lo rendono degno di
visita, piccoli laghi delle acque fresche e gole strettissime si
susseguono fino a Alice Springs, città che offre una vasta
scelta di arte aborigena, infatti comperiamo un bellissimo
(per noi) quadro la cena a base di carne locale (emu, canguro, coccodrillo)
è ottima e la Scotty's Tavern con la sua musica dal vivo
molto simpatica.
La strada verso nord si snoda lunga e i paesaggi si susseguono,
molti fuochi ardono e il fumo oscura l'orizzonte. Prima di Tennant
Creek ci sono i Devil's Marbles, strane formazioni rocciose
di massi tondi che si spargono su un ampio territorio. Purtroppo
il fuoco è tutt'intorno e possiamo fare solo una rapida passeggiata.Ancora
avanti prossima tappa Katerine, ma prima faccio un bel bagno
nelle piscine termali di Mataranka, è proprio un piacere,
l'acqua è calda al punto giusto e non ci sono molte persone
proprio un bel momento. A Katerine c'é il famoso Gorge omonimo,
molti pagaiano in canoa non optiamo per una crociera di mezza giornata,
prima di arrivare all' imbarco sentiamo uno strano stridio, centinaia
di grossi pipistrelli neri sono appesi agli alberi e lanciano
segnali molto potenti. Il gorge è molto bello, lo risaliamo
per qualche chilometro fino alla 4a rapida ed è un momento
molto piacevole e rilassante. Poi un pomeriggio di relax.
Al mattino seguente partiamo alla volta de Kakadu ma prima
sulla strada ci sono le Edith Falls, una strada di 20 km
sterrata porta ad una bella pozza ai piedi di una cascata. poi è
la volta di Gunlom Falls (area in cui è stato girato
mr. Crocodile Dundee) anche in questo caso ci sono da percorrere
oltre 20 km di fuoristrada per arrivare alla cascata che purtroppo
è quasi asciutta. La zona però è incantevole,
la natura selvaggia ed il silenzio quasi totale.
Da qui ci avviamo verso Cooinda dove dormiremo, ma prima
di sera facciamo una bellissima passeggiata lungo il Yellow waters
river, scopriamo una natura selvaggia, coccodrilli, aironi,
aquile, falchi, anatre, e pappagalli a centinaia, camminando
incontriamo tantissimi canguri e cavalli in libertà.
Al mattino alle 6,45 prendiamo una barca e con la guida di un ranger
navighiamo lungo il fiume che si sta risvegliando, la nebbiolina
si alza e vediamo tutta la fauna del luogo che incomincia l'attività
quotidiana. Uno spettacolo stupendo vedere stormi di uccelli in
formazione che si librano leggiadri in aria.
La mattinata prosegue con la visita a Jim Jim falls, si
tratta di percorrere 40 km di pista di cui gli ultimi 12 di fuoristrada
piuttosto impegnativo con lunghi lunghi tratti sabbiosi che a me
mettono particolarmente in ansia (è difficile liberarsi da
soli e la mia macchina è equipaggiata con gomme strette poco
adatte alla sabbia con un battistrada da trazione che in caso di
fermata su sabbia ti impedirebbe di ripartire) comunque va tutto
bene, il posto è stupendo assolutamente incontaminato (nonostante
si meta di tour organizzati c'erano 10 o 12 persone al massimo)
ma le cascate secche senza una goccia d'acqua.
Proseguiamo quindi verso Nourlangie Rock e Ubirr, luoghi
sacri per gli aborigeni in cui hanno dipinto vere opere d'arte sulla
roccia. Emozionanante pensare che da migliaia di anni in questi
luoghi vivano persone così a contatto con la natura e che
si sentono parte della terra.
Al mattino seguente proseguiamo, visitiamo the Fogg Damm
nonché la torre panoramica in cui è situato il visitor
center ma ci sono milioni di zanzare e mosche per cui la visita
è molto breve. Evitiamo la turistica crociera sull' Alligator
river per vedere i coccodrilli che saltano per afferrare la carne
a beneficio dei visitatori e ci dirigiamo verso Lithfield N.P.
entriamo dal nord percorrendo anche in questo caso un bel tratto
sterrato e arriviamo in breve a Wangi Falls. Il luogo è
molto bello e mentre ci mangiamo un panino nel prato antistante
la cascata ed il laghetto un bel varano lungo un metro attraversa
il prato tranquillamente. E' il primo di una serie di incontri con
questi lucertoloni che sembrano usciti da Jurassic Park. Un bel
bagno rinfrescante è quello che ci vuole dopo la salita fino
alla sommità della cascata e poi via verso le numerose cascate
che si incontrano lungo la strada. Vorrei andare a Lost City ma
mi informano che la strada è veramente difficile e rischiosa
per cui desistiamo e prima dell'uscita del parco ci sono i termitai
magnetici, particolari perché sono spessi pochi centimetri
e larghi ed alti diversi metri sono tutti allineati nella stessa
direzione nord/sud questo per mantenere costante la temperatura
all' interno. Al di la dell' ingegno di questi insetti la visita
è piuttosto triste e termitai lontani.
Passiamo la notte sulle rive di un lago, Lake Bennet in un silenzio
irreale rotto solo dal canto degli uccelli e il mattino dopo ci
avviamo verso Darwin meta finale del nostro viaggio.
Darwin è un grande paese più che una città
e la visita si conclude rapidamente, al di là del mall e
delle strade circostanti non ci sono molte attrattive, prima di
consegnare il fuoristrada facciamo qualche chilometro lungo la costa
per vedere i resti delle batterie costiere costruite durante la
2a guerra mondiale quando Darwin era oggetto di regolari bombardamenti
da parte dei giapponesi e mai utilizzate (le hanno finite a guerra
ormai finita) ed un muse dell'aviazione di cui gli australiani sono
molto fieri ma che in realtà è una specie di deposito
di rottami. Consegniamo il fuoristrada dopo esattamente 6680 Km
percorsi di cui almeno 1200 di pista (i più belli) il mattino
dopo un volo ci porta a Cairns e da qui un piccolo bimotore
a Lizard dove ci concediamo una settimana di riposo tra spiagge
bianchissime ed un mare di cristallo, popolato come un acquario
da pesci multicolori.
Come tutte le cose belle la settimana vola e ci ritroviamo presto
in volo per Sydney dove trascorriamo gli ultimi 2 giorni tra shopping
e lunghe camminate per questa bellissima città. poi via si
torna a Milano.
Conclusione: molto belli i paesaggi, gli spazi, il senso di libertà
che questa terra offre,e nello stesso tempo la sensazione di essere
veramente soli a contatto con la natura e le sue forze. Bellissimo
il Red Center Uluru vale il viaggio da solo, quando ci penso
mi viene la pelle d'oca ancora adesso. Bellissimi i parchi di Kakadu
e Litchfield e la fauna che li popola, ma la cosa che mi è
piaciuta maggiormente è stato il deserto, costeggiare, lungo
le piste, il lake Eyre, essere soli per chilometri e chilometri
ci ha esaltato. Vorremmo rifarla questa esperienza il nostro sogno
è attraversare il continente da est a ovest attraverso tutte
le piste. sarebbe un'esperienza da fare almeno in tre o quattro
macchine per questioni di sicurezza viste le distanze dai centri
abitati e forse per questo rimarrà un sogno.
Mi sono mancati gli aborigeni però, quelli di città
mi sono sembrati degli emarginati dediti solo alla birra mentre
nei luoghi da loro posseduti (Uluru per esempio) tutto è
gestito dei bianchi molto triste questo aspetto a mio avviso.
Un'ultima considerazione sul costo della vita, molto accettabile
e inferiore a tante città italiane.
Claudio M., Milano
Tutti i diari di Claudio M. dall'Australia:
2001 - Dai Pinguini di Kangaroo Island
ai Tropici di Darwin
2002 - Da Darwin a Perth, 8000 affascinanti
chilometri
2003 - Tropical Queensland e Outback
2004 - Australia 2004, Deserti e Sabbia
Rossa
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Australia
Nessuno conosce l'Australia meglio degli autori Lonely Planet,
in fondo è la nostra casa! Sappiamo dove sono le spiagge
di Sydney più adatte al surf, dove bere il miglior
caffè nelle vie acciottolate di Melbourne e come attraversare
le sconfinate distese di terra rossa senza abbrustolirsi.
Le guide Lonely Planet sono scritte da viaggiatori esperti
che catturano l'essenza dei paesi che visitano. Questa edizione
aggiornata è ricca di consigli accurati, pratici e
obiettivi, e di tutte le informazioni necessarie per apprezzare
al meglio il vostro viaggio.
A
zonzo per l'Australia
È il diario, giorno dopo giorno, di tre lunghi ed indimenticabili
viaggi in Australia. È il racconto della vita vissuta
in questa terra lontana, la descrizione dei luoghi esplorati
e delle sensazioni provate dall'autore. Vuole essere spunto
anche per i viaggiatori che intendono perlustrare sia posti
conosciuti sia posti lontani dai flussi turistici, nel vero
cuore dell'Australia. Vi sono sicuramente indicazioni utili
e dritte per spendere nel miglior modo il tempo. Questa terra
piena di misteri e di sogni rimane uno dei pochi posti al
mondo dove spazi infiniti rapiscono l'occhio e dove la presenza
degli uomini è spesso irrilevante, trascurabile, direi
quasi insignificante. In questo continente dai colori talora
violenti, talora soffusi, è possibile ascoltare il
silenzio delle foreste pluviali, vivere la solitudine dei
grandi deserti, vagare nella natura incontaminata inebriandoti
dei suoi profumi, nuotare in baie dai colori allucinanti,
passeggiare lungo incredibili spiagge che si prolungano all'infinito,
fare il nomade stregato dal continuo mutare dei paesaggi,
riposare in posti dimenticati da Dio, guidare su piste al
limite dell'impossibile.
Iniziazione
al mondo degli aborigeni
La bontà della cultura aborigena consiste fondamentalmente
nella semplicità di vita...
Australiando.
Riscoprirsi camminando tra natura, miti, genti
«Annegato tra il rosso della sabbia e le macchie amaranto
del luppolo selvatico, mentre il sole calava il malva delle
montagne è defluito sempre più nel blu. Quando
i raggi solari sono diventati orizzontali, e filtrando tra
"testa" e "testa" hanno dipinto immense
spade di sole luce tra le ombre proiettate dalle rocce, le
Kata Tjuta sono sembrate galleggiare sulla pianura trasfigurando
in quelle che gli Anangu affermavano che fossero: colline
mistiche e magiche. A lato, nello stesso momento, grazie agli
ossidi di ferro presenti sulla sua superficie, The Rock è
parsa lievitare e poi dissolversi nel cielo, ancora intensamente
azzurro, come una fiammata sanguinosa». Questa ed altre
immagini, unite a riflessioni di viaggio e di vita, accompagnano
il lettore in un viaggio di quindicimila chilometri in autobus,
a piedi, in bicicletta, e in barca attraverso il continente
Australia e dentro il continente uomo.
Walkabout.
Ventimila chilometri sulle strade dell'Australia
Questo libro non è una guida, non contiene informazioni
su orari, costi o itinerari, ristoranti o alberghi più
comodi. È metà romanzo e metà diario,
metà ricordo e metà sogno, dove l'unica cosa
che conta è andare, muoversi. Il viaggio che diventa
walkabout, una specie di rituale, non per cercare qualcosa
o per dimenticare, ma solo per essere ciò che si è.
Questo libro parla di un altro modo di viaggiare, un'altra
Australia, quella fatta di strade senza fine, cieli trasparenti,
stazioni di servizio e motel, campeggi e macchine scassate,
birre, polvere e terra rossa, sudore e migliaia di chilometri,
gente comune e aborigeni e gli occhi tondi dei canguri.
In
un paese bruciato dal sole. L'Australia
Armato di taccuino e di una dose inesauribile di entusiasmo,
ironia e curiosità, Bryson ha attraversato in treno
l'interno desertico dell'Australia, da Sidney a Perth, lungo
la leggendaria Indian Pacific, con i suoi 468 chilometri di
estensione. Ha guidato nelle città e lungo le strade
costiere, ha camminato nei parchi e navigato su fiumi e tratti
di mare, ha incontrato nostalgici hippy e vecchie signore
strampalate.
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