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Tutti i diari di Claudio M. dall'Australia:
2001 - Dai Pinguini di Kangaroo Island
ai Tropici di Darwin
2002 - Da Darwin a Perth, 8000 affascinanti
chilometri
2003 - Tropical Queensland e Outback
2004 - Australia 2004, Deserti e Sabbia
Rossa
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| Australia 2001 |
Australia 2001 dai Pinguini
di Kangaroo Island ai Tropici di Darwin
Abbiamo trascorso 4 magnifiche settimane... |
...in questa splendida
terra e devo confessare che è stata un'esperienza indimenticabile.
Nonostante le precedenti estati trascorse negli Usa viaggiando liberamente
tra magnifici parchi (abbiamo praticamente visitato tutta la parte
West percorrendo in 2 estati circa 16/17 mila km) l'Australia ha un
fascino selvaggio che gli USA non offrono.
Abbiamo viaggiato in coppia, abbiamo noleggiato un " bushcamper
" cioè uno di quei Toyota4x4 camperizzati e partendo da
Adelaide siamo arrivati a Darwin in 3 settimane, poi
abbiamo trascorso una settimana di relax a Lizard Island, infine
2 giorni a Sydney (bellissima).
Da Adelaide siamo per prima cosa andati a sud a Kangaroo Island
dove vivono colonie di pinguini, foche e leoni marini, abbiamo
visto koala, wallabies a pochi metri, molto bella a parte la temperatura
piuttosto rigida e la traversata di ritorno con un mare in burrasca..
Poi a nord verso i Flinders Ranges e Wilpena Pound, un bel
parco nazionale molto verde racchiuso in una splendida vallata, dove
facciamo il primo incontro ravvicinato con un canguro e qualche
emu. Da qui inizia la nostra avventura sulle piste di terra battuta.Infatti
ci siamo avviati a nord verso Blinman e seguendo il percorso
della vecchia ferrovia " the ghan " a nord ancora fino a
Marree dove la pista si divide. Marre è un piccolo villaggio
con due strade in terra battuta, l'unico hotel è completo per
cui ci tocca dormire in una baracca di legno, senza finestre (impossibili
dormire in camper, senza riscaldamento si battevano denti) in compenso
la cena è ottima, il canguro veramente squisito. La notte è
talmente piena di stelle da ricordare per sempre. Al mattino troviamo
nella nostra baracca il ghiaccio nella caraffa d'acqua!! un freddo
indicibile. partiamo imboccando l'Oodnadatta Track che costeggia
il Lago Eyre è forse uno dei percorsi più belli
il paesaggio desertico, la pista rossa, le rovine della vecchia ferrovia,
il lago che si vede di tanto in tanto in lontananza rendono il percorso
molto elettrizzante. Il primo centro abitato è a William
Creek 12 abitanti e quello che viene definito il pub più
isolato del mondo. Una bella birra gelata e poi via a ovest verso
Cooper Pedy, seguendo la pista in totale oltre 400 km di terra
rossa; abbiamo polvere dappertutto.. |
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Cooper Pedy la capitale dell'opale
non ci entusiasma è un paesaggio bucherellato e disseminato
dai cumuli di detriti estratti dagli scavi. Visitiamo qualche casa
scavata nella roccia e dopo una bella dormita si parte verso Uluru,
la Stuart Highway in realtà è una stradina priva
di traffico e fino a Erlunda siamo veramente nel "never
never " è di un paesaggio tanto selvaggio da accapponare
la pelle. Da Erlunda inizia il traffico indirizzato a Uluru. In una
sosta lungo la strada per consumare il pranzo, faccio un'incontro
ravvicinato con un serpente marrone dalla testa nera che poi
mi dicono essere velenosissimo, per poco non lo pesto sotto un piede.
L'arrivo a Uluru mi entusiasma nonostante la stanchezza (il Toyota
non è proprio comodissimo) non riesco a trattenermi e mi precipito
a vedere il monolito al tramonto è qualcosa di veramente entusiasmante
!!! uno dei miei sogni si è avverato. scatto almeno un rullino
alla montagna mentre i colori cambiano continuamente. Tramontato il
Sole prima di tornare verso Yulara devo fare un giro intorno
alla montagna la voglio vedere nella semi oscurità, ha un atmosfera
magica.
Al mattino sveglia ad ora antelucana per l'alba e per vedere la montagna
infuocarsi è splendido. Poi decidiamo di fare il giro a piedi
del monolito, non lo scaliamo per rispetto delle tradizioni aborigene,
è strano, la roccia sembra vibrare di vita, si sente l'energia
dentro di essa !! il giro è bellissimo, siamo praticamente
soli e ci abbandoniamo alle nostre emozioni, ogni passo che percorriamo
ci mostra nuovi scorci e nuove prospettive. troppo bella!!!!! |
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Pomeriggio a Kata Tjuta
e tanto per non rimanere inattivi ci facciamo i 6 km della Valley
of the Wind, anche questo è un paesaggio straordinario,
comunque Uluru ha un'altro fascino. Torniamo a Yulara distrutti.
Il mattino dopo via verso Kings Canyon, vorrei fare una deviazione
verso Mt.Conner ma abbiamo tanta strada ancora da percorrere.
La visita a King Canyon la facciamo nel pomeriggio sotto un sole cocente
e in mezzo a milioni di mosche (è una costante fino alla fine
del viaggio a Darwin la presenza di questi fastidiosi insetti che
ti entrano in bocca, nel naso, nelle orecchie ..) la salita è
dura sotto il sole e mia moglie dopo un po' da forfait, ci consoliamo
percorrendo la gola del canyon, più fresca. La sera ci concediamo
un piccolo sfizio, la cena organizzata dal resort chiamata se non
ricordo male " the sound of fire" ci troviamo così
solo noi due con una magnifica tavola, un fuoco scoppiettante un personaggio
che ci racconta storie dell'outback e una premurosa cameriera. Più
intimo di così... la notte è illuminata da milioni di
stelle e cenare all' aperto soli vicino al fuoco è indimenticabile. |
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Il giorno dopo imbocchiamo un
altra pista sterrata, piuttosto maltenuta " the Larapinta
drive " fino a Hermannsburg, un piccolo paese che fu uno
dei primi insediamenti nel territorio, da qui ci avviamo verso Palm
Valley sono 25 km di vero fuoristrada, si attraversa più
volte il torrente, e si affrontano lunghi tratti di pista sabbiosa,
con il reale pericolo di impiantarsi, come ho visto succedere ed un
paio di macchine. Arrivati in fondo però ci si gode uno spettacolo
unico la valle è rimasta isolata per milioni di anni e sopravvivono
esemplari di palme praticamente preistoriche, uniche al mondo.
Tornati nel pomeriggio a Hermannsburg ci sarebbe un strada
diretta per Alice Springs, ma sarebbe troppo facile per noi,
perciò torniamo indietro per 40 km per imboccare la Namatjira
drive che ci porterà a Glen Elen gorge. e da qui ad
Alice Springs il giorno dopo. La strada costeggia una serie di piccoli
canyons ognuno con delle caratteristiche che lo rendono degno di visita,
piccoli laghi delle acque fresche e gole strettissime si susseguono
fino a Alice Springs, città che offre una vasta scelta di arte
aborigena, infatti comperiamo un bellissimo (per noi) quadro la
cena a base di carne locale (emu, canguro, coccodrillo) è ottima
e la Scotty's Tavern con la sua musica dal vivo molto simpatica.
La strada verso nord si snoda lunga e i paesaggi si susseguono, molti
fuochi ardono e il fumo oscura l'orizzonte. Prima di Tennant Creek
ci sono i Devil's Marbles, strane formazioni rocciose di massi
tondi che si spargono su un ampio territorio. Purtroppo il fuoco è
tutt'intorno e possiamo fare solo una rapida passeggiata. |
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Ancora avanti prossima tappa Katerine,
ma prima faccio un bel bagno nelle piscine termali di Mataranka,
è proprio un piacere, l'acqua è calda al punto giusto
e non ci sono molte persone proprio un bel momento. A Katerine c'é
il famoso Gorge omonimo, molti pagaiano in canoa non optiamo per una
crociera di mezza giornata, prima di arrivare all' imbarco sentiamo
uno strano stridio, centinaia di grossi pipistrelli neri sono appesi
agli alberi e lanciano segnali molto potenti. Il gorge è
molto bello, lo risaliamo per qualche chilometro fino alla 4a rapida
ed è un momento molto piacevole e rilassante. Poi un pomeriggio
di relax.
Al mattino seguente partiamo alla volta de Kakadu ma prima
sulla strada ci sono le Edith Falls, una strada di 20 km sterrata
porta ad una bella pozza ai piedi di una cascata. poi è la
volta di Gunlom Falls (area in cui è stato girato mr.
Crocodile Dundee) anche in questo caso ci sono da percorrere oltre
20 km di fuoristrada per arrivare alla cascata che purtroppo è
quasi asciutta. La zona però è incantevole, la natura
selvaggia ed il silenzio quasi totale.
Da qui ci avviamo verso Cooinda dove dormiremo, ma prima di
sera facciamo una bellissima passeggiata lungo il Yellow waters
river, scopriamo una natura selvaggia, coccodrilli, aironi,
aquile, falchi, anatre, e pappagalli a centinaia, camminando incontriamo
tantissimi canguri e cavalli in libertà.
Al mattino alle 6,45 prendiamo una barca e con la guida di un ranger
navighiamo lungo il fiume che si sta risvegliando, la nebbiolina si
alza e vediamo tutta la fauna del luogo che incomincia l'attività
quotidiana. Uno spettacolo stupendo vedere stormi di uccelli in formazione
che si librano leggiadri in aria. |
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La mattinata prosegue con la
visita a Jim Jim falls, si tratta di percorrere 40 km di pista
di cui gli ultimi 12 di fuoristrada piuttosto impegnativo con lunghi
lunghi tratti sabbiosi che a me mettono particolarmente in ansia (è
difficile liberarsi da soli e la mia macchina è equipaggiata
con gomme strette poco adatte alla sabbia con un battistrada da trazione
che in caso di fermata su sabbia ti impedirebbe di ripartire) comunque
va tutto bene, il posto è stupendo assolutamente incontaminato
(nonostante si meta di tour organizzati c'erano 10 o 12 persone al
massimo) ma le cascate secche senza una goccia d'acqua.
Proseguiamo quindi verso Nourlangie Rock e Ubirr, luoghi sacri
per gli aborigeni in cui hanno dipinto vere opere d'arte sulla roccia.
Emozionanante pensare che da migliaia di anni in questi luoghi vivano
persone così a contatto con la natura e che si sentono parte
della terra.
Al mattino seguente proseguiamo, visitiamo the Fogg Damm nonché
la torre panoramica in cui è situato il visitor center ma ci
sono milioni di zanzare e mosche per cui la visita è molto
breve. Evitiamo la turistica crociera sull' Alligator river per vedere
i coccodrilli che saltano per afferrare la carne a beneficio dei visitatori
e ci dirigiamo verso Lithfield N.P. entriamo dal nord percorrendo
anche in questo caso un bel tratto sterrato e arriviamo in breve a
Wangi Falls. Il luogo è molto bello e mentre ci mangiamo
un panino nel prato antistante la cascata ed il laghetto un bel varano
lungo un metro attraversa il prato tranquillamente. E' il primo di
una serie di incontri con questi lucertoloni che sembrano usciti da
Jurassic Park. Un bel bagno rinfrescante è quello che ci vuole
dopo la salita fino alla sommità della cascata e poi via verso
le numerose cascate che si incontrano lungo la strada. Vorrei andare
a Lost City ma mi informano che la strada è veramente difficile
e rischiosa per cui desistiamo e prima dell'uscita del parco ci sono
i termitai magnetici, particolari perché sono spessi pochi
centimetri e larghi ed alti diversi metri sono tutti allineati nella
stessa direzione nord/sud questo per mantenere costante la temperatura
all' interno. Al di la dell' ingegno di questi insetti la visita è
piuttosto triste e termitai lontani.
Passiamo la notte sulle rive di un lago, Lake Bennet in un silenzio
irreale rotto solo dal canto degli uccelli e il mattino dopo ci avviamo
verso Darwin meta finale del nostro viaggio.
Darwin è un grande paese più che una città
e la visita si conclude rapidamente, al di là del mall e delle
strade circostanti non ci sono molte attrattive, prima di consegnare
il fuoristrada facciamo qualche chilometro lungo la costa per vedere
i resti delle batterie costiere costruite durante la 2a guerra mondiale
quando Darwin era oggetto di regolari bombardamenti da parte dei giapponesi
e mai utilizzate (le hanno finite a guerra ormai finita) ed un muse
dell'aviazione di cui gli australiani sono molto fieri ma che in realtà
è una specie di deposito di rottami. Consegniamo il fuoristrada
dopo esattamente 6680 Km percorsi di cui almeno 1200 di pista (i più
belli) il mattino dopo un volo ci porta a Cairns e da qui un
piccolo bimotore a Lizard dove ci concediamo una settimana
di riposo tra spiagge bianchissime ed un mare di cristallo, popolato
come un acquario da pesci multicolori.
Come tutte le cose belle la settimana vola e ci ritroviamo presto
in volo per Sydney dove trascorriamo gli ultimi 2 giorni tra shopping
e lunghe camminate per questa bellissima città. poi via si
torna a Milano.
Conclusione: molto belli i paesaggi, gli spazi, il senso di libertà
che questa terra offre,e nello stesso tempo la sensazione di essere
veramente soli a contatto con la natura e le sue forze. Bellissimo
il Red Center Uluru vale il viaggio da solo, quando ci penso
mi viene la pelle d'oca ancora adesso. Bellissimi i parchi di Kakadu
e Litchfield e la fauna che li popola, ma la cosa che mi è
piaciuta maggiormente è stato il deserto, costeggiare, lungo
le piste, il lake Eyre, essere soli per chilometri e chilometri ci
ha esaltato. Vorremmo rifarla questa esperienza il nostro sogno è
attraversare il continente da est a ovest attraverso tutte le piste.
sarebbe un'esperienza da fare almeno in tre o quattro macchine per
questioni di sicurezza viste le distanze dai centri abitati e forse
per questo rimarrà un sogno.
Mi sono mancati gli aborigeni però, quelli di città
mi sono sembrati degli emarginati dediti solo alla birra mentre nei
luoghi da loro posseduti (Uluru per esempio) tutto è gestito
dei bianchi molto triste questo aspetto a mio avviso.
Un'ultima considerazione sul costo della vita, molto accettabile e
inferiore a tante città italiane.
Claudio M., Milano |
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Questo itinerario è stato proposto da Claudio
M. , puoi contattarlo:

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