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| SOUND BOOKMARKS |
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09/03/2011 |
| L'Inno Nazionale |
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Goffredo Mameli
E'
una figura simbolica del Romanticismo risorgimentale, poeta e insieme
combattente. Nato nel 1827 a Genova, ancora studente partì
per la campagna del '48. Dopo la sconfitta di Custoza, mazziniano fervente,
accorse alla difesa della repubblica romana. A Roma morì nel luglio
del 1849, per una ferita ricevuta durante i combattimenti.
Famosissimo è il suo inno Fratelli d'Italia, che
in questo ultimo dopoguerra è stato assunto dalla Repubblica Italiana
come inno nazionale (con la musica del maestro Novaro).
Come testo poetico bisogna dire che non gode dei favori della critica
letteraria; fu scritto nel novembre 1847 e risente degli entusiasmi politici
di quel periodo.
Metro: strofe di otto senari, il primo, il terzo e il quinto sdruccioli,
l'ultimo tronco. Tra ogni strofa un ritornello, sempre in versi senari,
due piani a rima baciata, il terzo tronco.
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| Testo completo e
spiegazione del nostro inno |
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Si tratta di una metafora:
l'Italia ha ripreso l'atteggiamento combattivo che fu dei guerrieri
romani (come Scipione l'Africano che respinse Annibale dal suolo italiano)
al tempo della Repubbblica.
La vittoria porga il capo all'Italia perchè Dio creò
la vittoria schiava di Roma. |
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Fratelli d'Italia,
L'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma
chè schiava di Roma
Iddio la creò. |
rit.
Uniamoci in una schiera di combattenti (la coorte era la decima parte
della legione romana) |
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Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò |
| Gli italiani non sono
un popolo (etnico e politico) perchè non sono uniti, si tratta
di un concetto mazziniano. |
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Noi siamo da secoli
calpesti, derisi,
Perchè siam Popolo,
perchè siam divisi:
raccolgaci un'Unica
bandiera. Una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò. |
| rit. |
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Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò |
| Questi sono gli obiettivi
mazziniani della rivoluzione nazionale. |
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Uniamoci, amiamoci,
l'Unione e l'Amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore;
giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti per Dio
chi vincer ci può?
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| rit. |
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Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò |
Dopo il richiamo alla
mitologia della Roma repubblicana, il richiamo a quella comunale:
la battaglia di Legnano (1176) segnò la vittoria della Lega
dei Comuni Lombardi contro le milizie dell'imperatore Federico Barbarossa.
Anche da questo episodio gli italiani devono trarre auspici per la
loro lotta di liberazione e trasformare tutta l'Italia in un campo
di battaglia.
Francesco Ferrucci morì difendendo la repubblica fiorentina
(1530) dall'assedio delle truppe imperiali.
Tutti i bambini italiani possono ripetere il gesto di Giovan Battista
Perasso detto Balilla, l'adolescente genovese che nel 1746, lanciando
un sasso contro alcuni soldati austriaci, fece scattare la rivolta
che condusse alla liberazione. |
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Dall'Alpi a Sicilia
dovunque è Legnano
ogn'uom di Ferruccio
ha il core, ha la mano,
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò. |
| rit. |
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Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò |
Le spade vendute, ovvero
le armi dei soldati mercenari si piegano flessibili come giunghi.
L'aquila è il simbolo dell'impero austro-ungarico; l'aquila
austriaca ha bevuto il sangue degli italiani, e insieme ai russi,
ha bevuto anche quello dei Polacchi, ma questo sangue le ha bruciato
il cuore. La Polonia fu spartita tra Austria, Prussia e Russia |
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Son giunghi che piegano
le spade vendute:
ah l'aquila d'Austria
le penne perdute -
il sangue d'Italia
bevè, col Cosacco
il sangue Polacco:
ma il cor le bruciò. |
| rit. |
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Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò |
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Ecco la lezione di Roberto Benigni che spiega l'Inno Nazionale:
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