Lo ha ideato e presentato per la prima volta a Firenze dei giuristi della vite
e del vino (UGIVI) nel corso di un convegno dedicato alla difesa dei marchi
e, più in generale, al tema della contraffazione in campo vitivinicolo
Liniziativa si è svolta in collaborazione con il Consorzio Vino
Chianti Classico nella sede di SantAndrea in Percussina (Firenze) davanti
ad una platea di esperti ed operatori del settore. Il decalogo riassume le iniziative
che le imprese ed i consorzi, con il sostegno degli enti pubblici, possono prendere
a diversi livelli di intervento per tutelare i propri prodotti, sia in Italia
che allestero.
Decalogo Ugivi (Unione Giuristi della Vite e del Vino) contro l'Enopirateria.
1 Registrare il marchio dellimpresa (cd. marchio individuale);
2 Controllo e monitoraggio per la difesa del marchio individuale;
3 Registrare la denominazione come marchio collettivo; successivo monitoraggio
e controllo del Consorzio nelle aree di interesse;
4 Creare un osservatorio permanente del Ministero delle attività produttive
in collaborazione con lICE per monitorare il fenomeno e predisporre interventi
di difesa;
5 Attivare presso le sedi ICE, gli sportelli camerali, i Consolati e le Ambasciate
nei Paesi in cui avvengono le contraffazioni, uffici in grado di fornire informazioni
e una prima assistenza legale;
6 Creazione di un fondo governativo specifico a disposizione dei Produttori
e dei Consorzi per la difesa delle loro produzioni nei Paesi a maggior rischio
di contraffazione;
7 Promuovere convenzioni con studi legali specializzati attivi nei Paesi maggiormente
critici;
8 Avviare azioni legali di contrasto al fenomeno «enopirateria»;
9 Stimolare e incentivare accordi bilaterali tra Italia e Paesi maggiormente
esposti;
10 Promuovere campagne preventive di difesa delle denominazioni e dei marchi
(anche su iniziativa delle Regioni) nei Paesi a maggiore penetrazione del «food
and beverage» italiano.
Il decalogo che abbiamo presentato per la prima volta oggi presso la
sede del Consorzio Vino Chianti Classico hanno spiegato gli avvocati
Marco Giuri di Firenze e Paolo Fabris di Torino, rappresentanti dellUgivi
è congegnato per assicurare una tutela operante su tre livelli.
Il primo è rimesso alliniziativa del singolo produttore mentre
il secondo ai compiti di monitoraggio di tutela tipici di un consorzio. Il terzo
livello prevede un intervento più alto, su impulso governativo,
coinvolgendo gli uffici dellIce, le ambasciate e le altre sedi diplomatiche
allestero, attivandosi per stipulare accordi bilaterali con i paesi più
esposti al rischio contraffazione e per ideare campagne di prevenzione rivolte
ai consumatori. Sempre in tema di tutela il prof. Ferdinando Albisinni
dellUniversità di Viterbo ha evidenziato gli importanti cambiamenti
in arrivo con la prossima approvazione dellOCM del vino.
I cambiamenti in atto in ambito comunitario ha affermato il Prof.
Albisinni potranno determinare con la riforma dellOCM vino uno
spostamento, una concentrazione dallItalia verso Bruxelles delle decisioni
in materia di marchi e denominazioni nel settore». «A Bruxelles
ha continuato lesperto- ci sarà il registro delle denominazioni
protette, che assorbirà i registri nazionali e metterà i consorzi
di tutela nella condizione di dover fare i conti con un interlocutore che ha
unaltra cultura. A questo punto il sistema produttivo italiano del settore
agroalimentare, dovrà essere capace di difendere i propri marchi e denominazioni
e di prendere iniziative rispetto a questo nuovo assetto affinché la
produzione nazionale non riceva una tutela inferiore. Questo è un ruolo
che dovrà essere assolto dalle pubbliche amministrazioni, dai consorzi,
dalle imprese, dalle Regioni, e così via».
Per informazioni: Consorzio Vino Chianti Classico Tel. 055 8228522/47