Assaggiare alcuni di questi piatti tipici è quindi un modo originale
e unico per conoscere più a fondo questa meravigliosa città, e
infatti molti sono i turisti che inseriscono nel programma di viaggio del proprio
weekend a Venezia dei piccoli tour gastronomici.
Iniziando dalla prima portata, il primo piatto che viene in mente, parlando
di cucina veneziana, è la minestra di risi e bisi, fatta
con riso e piselli, una specialità che ha fatto la storia della Serenissima:
già i dogi, infatti, erano soliti gustare tale pietanza il giorno di
San Marco seguendo un preciso cerimoniale. Si tratta di un piatto cucinato con
ingredienti essenzialmente poveri, e poveri sono anche gli ingredienti utilizzati
per la preparazione di un altro primo, pasta e fasioi, ossia un
minestrone di pasta e fagioli, un piatto contadino molto diffuso in passato
e apprezzato ancora oggi. Per coloro che non possono rinunciare alla pasta,
ecco serviti i bigoli, un particolare tipo di spaghetti molto grossi
che possono essere conditi con varie salse e ragù (da consigliare il
ragù di anitra) e che vengono serviti in tutti gli hotels Venezia.
Il secondo più conosciuto e apprezzato è il fegato alla
veneziana, cucinato con le cipolle. Questo stratagemma viene usato per
conferire un gusto più dolce alla carne (i romani cucinavano il fegato
con i fichi per raggiungere lo stesso scopo). Venezia è però città
di mare, quindi molti suoi piatti sono a base di pesce: basti pensare al famoso
baccalà mantecato, che venne importato a Venezia da Pietro
Querini dalle isole Lofoten, in Norvegia, ma anche alle seppie col nero o alle
sardelle in saor, ossia sardine con cipolle.