E' stato calcolato che - sottolinea la Coldiretti - un chilo di ciliegie dal
Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri
con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride
carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall'Argentina deve volare per piu' di
11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili
di anidride carbonica e l'anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia
5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo
di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.
Il consumo durante le feste di Natale di prodotti fuori stagione provenienti
di migliaia di chilometri di distanza è - sottolinea la Coldiretti -
una tendenza snob in forte ascesa che concorre a far saltare il budget dei cenoni
con prezzi superiori fino ad oltre dieci volte a quelli di mele, pere, kiwi,
uva, arance e clementine Made in Italy e appare del tutto ingiustificata perché
si tratta spesso di prodotti poco gustosi e saporiti, essendo stati raccolti
ad un grado di maturazione incompleto per poter resistere a viaggi di migliaia
di chilometri percorsi su mezzi inquinanti che liberano nell'aria gas ad effetto
serra.
Secondo la Coldiretti la voglia di cambiamento o il bisogno di stupire gli
ospiti nei banchetti natalizi o di fine anno possono essere soddisfatte dalla
riscoperta dei frutti meno diffusi ma nazionali come cachi e fico
d'India o antiche varietà, dalla mela limoncella alla pera madernassa,
che valorizzano le tradizioni del territorio e garantiscono un sicuro successo
a prezzi contenuti, rimandando alla giusta stagione il consumo di ciliegie,
anguria, asparagi o fagiolini.
Tra i prodotti piu' diffusi che rischiano di inquinare il Natale
ci sono anche - continua la Coldiretti - le noci della California, le more dal
Messico, il salmone dall'Alaska, gli asparagi dal Perù, i meloni dal
Guadalupe, i melograni da Israele e i fagiolini dall'Egitto. Per alcuni di questi
prodotti - conclude la Coldiretti - non ci sono solo problemi per motivi ambientali
ma ci sono anche perplessità di carattere sanitario.