Senza di loro a rischio i grandi formaggi Made in Italy
Sono quasi diecimila (9832) gli indiani immigrati che lavorano regolarmente
in agricoltura soprattutto negli allevamenti dove senza di loro sarebbe a rischio
la produzione dei grandi formaggi italiani: dal parmigiano reggiano al grana
padano, dal pecorino romano al provolone. E quanto afferma la Coldiretti
nel condannare il gravissimo episodio criminale a danno dellimmigrato
dallindia che si è verificato a Roma.
Gli indiani - sottolinea la Coldiretti - sono in forte crescita tra i 98mila
lavoratori agricoli extracomunitari presenti nellagricoltura italiana
e rappresentano la seconda principale componente dopo gli albanesi e prima dei
marocchini.
Il lavoro degli immigrati indiani - precisa la Coldiretti - è particolarmente
apprezzato negli allevamenti per lattività di mungitura e di gestione
delle stalle dove hanno sostituito la tradizionale opera dei bergamini,
una figura storica nelle aziende della pianura padana.
La presenza dei lavoratori indiani e degli altri extracomunitari è essenziale
per il successo del Made in Italy agroalimentare come dimostra la presenza nelle
campagne del 13 per cento di stranieri sul totale dei lavoratori agricoli, secondo
il XVI Rapporto Caritas/Migrantes sull'immigrazione al quale ha collaborato
la Coldiretti.
Il fatto che siano saliti i rapporti di lavoro in agricoltura identificati
negli archivi INPS e riconducibili a soggetti non italiani, dimostra - conclude
la Coldiretti - la determinazione della stragrande maggioranza dell'imprenditoria
agricola a perseguire percorsi di trasparenza e qualità del lavoro anche
se permangono, purtroppo, inquietanti fenomeni malavitosi e di becero sfruttamento
della manodopera, che gettano un'ombra pesante su un settore che ha invece scelto
con decisione la strada della regolarità.