In una situazione in cui tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro
in vendita sugli scaffali sono spacciati come Italiani, ma contengono
latte proveniente da mucche straniere, continueremo con decisione la battaglia
per la trasparenza a difesa degli allevamenti italiani e dei consumatori.
E quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare
la decisione della Commissione Europa sulla proposta di decreto ministeriale
di Luca Zaia che disciplina l'etichettatura del latte. La decisione dellunione
europea non ci sorprende affatto. Infatti prosegue Marini - la recente
esperienza del via libera comunitario alletichettatura di origine dellolio
di oliva ci insegna che le giuste battaglie per la trasparenza richiedono anni
per essere vinte, ma alla fine anche in Europa dovrà prevalere linteresse
dei cittadini rispetto a quello di quanti vogliono continuare a fare affari
vendendo come italiano quello che non è.
Dalle frontiere italiane sono passati in un anno - sostiene la Coldiretti -
ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate
e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili
di caseina utilizzati in latticini e formaggi all'insaputa dei consumatori e
a danno degli allevatori. Il risultato è che - precisa la Coldiretti
- tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono
stranieri mentre la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte
o addirittura cagliate provenienti dall'estero ma nessuno lo sa perché
non è obbligatorio indicarlo in etichetta. Secondo l'indagine Coldiretti-Swg
sulle abitudini degli italiani la quasi totalità dei cittadini (97 per
cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il
luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti. Colmare
questo ritardo - continua la Coldiretti - è un grande responsabilità
nell'interesse degli imprenditori agricoli ma soprattutto dei consumatori e
della trasparenza e competitività dell'intero sistema Paese. Al furto
di identità dellagricoltura italiana la Coldiretti, di fronte allinerzia
delle istituzioni, intende reagire con il progetto per la realizzazione di una
filiera agricola tutta italiana per arrivare ad offrire attraverso la rete di
Consorzi Agrari, cooperative, farmers market, agriturismi e imprese agricole
prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al
giusto prezzo. Negli ultimi anni con la mobilitazione a favore della trasparenza
dell'informazione, la Coldiretti è riuscita a ottenere l'obbligo di indicare
la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco,
pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva ma ancora molto resta da fare
e letichetta resta anonima per circa il 50 per cento della spesa dai formaggi
ai salumi, dalla pasta ai succhi di frutta.
L'ETICHETTA CON L'ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI
Cibi con l'indicazione di provenienza
Carne di pollo e derivati
Carne bovina
Frutta e verdura fresche
Uova
Miele
Passata di pomodoro
Latte fresco
Pesce
Extravergine di oliva
E quelli senza
Pasta
Carne di maiale e salumi
Carne di coniglio
Frutta e verdura trasformata
Derivati del pomodoro diversi da passata
Formaggi
Derivati dei cereali (pane, pasta)
Carne di pecora e agnello
Fonte: Elaborazioni Coldiretti