È con la riscoperta delle identità e delle tradizioni che si
può costruire lEuropa di domani: lorgoglio dei propri costumi,
infatti, è fondamentale per creare unEuropa dei popoli e delle
persone.
Con questa riflessione lassessore provinciale alla cultura Franco Panizza
ha inaugurato nei giorni scorsi a Zagabria la mostra itinerante Karnival
King of Europa Carnevale, Re dEuropa, organizzata dal Museo
degli usi e costumi della gente trentina di San Michele allAdige. Alla
cerimonia dinaugurazione sono intervenuti, accanto allassessore
Panizza, Damodan Frlan, direttore del Museo Etnografico di Zagabria, Giovanni
Kezich, direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, Melena
Pavicic Vukivecic, assessore alla Cultura del Comune di Zagabria e Nina Obuljen,
segretario di Stato croato, responsabile delle politiche culturali presso il
Ministero della Cultura.
I colori delle maschere tradizionali trentine hanno fatto irruzione in una
Zagabria coperta di neve: il Carnevale trentino ha colorato linverno croato,
con la mostra Carnival King of Europe, uniniziativa del Museo
degli usi e costumi della gente trentina che ha coinvolto cinque paesi europei.
Italia, Croazia, Francia, Macedonia e Bulgaria: cinque nazioni diverse, eppure
accomunate da un retroterra culturale che si riscopre attraverso il rito del
Carnevale. Il Carnevale, qui, diventa rituale che richiama la fertilità
dei campi, dove la prorompente forza della natura che si risveglia viene incarnata
in maschere ora sgargianti, ora inquietanti: spiriti del gregge e della selva,
esseri spaventosi, schiamazzanti e questuanti che, rappresentati dai figuranti,
coinvolgono lintera comunità in riti che appartengono ad una cultura
mitteleuropea che va oltre i confini nazionali, dai Pirenei alle Alpi, dalla
Boemia allItalia insulare.
E proprio questi costumi, queste maschere, ma anche filmati e documentazione
fotografica, dopo essere stati esposti presso il Museo di San Michele allAdige,
sono giunti a Zagabria, nel Museo Etnografico Nazionale, che fu di ispirazione
a Giuseppe ebesta, il grande trentino di origine boema, che diede vita
al museo etnografico della nostra regione. È attraverso la riscoperta
di queste identità e tradizioni ha ricordato lassessore
Panizza in occasione della cerimonia di inaugurazione che si può
costruire lEuropa di domani: lorgoglio delle proprie tradizioni,
dei propri costumi è fondamentale per creare unEuropa di popoli
e persone. La mostra ha preso vita quando i Matòci e gli Arlecchini
di Valfloriana, giunti appositamente a Zagabria, hanno dato inizio alla cerimonia,
riempiendo di scampanii e grida le austere scale ottocentesche del museo, seguiti
dai colorati e rumorosi Lachè di Romeno.
A chiudere la cerimonia gli Zvoncari di Fiume/rijeka: tradizione lontane, eppure
così simili. Carnevale Re dEuropa ha detto Giovanni
Kezich punta a mettere in luce una piccola e tuttavia inoppugnabile verità
delletnologia, e cioè che le manifestazioni del Carnevale, i riti
mascherati per la fertilità dei campi e la prosperità dei popoli,
rispondono ai dettami di una radice culturale comune, di una stessa liturgia,
di una stessa ideologia magico religiosa, apparentemente camuffata nel contesto
culturale dominante, che appare essere un tema unificante in tutta lEuropa
rurale. Dopo Zagabria, la mostra si sposterà in Ungheria, in Macedonia
ed in Francia, toccando così tutti i cinque paesi che hanno dato vita
a questa importante ricerca nata a San Michele ed oggi protagonista in Europa.