Milano, via Mozart 12: un indirizzo storico nel centro di una delle città
più indaffarate dEuropa. Dal 30 maggio 2008, un nuovo indirizzo
culturale, di identità cittadina, di incontri di lavoro, di pause di
riposo.
Lì, nascosta nel cuore della metropoli e in mezzo al suo giardino con
tennis, piscina e orto, sorge Villa Necchi Campiglio, monumento di incomparabile
bellezza e fascino diventata proprietà del Fai per disposizione testamentaria
delle sorelle Gigina Campiglio Necchi e Nedda Necchi, che hanno affidato la
loro casa al Fondo per lAmbiente Italiano affinché venisse protetta,
preservata e, una volta restaurata, messa a disposizione del pubblico. Un restauro
improntato a preservare, assieme al monumento, la storia dello stile di vita
di una famiglia e, con esso, lo spaccato sociale di quellalta borghesia
milanese che costruiva il suo futuro e quello del Paese con impegno, dedizione,
senso di responsabilità e tenace ottimismo; il futuro che Umberto Boccioni
così bene interpretò nella sua celebre Città
che sale.
Ora, dal 30 maggio, dopo un complesso restauro durato oltre tre anni e realizzato,
con il Patrocinio del Comune di Milano, grazie al determinante contributo di
Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Regione Lombardia - Provincia
di Milano - Arcus Arte, Cultura e Spettacolo - Fondazione Cariplo - Giorgio
Armani - Rcs Mediagroup - Telecom Italia e di numerose altre aziende e privati,
il capolavoro architettonico di Piero Portaluppi, realizzato tra il 1932 e il
1935, viene finalmente aperto al pubblico. Un avvenimento di grande rilevanza
non solo per la città di Milano ma, considerata limportanza artistica
e socioculturale che esso rappresenta, per tutti gli italiani che amano la propria
storia e la bellezza del proprio Paese. Edificio-chiave dellopera di Piero
Portaluppi, artefice del rinnovamento architettonico della Milano fra le due
guerre e da poco riscoperto come uno dei più importanti architetti della
sua epoca, la dimora di via Mozart sancisce lingresso del razionalismo
nellarchitettura cittadina esprimendo, nello stesso tempo, lestrosa
fantasia creativa del progettista e il persistere di elementi del precedente
gusto Dèco.
La Villa non è solo unopera darte in sé, con limponenza
della struttura, la strepitosa qualità dei materiali e delle finiture,
limportanza delle collezioni esposte e la magia del suo giardino nascosto
in pieno centro, ma è anche il simbolo di una città ambiziosa
e illuminata che negli anni 30 è come poche altre tenacemente protesa
verso il futuro. Da oggi Villa Necchi è anche un nuovo luogo culturale
nella mappa della grande capitale del lavoro e degli affari, dove fermarsi e
ritrovarsi, dove ammirare capolavori darte ma anche dove rilassarsi e
dedicare del tempo a se stessi. Un luogo in cui i milanesi riconosceranno la
vera identità della loro città, visionaria e pragmatica al tempo
stesso, e dove ritroveranno un pezzo della loro storia e della loro cultura.
Villa Necchi Campiglio fu costruita da una famiglia illuminata e curiosa dellalta
borghesia pavese che, trasferitasi a Milano, fece della sua casa un cenacolo
di aggregazione culturale aperto al mondo, internazionale, proprio come la vocazione
della città che la ospita.
Villa Necchi Campiglio sarà una sorpresa per i milanesi: moderna e originale
nello stile, addirittura sperimentale per le soluzioni tecnologiche adottate
allepoca della sua costruzione, ma al tempo stesso emozionante e commovente
provoca nel visitatore quella meraviglia che è uno dei sensi
più profondi dellarte. A quasi ottanta anni dalla sua realizzazione,
essa stupisce e affascina per la libertà espressiva della concezione,
per il lusso degli optional la piscina riscaldata, il campo
da tennis gli smisurati bagni di marmi preziosi per il suo centralissimo
isolamento, per la straordinaria intuizione di dotarla di tutti gli strumenti
tecnologici più avanzati dellepoca da un sistema di comunicazione
interno via citofoni fino alla immensa saracinesca che salendo elettricamente
dal suolo ne chiude lingresso di notte.
Visitare Villa Necchi Campiglio è un po come fare un viaggio nel
tempo; in un tempo non così lontano da essere dimenticato anche se il
grandioso tenore di vita della famiglia sembra parlarci di unepoca molto
remota: gli arredi, gli oggetti, i decori sono testimonianze vive di una casa
intensamente vissuta fino a pochi anni fa: Gigina Campiglio Necchi labitò
fino alla sua morte nel 2001. Il valore storico-artistico del monumento non
consiste solo in questo: la Villa ospita infatti la Collezione Claudia Gian
Ferrari, uno straordinario catalogo di 44 superbi capolavori dellarte
del Novecento Italiano, da Arturo Martini a Giorgio Morandi, da Giorgio de Chirico
a Mario Sironi, che la grande collezionista ha generosamente destinato in prestito
permanente e in futuro per destinazione testamentaria in proprietà
al Fai, affidando alla Fondazione la responsabilità di proteggere e far
conoscere la sua raccolta di incalcolabile importanza. La casa inoltre custodirà,
al primo piano, la Collezione di Alighiero ed Emilietta de Micheli, ricostruzione
integrale del salotto del famoso imprenditore e collezionista lombardo, con
dipinti di Canaletto, Tiepolo, Marieschi e Rosalba Carriera, preziose porcellane
cinesi e maioliche lombarde, una collezione di miniature di Jean Baptiste Isabey
appartenute anche a Napoleone, oltre a importanti arredi italiani e francesi
del 700.
Una nuova sfida per il Fai: quella di gestire per la prima volta una proprietà
che sorge in una realtà metropolitana, allinterno di un quartiere
con una precisa identità, restituendola così al contesto dinamico,
umano e sociale di una città dove la vita, scandita da orari e impegni
serrati e che chiude per il weekend, proprio qui troverà
un luogo dove il tempo può scorrere secondo un ritmo proprio, non contagiato
da quello febbrile del fare. Questa Villa nata per ricevere
potrà continuare la sua funzione di luogo di ritrovo, di pausa, di incontri,
colazioni e cene di lavoro e non, con la sua caffetteria di cristallo, in cui
si rispecchiano i tigli e le magnolie e con il giardino che sarà aperto
a tutti. Con lapertura di Villa Necchi Campiglio si avvierà anche
il progetto del circuito delle quattro case museo milanesi che coinvolge anche
il Museo Poldi Pezzoli, il Museo Bagatti Valsecchi e Casa Boschi-di Stefano.
Lintervento di restauro, che ha richiesto oltre tre anni di lavori e
un investimento complessivo di circa 6.000.000 di euro, ha interessato quattro
principali ambiti di intervento: il restauro di tutte le strutture esterne e
interne, dei rivestimenti lapidei, delle finiture e dei serramenti della Villa
e degli edifici accessori ivi compresi quelli nuovi per il pubblico come biglietteria,
bookshop e caffetteria; la rifunzionalizzazione dellintera proprietà
con lobiettivo di trasformare Villa Necchi Campiglio in una casa museo
dotata di tutti i servizi compresi quelli per convegni e mostre temporanee;
ladeguamento impiantistico ai requisiti previsti dalle normative vigenti
per gli edifici aperti al pubblico, in particolare nel campo della sicurezza
antincendio; infine lallestimento museale e il restauro degli arredi.
Per maggiori informazioni: www.fondoambiente.it/beni/casa-necchi-campiglio-beni-del-fai.asp