E in Cadore, nel Veneto, la più bella pista ciclabile del mondo.
Si chiama Lunga Via delle Dolomiti e si snoda per oltre 50 chilometri
lungo la Valle del Boite, da Cortina dAmpezzo a Calalzo, costeggiando
le Tofane, il Pelmo Caregon del Padre Eterno, lAntelao e alcuni
dei più suggestivi scorci nel cuore di montagne dichiarate patrimonio
ambientale dellumanità.
La pista è stata inaugurata a Vodo di Cadore dal presidente della Regione
Giancarlo Galan, al cui fianco cerano lassessore alle politiche
della mobilità del Veneto Renato Chisso, lassessore Oscar De Bona,
il vicepresidente della Provincia di Belluno Giovanni Piccoli, il consigliere
regionale Dario Bond, il coordinatore per il Veneto ed il Trentino della Federazione
amici della bicicletta Luciano Renier. E unopera di serie
A e di valore europeo e mondiale ha sottolineato Galan realizzata
grazie alla condivisione e allimpegno delle Comunità locali e della
Regione del Veneto, nellinteresse delle Dolomiti, di chi ci abita e di
chi viene a godersi queste nostre straordinarie montagne. E una pista
ciclabile che ha un fascino assoluto, un invito a percorrere il Veneto in maniera
diversa, un segno concreto della nostra volontà di costruire, per questi
territori, un futuro migliore superando la penalizzazione che proviene soprattutto
da norme ancora diseguali e in attesa di un federalismo fiscale che si faccia
concretezza, uscendo dal limbo di principi troppo a lungo solo enunciati.
Ed è anche una pista facile ha commentato un Galan un po
affannato dopo averla percorsa in bicicletta per circa 10 chilometri assieme
a Chisso e ai soci della Fiab da Vodo a Valle di Cadore perché
se ce lho fatta io, che non sono abituato alle due ruote, ce la può
fare davvero chiunque.
A Valle il Presidente della Regione ha inaugurato un centro polivalente, realizzato
con finanziamento regionale accanto al tracciato ciclabile, che fungerà
da punto dincontro, sala riunioni, spazio per mostre e manifestazioni.
La Lunga Via delle Dolomiti non è però un elemento a sé
stante, perché rientra in una rete cicloturistica ed escursionistica
che già ora può contare su 400 km protetti e che arriverà
a mille km, collegando il Veneto con lEuropa e le Regioni vicine. La stessa
Lunga Via sarà un tratto di un collegamento per gli amanti delle due
ruote che da Klagenfurt potrà arrivare a Venezia. Ora si tratta di andare
avanti, ad esempio attrezzando i treni per portare i ciclisti con le loro bici
a Calalzo: non è mancato in proposito un invito di Galan a Chisso perché
solleciti opportunamente le Ferrovie dello Stato e il loro amministratore delegato
Mario Moretti. E in ogni caso il bellunese e il Cadore ha aggiunto
Galan hanno bisogno di strade e di rotaie. Noi continuiamo a lavorare
per questo, tenuto conto che il Veneto è lunica regione italiana
dellarco alpino che non abbia uno sbocco a Nord allaltezza della
sua realtà. La Lunga Via delle Dolomiti attraversa i comuni di
Cortina dAmpezzo, San Vito di Cadore, Borca di Cadore, Vodo di Cadore,
Valle di Cadore, Pieve di Cadore e Calalzo di Cadore. Lunga circa 50 chilometri,
è realizzata in larga parte sul percorso dellex ferrovia Calalzo
Dobbiaco, dismessa negli anni 60 del secolo scorso, e percorre
il cuore e lanima delle Dolomiti, patrimonio naturale dellumanità.
E una pista ciclabile perfettamente inserita del contesto ambientale,
ma che tocca la storia del Cadore permette una visitazione dellaffascinante
conca ampezzana e di alcune straordinarie preziosità architettoniche,
come le chiesette tardogotiche con antichi affreschi, la chiesa della Difesa
a San Vito, la chiesa di San Giovanni a Vodo, Casa Costantini a Valle, o la
Parrocchiale di Borca. Pieve di Cadore è la capitale storica
della bassa valle e qui nel 1477 nacque il grande pittore Tiziano Vecellio,
la cui casa, situata vicino al Museo dellOcchiale, è visitabile.
Pieve è anche la sede della Magnifica Comunità di Cadore, istituzione
storica e simbolo dellantica unione costituitasi nel Tardo Medioevo e
sotto la Repubblica Veneta. Il percorso termina a Calalzo, con ogni probabilità
linsediamento più antico del Cadore: ancor oggi è possibile
accedere al sito di Lagole, ove esisteva un santuario paleoveneto e romano dedicato
ad una divinità sanante. Interessantissimi reperti sono conservati nel
Museo Archeologico di Pieve, vicino alla casa Romana. Lopera è
stata realizzata grazie al contributo delle Comunità Locali e della Regione
del Veneto, tramite Veneto Strade. Il tratto di completamento che oggi consente
linaugurazione del tracciato nella sua interezza è inserito nel
Piano Triennale 2006-2008 per la viabilità della Regione Veneto. Limporto
complessivo delle opere è di 2,7 milioni di euro. Questo intervento non
è peraltro una iniziativa una tantum ma rientra nel più
vasto programma che il Veneto ha dedicato alla mobilità ciclistica, approvando
nel 2005 uno specifico Master plan elaborato in collaborazione con
la Federazione Italiana Amici della Bicicletta e attualmente in fase di ulteriore
aggiornamento, integrato sia con gli itinerari della rete ciclabile nazionale
Bicitalia che con gli itinerari della rete ciclabile europea di
Eurovelo. Al momento in Veneto ci sono circa 400 km di pista ciclabile
per escurisonisti, escluse le piste comunali, altri 400 km sono pronti a partire
e vi sono progettazioni per 600 km. A favore della mobilità ciclistica
e delle piste protetto ad essa dedicate, la Giunta regionale ha messo a disposizione
vari finanziamenti nellultimo quinquennio come contributo agli enti locali.
Nellambito del Por (Programma Operativo Regionale) parte Fesr 2007-2013
obiettivo Competitività regionale e Occupazione è
stata inoltre inserito lobiettivo di promuovere la mobilità pulita
e sostenibile con la realizzazione di piste ciclabili in ambito urbano ed in
aree di pregio ambientale. I fondi a disposizione per il finanziamento di tali
piste ciclabili ammontano a circa 20 milioni di euro: 5 milioni per la predisposizione
di un Bando a favore dei Comuni per la realizzazione di piste ciclabili da realizzarsi
in ambito urbano; 15 milioni a regia regionale per piste ciclabili in aree di
pregio ambientale sulla base di un elenco di interventi scelti dalla Giunta
Regionale in riferimento al redigendo aggiornamento del Master Plan delle piste
ciclabili. Altri finanziamenti sono stati messi a disposizione dalla Regione
nellambito della L. R. N. 61 del 1999, Norme per lacquisizione
di sedi ferroviarie dismesse. Con le risorse su questo capito è
stato possibile procedere allacquisto dei seguenti sedimi, finalizzati
a piste ciclabili, cicloturistiche o visitazione naturalistica: lex linea
ferroviaria delle Dolomiti in Comune di Cortina; lex linea
ferroviaria Treviso-ostiglia (nella parte della Provincia di Padova); lex
ferrotramvia Vicenza Noventa Vicentina.