Tenendo fede alla missione di valorizzazione della gastronomia nazionale in
tutte le sue espressioni locali, l'Accademia Italiana della Cucina presenta
"Le buone tavole della tradizione": la prima guida ai locali che tutelano
la cucina del territorio.
370 proposte selezionatissime - fra trattorie, osterie e ristoranti - per riscoprire
i piatti della nostra tradizione spendendo in media circa 35 euro.
Un'opera che accende i riflettori sulla cucina regionale italiana consegnandoci
in dote ben 270 ricette tipiche: questa la risposta dell'AIC alle mode espresse
dalle cucine mcdonaldizzate ed etniche.
E' molto più di una Guida dei ristoranti. E infatti sceglie di essere
presentata contro stagione, evitando l'affollamento mediatico autunnale
Democratica e gratuita - altra differenza sostanziale - non assegna voti di
preferenza ai locali ma preferisce selezionarli rigidamente in partenza: tutti
sono delle "buone tavole" e tutti meritano una visita.
L'Accademia Italiana della Cucina - Istituzione culturale della Repubblica Italiana
da oltre cinquant'anni impegnata in difesa del patrimonio culturale rappresentato
dalla civiltà della tavola - presenta"Le Buone Tavole della Tradizione":
370 ristoranti con una vera cucina del territorio servita con cortesia e professionalità,
a un prezzo medio di 35 euro.
Portabandiera della cucina del territorio è la Toscana con ben 44 ristoranti
selezionati (12% del totale). Subito dietro troviamo a pari merito l'Emilia
Romagna e la Lombardia, entrambe con 34, seguite da Veneto (32) e Piemonte (30).
Tra le regioni del Centro Italia il Lazio è la più presente con
27 ristoranti, seguita a distanza dall'Abruzzo con 15. Mentre al Sud la regione
meglio rappresentata è la Campania con 22 ristoranti, tallonata dalla
Sicilia con 21.
In generale scopriamo che il Nord Italia è presente con 172 ristoranti
di cucina tradizionale, seguito dal Centro con 113, mentre il Sud e le Isole
ne contano 85.
"LE BUONE TAVOLE DELLA TRADIZIONE": NOVITA' ASSOLUTA NEL PANORAMA
DELLE GUIDE
Un prodotto editoriale inedito nel mondo delle guide ai ristoranti che ribalta
completamente il consueto modo di raccontare i locali. In formato tascabile
e presto consultabile online su www.accademiaitalianacucina.it, dedica 1 pagina
a ciascun ristorante. Oltre alle indicazioni sui piatti e al tipo di cucina
realizzata, ampio spazio viene dato alla storia e all'evoluzione avuta dal locale
nel corso degli anni.
Emerge l'attenzione rivolta al rapporto di contaminazione tra ristorante e territorio
di appartenenza: le ricette presentate da questi locali sono nella maggior parte
dei casi il riflesso di tradizioni alimentari consolidate, frutto del connubio
tra la ristorazione e l'economia locale, legata ad agricoltura, pesca e pastorizia.
Altro "plus" della guida quello di fornire - in alcuni casi - informazioni
turistiche sui principali luoghi da visitare nelle vicinanze dei ristoranti.
Un modo per far conoscere a tutti gli appassionati di cibo angoli d'Italia più
o meno noti: dalle principali bellezze delle maggiori città fino ai monumenti
dei borghi più antichi, legando cosi l'esperienza culinaria alla cultura
e alle storia locale.
Luoghi da vedere e luoghi dove "acquistare": scorrendo le pagine della
guida l'occhio cade su un box che riporta l'indicazione di tutti quei locali,
posti nelle vicinanze del ristorante dove è possibile comprare i prodotti
tipici della zona. Parliamo di chioschi, salumerie, latterie, negozi alimentari
ed agriturismi che stanno facendo tendenza in Italia e che rendono omaggio alle
migliori eccellenze del made in Italy: dai "culatelli" ai "pizzoccheri",
dalla "ricotta mustia" ai "paccheri", solo per citarne alcuni
"Nel pensare a questa guida - afferma Paolo Petroni, Presidente del Centro
Studi dell'Accademia Italiana della Cucina - abbiamo tenuto conto di due tendenze
in atto nel nostro Paese: da una parte è innegabile che gli italiani
stanno tagliando sulle spese dei pasti fuori casa, penalizzando i ristoranti
di livello alto e cercando, all'insegna della tradizione, un miglior rapporto
tra la qualità e il prezzo. Del resto c'è invece attenzione crescente
nei confronti di quei locali che utilizzano materie prime del territorio e sanno
accettare la difficile sfida della semplicità
Con questa guida
che vuole far riscoprire agli italiani il piacere di mangiare all'insegna della
tradizione, abbiamo voluto dimostrare che in Italia esistono ottimi locali dove
la cucina regionale è di casa, offendo anche un panorama inedito di circa
300 ricette proposte dai migliori locali della penisola."
NON SOLO UNA GUIDA, MA ANCHE UN LIBRO DI RICETTE DELLA TRADIZIONE
Nelle schede della maggior parte dei ristoranti, infatti, viene messa in evidenza
una ricetta tipica del locale con ingredienti, dosi e fasi di realizzazione.
Per questo motivo il volume rappresenta anche un vero e proprio "libro"
a presidio delle ricette regionali: ne contiamo ben 270, in alcuni casi rivisitate
con estro e fantasia dagli chef, ma sempre espressione della cucina del territorio
di provenienza.
Un' iniziativa voluta dall'AIC anche per riscoprire tradizioni che sembravano
perdute e che invece non solo esistono ma sono presenti nei menu della ristorazione
di qualità. Dalla "finanziera" piemontese alla "carbonade
con la polenta" delle montagne valdostane; dal "pancotto con le olaci",
tipico della cucina molisana, alla "pecora della Maiella al tegame",
ricetta tradizionale delle alture abruzzesi, fino alla "ricotta allo strazzone"
della cucina materana: un immenso patrimonio di sapori, ricette, profumi da
riscoprire e salvaguardare. (vedi scheda allegata).
"Siamo felici di constatare - afferma Giovanni Ballarini, Presidente dell'Accademia
Italiana della Cucina - che la cucina tradizionale non solo non è scomparsa
dai menu ma è viva e soprattutto ben interpretata da molti ristoratori,
dalla Valle d'Aosta alla Sicilia. Ci auguriamo quindi che quest'opera sia d'aiuto,
stimolo e incoraggiamento a quei locali che se da un lato sono tentati dalle
sempre più spettacolari e complesse innovazioni culinarie, da un altro
lato non possono dimenticare che la voglia e la richiesta della "buona
tavola tradizionale" stanno risorgendo, anche come reazione alle mode delle
cucine mcdonaldizzate ed etniche".
Tradizioni da salvare e tradizioni che guardano al futuro. Nella guida troviamo
numerosi esempi di ricette dove l'utilizzo di materie prime - rigorosamente
del territorio d'origine - si fonde con l'estro e la sapienza degli chef, dando
vita anche a piatti creativi che profumano di territorio (vedi focus allegato).
GUIDA ALLE BUONE TAVOLE AFFIANCA LA STORICA GUIDA AI RISTORANTI AIC
"Le buone tavole della tradizione" rappresentano il frutto dell'intenso
lavoro svolto dalle oltre 210 delegazioni italiane dell'Accademia Italiana della
Cucina, con il coordinamento e la supervisione dei 27 Centri Studi Territoriali.
Non è stato facile infatti selezionare quasi 400 ristoranti che rispondessero
al requisito indispensabile di praticare una cucina rispettosa dei valori della
stretta tradizione locale fatta con ingredienti di prima qualità, possibilmente
del luogo, ad un prezzo equilibrato in rapporto all'ambiente.
D'altronde l'Accademia Italiana della Cucina, fin dalla sua nascita, promuove
la conoscenza di quegli esercizi che offrono una seria garanzia del rispetto
della tradizionale e caratteristica cucina nazionale e locale. Su questa linea
nel 1961 l'AIC ha iniziato la pubblicazione di una Guida dei Ristoranti, la
prima apparsa in assoluto nel nostro paese intitolata "I Ristoranti dell'Accademia
Italiana della Cucina", tuttora viva, nella quale sono presenti circa 3.000
fra ristoranti, trattorie, osterie e agriturismi in Italia e all'estero, consultabile
gratuitamente online al sito www.accademiaitalianacucina.it. Unica nel suo genere,
questa pubblicazione segnala e valuta con un numero variabile (da 1 a 4) di
"tempietti" (il tempietto è infatti il simbolo dell'Accademia)
quei locali dove lo chef è in grado di affiancare proposte legate ai
valori della tradizione classica locale a quelle innovative della tradizione
che evolve. Sono indicati come "I Magnifici del presidente" quei ristoranti
dove queste qualità sono esaltate all'ennesima potenza.
Ed è proprio il successo di una prolungata esperienza di valutazione
dei ristoranti derivante dal lavoro degli oltre seimila accademici che vivono
in Italia che ha indotto oggi ad affiancare alla Guida ai Ristoranti, le "Buone
tavole della tradizione".
Informazione di servizio:
La guida "Le buone tavole della tradizione" sarà presto consultabile
on line dal sito www.accademiaitalianacucina.it . Per informazioni sul volume
cartaceo tascabile contattare la segreteria dell'AIC di Milano (02 66987018;
segreteria@accademiaitalianacucina.it).