A Lugano la terra trema. Lo fa, per fortuna, solo in fotografia, attraverso
100 opere inedite di Roberto Stephenson: volti, paesaggi fuori dal tempo e surreali
architetture segno del tragico terremoto del 2010 sono le tappe di un viaggio
estetico e poetico nell'anima del popolo haitiano. Il LAC (Lugano Arte Cultura)
presenta dal 22 ottobre 2011 al 26 febbraio 2012 negli spazi di Villa Ciani
a Lugano lesposizione dal titolo HAITI che raccoglie le fotografie, dal
2000 al 2010, di Roberto Stephenson, artista italo-haitiano tra i più
importanti e singolari esponenti della fotografia caraibica contemporanea.
La mostra, curata da Alessia Borellini e Adriana Mazza, realizzata dal Museo
delle Culture di Lugano, nasce dal lavoro di ricerca delléquipe
del Museo svizzero e propone, attraverso 100 immagini, il risultato di un originale
processo di rilettura del contesto urbano e paesaggistico e delle condizioni
socio-culturali di Haiti, oltrepassando i confini del reportage grazie a un
approccio estetico, nel quale si fondono passato, presente e futuro.
Dal tragico terremoto del 12 gennaio 2010, lartista modifica in modo
determinante lintera struttura del suo lavoro e ciò porta le foto
della serie Port-au-Prince inizialmente pensate come elementi
centrali a essere il punto di partenza di una nuova indagine sulluomo,
capace di rappresentare i crescenti contrasti e le contraddizioni della cultura
haitiana.
Il percorso espositivo diviso in cinque sezioni: Volti, Port-au-Prince,
Terremoto, Tende, Paesaggi evidenzierà la sua riflessione esistenziale,
secondo cui il fotografo è un cantastorie che vive il presente
e lo racconta accettando il potente filtro dellimmaginario. Dalle
gigantografie su tela che rappresentano ritratti di uomini, donne e bambini
haitiani, alle opere caratterizzate dalla combinazione e dalla sovrapposizione
di immagini eterogenee, artificiali o naturali, Stephenson al pari di
numerosi artisti contemporanei dei Caraibi e dellAmerica centrale
racconta la realtà attraverso rappresentazioni che assemblano in un insieme
organico suggestioni ed elementi spesso appartenenti a piani spazio-temporali
diversi, valicando così la presunta oggettività visiva del fotogiornalismo
e rielaborando i soggetti sulla base al vissuto soggettivo dellartista.
Una sequenza di scatti realizzati nei giorni immediatamente successivi al terremoto
del 2010 rivela la profonda attenzione di Roberto Stephenson per linterazione
tra gli elementi cromatici e le prospettive inusuali, ottenute grazie alla sua
esperienza di fotografo di architetture, che trasmettono il senso di sconvolgimento
e la fragilità delle cose. Proprio questo tema ritorna, carico di poesia
e drammaticità, nella sezione dedicata alle tende, effimeri ma dignitosi
ripari del popolo di Haiti dopo la catastrofe naturale.
La mostra continuerà con la serie dei Paesaggi, in cui composizione,
luci e colori fanno percepire la maestosità delle forze della natura,
limpossibilità delluomo di dominarle e lindefinitezza
di una condizione, che sospende le speranze proiettandole nel futuro, e si chiuderà
con lemblematico ritratto di un uomo segnato dal dolore, ma con lo sguardo
fiero, il cui volto racchiude la profondità della poetica del fotografo,
la sua semplicità e umanità.
HAITI, sesto appuntamento del ciclo espositivo Esovisioni del Museo delle Culture,
sarà accompagnata da un ricco programma di eventi e attività educative
atelier, visite guidate e visite-conferenza e da proposte di approfondimento,
tra cui un esclusivo incontro con Roberto Stephenson, promosse dal Museo delle
Culture in collaborazione con numerosi partner istituzionali.
Catalogo GAMM Giunti
Note Biografiche
Roberto Stephenson nasce a Roma nel 1964, da padre haitiano e madre italiana.
Inizia a fotografare da adolescente e dopo gli studi di graphic design e due
anni di pratica come assistente fotografo si specializza in fotografia architettonica.
Nel frattempo si dedica alla sperimentazione e le sue immagini vengono pubblicate
su diverse riviste e libri di architettura. Compie numerosi viaggi e vive in
Giordania, Siria, India, Londra e New York fino al 2000, quando si trasferisce
ad Haiti.
La carriera artistica di Stephenson ha una svolta professionale nel 1997 con
la mostra monografica alla Galleria Raccolta, Arte e Multimedia curata da Viviana
Gravano con scritti in catalogo di: Achille Bonito Oliva, Pippo Ciorra, Franco
Zagari e Alfredo Martini, e nel 1998 con la partecipazione ad una mostra collettiva
a Palazzo delle Esposizioni di Roma sul paesaggio urbano dei sobborghi della
capitale sempre curata da Achille Bonito Oliva. Successivamente espone a Londra,
New York, Ahmedabad, Miami, Port au Prince, Santo Domingo, Oslo, LAvana,
Bamako, Parigi, Berlino, San José and Fort-de-France.
Nel 2003 pubblica un libro sugli interni delle abitazioni haitiane e un secondo
libro, che descrive con uno sguardo intimista i suoi primi tre anni a Haiti.
Nel 2009 presenta la prima tappa della sua ricerca artistico-antropologica in
una sezione dedicata della mostra alla Triennale di Milano curata dal Museo
delle Culture di Lugano dal titolo Fer forgé. Battito di Haiti. Roberto
Stephenson sta attualmente lavorando al suo terzo libro sul paesaggio urbano
di Port-au-Prince.
HAITI. Roberto Stephenson. Fotografie. 2000-2010
Lugano, Villa Ciani
22 OTTOBRE 2011 26 FEBBRAIO 2012
Sede
Villa Ciani, Parco Civico (entrata da Corso Elvezia, di fronte al Casinò)
Orari
martedì domenica: 10 18. Chiuso il lunedì
La mostra rimarrà chiusa il 24 e 25 dicembre 2011 e il 1° gennaio
2012
Ingresso
Intero CHF 12, Ridotto CHF 8, gratuito per ragazzi fino a 16 anni
Catalogo GAMM Giunti
Info Museo delle Culture
Tel. +41 58 866 69 60 www.mcl.lugano.ch