Del vasto e raffinato mondo delle arti applicate, fatto di bronzi dorati, di
argenti, rami e ottoni, di marmi colorati e di pietre dure e lucenti maioliche
o, ancora, di legni capricciosamente intagliati e dorati e di porcellane dall
elegante linguaggio rococò, il Museo di Capodimonte conserva una ulteriore,
splendida testimonianza, di assoluta rilevanza, nella collezione di Mario De
Ciccio, donata nel 1958.
Appassionato collezionista e conoscitore darte, antiquario, raffinato
esponente di una cultura di élite di matrice ancora tardo-ottocentesca,
giunse a Napoli da Palermo, sua città dorigine, nel 1906, portando
con sé un primo, cospicuo numero di manufatti siciliani sei e settecenteschi
(argenti ed oreficerie, tessuti e paramenti sacri, rare maioliche) che poi costituiranno
il nucleo principale della sua raccolta, ulteriormente ampliata ed accresciuta
nella nuova patria di adozione. Qui, dove egli certamente conobbe e frequentò
le più importanti collezioni private di arti applicate ancora presenti
in città, alcune delle quali come quella celeberrima di Gaetano
Filangieri o quella del duca di Martina - proprio in quel giro di anni rese
pubbliche o musealizzate, De Ciccio confermò e rafforzò il suo
interesse per le cosiddette arti minori acquistando, accanto a qualche
dipinto, soprattutto alcuni preziosi manufatti medioevali e del Rinascimento
e oggetti barocchi e rococò.
Vasellame da pompa o da farmacia in maiolica, preziosi paramenti
ricamati, calici ed alzate dalle più curiose e stravaganti forme, piatti
da parata o candelieri in argento sbalzato in opulente fogge barocche, raffinate
cornici in legno intagliato e dorato con volute, cartocci, figure antropomorfe,
marmi, bronzetti, sculture lignee, di stucco o terracotta, porcellane ed oggetti
archeologici, vennero appassionatamente raccolti nel corso di frequenti viaggi
intrapresi in Italia e allestero durante larco di oltre un cinquantennio.
La ricca collezione di oggetti darte via via acquistati per sé,
e non per la vendita, e sistemati nella abitazione, diventata una sorta di casa-museo
di sapore neo-rinascimentale, fu molto apprezzata e conosciuta negli ambienti
colti della città e allestero. Sin da giovane Mario De Ciccio aveva
intrapreso una nobile carriera di mecenate offrendo allallora Museo Archeologico
Nazionale di Palermo oggetti sia di scavo, sia di età moderna, soprattutto
maioliche. Anche a Napoli, dopo il secondo conflitto mondiale, aveva donato
opere al Museo di San Martino e al Museo Gaetano Filangieri.
Conseguenza ultima e quasi naturale delle scelte di mecenatismo perseguite
dal collezionista durante larco della sua lunga vita doveva essere dunque
nel 1958, ad un anno dalla prematura scomparsa del figlio Francesco Paolo e,
la donazione della sua cospicua raccolta al Museo di Capodimonte, appena aperto
al pubblico dallallora Soprintendente Bruno Molajoli Fu lo stesso collezionista
a sistemare gli oggetti allinterno delle sale prescelte, accompagnandoli
con i busti in bronzo del figlio, del fratello e di se stesso, così da
legare -sul filo della più aulica tradizione del collezionismo- la sua
famiglia, la raccolta di oggetti darte e gli ambienti ad essa destinati,
ed oggi in parte riaperti, in attesa del loro prossimo collegamento alla celebre
sezione di arti decorative di casa Farnese, al piano nobile del museo. Lallestimento
realizzato per loccasione, rispondendo a criteri più aggiornati
di conservazione ed esposizione di materiali così diversi, coniuga il
ricordo della sistemazione storica voluta da De Ciccio e Molajoli, mantenuta
nella prima sala, con una nuova e moderna presentazione museografica che consentirà
di apprezzare al meglio la straordinaria raccolta del collezionista siciliano.
La realizzazione del progetto della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio
Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città
di Napoli, si è resa possibile per il diretto coinvolgimento della Regione
Campania - Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali, grazie al co-finanziamento
dellUnione Europea Por- Fesr Campania 2007-2013 che si aggiunge ai fondi
già stanziati in precedenza dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali.
Sito www.Polomusealenapoli.beniculturali.it
Info: Museo di Capodimonte - via Miano 2, 80131, Napoli - capodimonte.Artina@arti.beniculturali.it
- Orario 8.30 alle 19.30. Chiuso mercoledì. La biglietteria chiude unora
prima