Per conservare l'omaggio - consiglia Coldiretti - si consiglia di tagliare
quanto prima gli steli che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita
con due gocce di limone. Vanno quindi collocati in piena luce e mantenuti in
ambiente fresco e umido perché la mimosa rilascia molta acqua attraverso
la traspirazione e bisogna evitare che la grande perdita di liquidi faccia seccare
rapidamente il fiore.
La mimosa è coltivata in Italia da circa duemila imprese su una superficie
di quasi 600 ettari di terreno, concentrati soprattutto in Liguria. Dal punto
di vista botanico si tratta in realtà un'acacia dealbata, arbusto sempreverde
originario delle zone tropicali, che insieme al genere della mimosa appartiene
all'unica famiglia delle Leguminose. Le varietà più diffuse sono
- precisa la Coldiretti - la Floribunda e la Gaulois che è più
rigogliosa.
Le foglie di mimosa, composte da tante foglioline verde chiaro, in caso di
pericolo (per esempio se vengono sfiorate o la temperatura supera i 20°C
) si ritraggono, ed è per questo particolare atteggiamento che ha preso
il nome scientifico "mimus", dal latino attore mimico.
La mimosa venne introdotta in Europa intorno al 1820 e con il passar del tempo
riuscì ad adattarsi molto bene al clima Italiano, soprattutto nelle zone
temperate come la Liguria. Nei paesi d'origine come Sud America e Australia
dove è considerata fiore nazionale, la mimosa - conclude la Coldiretti
- raggiunge i 30 metri di altezza, in Europa, invece, al massimo 10 metri.